Fortunatamente il nostro paesino è ricco di società sportive volte a promuovere, attraverso l’attività fisica, la pratica sportiva e stili di vita sani, un miglioramento delle condizioni di salute e benessere psico-fisico dei nostri ragazzi/e favorendone la coesione sociale nella comunità.
L’Articolo 33 della Costituzione Italiana riconosce ufficialmente il valore educativo e sociale dello sport, sancendo il diritto a praticarlo e viverlo come strumento di crescita, inclusione e benessere.
Da questo punto di vista lo sport si caratterizza quindi come un diritto per tutti i bambini e gli adolescenti.
A tal riguardo, la carta dei diritti del Bambino nello sport “Articolo 31 della Convenzione ONU del 1989 sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza” è il Trattato Internazionale più ratificato al mondo che riconosce a ogni bambino il diritto a dedicarsi ad attività ludiche e ricreative proprie della sua età e sancisce il:
- Diritto di fare sport
- Diritto di divertirsi e di giocare
- Diritto di beneficiare di un ambiente sano
- Diritto di essere trattato con dignità
- Diritto di essere accompagnato e allenato da persone competenti a seguire allenamenti adatti alle proprie possibilità
- Diritto di misurarsi con giovani con le stesse opportunità di successo
- Diritto di partecipare a competizioni adatte
- Diritto di praticare il proprio sport nella massima sicurezza
- Diritto di disporre del sufficiente tempo di riposo
- Diritto di non essere un campione
Purtroppo però accadono fenomeni che ledono questi diritti dei giovani, quali bullismo, abusi, violenze e discriminazioni.
La violenza in ogni sua forma, ed esercitata in modo sistematico, può avere conseguenze devastanti per le vittime, a scuola, nello sport e nel privato, perdono la concentrazione (patiscono ripercussioni sui risultati scolastici) rischiano l’emarginazione, la solitudine, fino ai casi estremi di suicidio.
I casi più ricorrenti di violenza si identificano in bullismo e cyber bullismo:
- Per cyber bullismo si intende una violenza fisica o digitale, per esempio attraverso i social con la diffusione degli smartphone moltiplica le occasioni di molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione e diffamazione permesse dall’anonimato online del cyberbullo, maschio o femmina, che può inoltre contare su un gruppo di complici reso molto ampio dai social. Lo scopo è isolare una coetanea o un coetaneo con abusi e attacchi o metterlo in ridicolo.
- il bullismo si manifesta sia nelle discipline di squadra sia in quelle individuali. Può emergere in particolare quando si esaspera la ricerca della prestazione, quando la competitività – di per sé positiva e utile alla crescita – diventa eccesso, prevaricazione e quando non si ha rispetto né delle regole né dei compagni.
In quest’ottica i tecnici, i dirigenti, e soprattutto la figura del responsabile della tutela dei minori delle società sportive che hanno i settori giovanili svolgono un ruolo particolarmente delicato e molto importante fatto di ascolto, vigilanza e azione per contrastare ogni forma di violenza.
Per concludere il mondo dello sport, oltre ad essere uno strumento di socializzazione, è un luogo decisivo per lo sviluppo psicofisico dei giovani ragazzi/e dove è auspicabile che possano godere di tutti i benefici che l’attività sportiva può dare all’interno di un ambiente sicuro e protetto.
Giacomo MONDINI


