2 Marzo, 2026
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Non sento ma apro, all’ex consorzio agrario è teatro.

 

non sento ma apro
non sento ma apro

Si è aperta sabato ventotto febbraio la stagione di spettacoli che terrà compagnia questa primavera agli abitanti di Anguillara Sabazia perché grazie alla volontà della proloco locale ed il patrocinio dell’amministrazione Pizzigallo, l’ex consorzio agrario si è fatto e si farà teatro ospitando una serie di spettacoli per tutto il corso della primavera.

Non sento ma apro “ è stata la commedia teatrale che ha aperto questa stagione di intrattenimento locale a cura del regista  Fabrizio Catarci con Daniela Culeddu, Katia Catarci, Fabio Rosi e Fabio del Croce; la storia si basava su fatti comuni , cose sulle quali ogni coppia in un certo qual modo si è potuta rivedere. In scena vi erano due coppie una apparentemente più solida ed un’altra scoppiata , tra risate e luoghi comuni si sciorina quelli che sono i risvolti della vita di coppia, i tradimenti ,le bugie fino ad attecchire sulla coppia più equilibrata che invece risulta essere insoddisfatta l’uno dell’altra , irrisolta e piena di cose non dette.

L’intrattenimento è stato assicurato, la kermesse è stata piacevole e gradita molto al pubblico che riempiva una sala di circa sessanta posti. Preziosa l’idea della proloco di Anguillara Sabazia di fornire alla comunità uno spazio di aggregazione collettiva dove lo spettatore possa ritrovarsi attraverso lo spettacolo proiettato in scorci della società o di una intimità come quella di coppia rappresentata in “ non sento ma apro” dove noi tutti un po’ ci ritroviamo e dove la società di oggi viene rappresentata con ironia per far si che la comprensione sia più fruibile anche all’utente meno abituato o che si affaccia per la prima volta a questo tipo di rappresentazioni come per esempio può succedere Ad Anguillara Sabazia.

Il teatro è un collante attivo che lega la nostra società alla sua rappresentazione che va da toni ironici come in questo caso ma anche a toni più drammatici ed è importante che anche le piccole comunità come quelle attorno al lago possano usufruirne come forma di svago ma anche di riflessione.

Ilaria Morodei

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