Quello che la legge finanziaria dovrebbe prevedere

Ogni anno, nel mese di agosto, si inizia a parlare, anzi a discutere di legge finanziaria, quella legge che determinerà le finanze dello Stato e anche quelle degli italiani. Ci sono degli argomenti che hanno una influenza immediata, vedi i provvedimenti per tamponare gli aumenti dei carburanti, e altri che hanno una valenza strategica i cui effetti si vedranno negli anni a venire. Quest’anno poi la legge finanziaria è l’ultima del governo Meloni, nel 2027 ci saranno le elezioni politiche e già dai primi giorni di agosto, stiamo assistendo al “tiro della coperta” che è sempre troppo corta e che non basta mai a soddisfare i desiderata dei partiti di governo. In attesa che venga trovato l’accordo e si delinei la struttura della manovra, è importante mettere in evidenza l’assenza completa nel dibattito politico di un argomento strategico per il paese, la ricerca scientifica che invece i paese europei e le istituzioni dell’Unione Europea considerano fondamentale per il futuro del continente. Tale assenza è tanto più incomprensibile in presenza di un quadro internazionale che si presenta a tinte fosche per il perdurare di conflitti sempre più vicini e sempre più tecnologicamente avanzati.

Le istituzioni europee e i singoli paesi (Italia non pervenuta) hanno capito immediatamente che la politica disastrosa di Trump sulla ricerca scientifica avrebbe “liberato”, la parola corretta sarebbe “licenziato”, migliaia di ricercatori e hanno attuato dei programmi di reclutamento per le proprie istituzioni di ricerca. Esempio fra tutti il piano francese “Choose CNRS” (il CNRS è l’equivalente del nostro CNR).

Viviamo in un’epoca in cui, ci piaccia o no, lo sviluppo della conoscenza e gli investimenti su di essa sono convenienti non solo dal punto di vista economico, per il programma europeo Horizon Europe si prevede che ogni euro investito genera, in un arco di 25 anni, un ritorno fino a 11 euro di PIL, ma che i benefici di tali investimenti ricadono anche in una migliore qualità di sistemi fondamentali per la nostra vita come per esempio il sistema sanitario. Lo sviluppo di strumenti di analisi sempre più avanzati permettono diagnosi sempre più precoci. Altro argomento estremamente attuale, la lotta ai cambiamenti climatici avrebbe un importante giovamento se fossero aumentate le attività di ricerca scientifica, fornendo in tale modo informazioni sempre più accurate e puntuali ai decisori politici. La responsabilità che abbiamo noi elettori è proprio nella scelta della classe politica che dovrà prendere decisioni per il bene di tutti, dovremmo forse urlare meno su come sono dannosi i cambiamenti climatici, lo sentiamo sulla nostra pelle e non sentiamo nessun bisogno che ci venga soltanto ricordato, ma sarebbe necessario che l’impegno di ognuno di noi si focalizzasse sulle soluzioni da adottare, su quali strumenti utilizzare e soprattutto su chi le dovrà attuare.

Salvatore  Scaglione

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