“Sì” all’introduzione delle cure palliative nel piano terapeutico
In oncologia la nuova concezione di “cura” incentrata sul malato nel suo complesso e non sulla malattia neoplastica sta portando all’introduzione sempre più precoce delle cure palliative nel piano terapeutico del malato e non più solo nella sua traiettoria finale, perché per cure palliative si intendono tutti quegli interventi medico-sanitari finalizzati a “portare sollievo” al malato e ai suoi congiunti (dal termine latino pallium, ovvero mantello).
Tutto questo secondo un modello gestionale e organizzativo mirato a garantire un’assistenza continua, integrata e progressiva fra terapie oncologiche e cure palliative (definite pertanto anche come “precoci” o “simultanee”); soprattutto quando nella malattia avanzata l’obiettivo principale delle terapie non sia esclusivamente quello di un prolungamento della vita ma una maggiore aderenza alle cure, un buon controllo dei sintomi correlati alle cure e/o alla malattia ed una migliore qualità della vita.
L’integrazione del trattamento oncologico attivo con le cure palliative comporta pertanto forti implicazioni organizzative, gestionali e formative le quali, al momento in Italia, non sono state ancora adeguatamente normate.
Difatti, la contemporanea attivazione di servizi assistenziali in ambiti diversi (ospedaliero e territoriale) rende difficoltosa la contestuale erogazione delle cure oncologiche e palliative cui solo un buon rapporto di collaborazione può sopperire.
A queste difficoltà gestionali e tecnico-amministrative si aggiunge la tanatofobia della società moderna, per cui si ritiene che la cura della “persona” non abbia la stessa valenza della cura della malattia.
Nella Asl Roma 4 grazie alla recente istituzione della Rete locale di cure palliative (comprendente gli hospice aziendali di Civitavecchia e di Campagnano cui si aggiunge il supporto esterno di quello di Nepi) la partecipazione attiva del medico palliativista nei percorsi terapeutici condivisi con gli oncologi dei presidi ospedalieri di Bracciano e di Civitavecchia rappresenta il presupposto per poter promuovere e offrire ai pazienti ritenuti più appropriati un programma di cure palliative precoci e simultanee.
Tale offerta clinico-assistenziale è favorita dal fatto che la Rete di cure palliative e la rete oncologica della Asl Roma4 sono integrate secondo un progetto della direzione strategica aziendale teso alla continuità assistenziale tra ospedale e territorio. A rafforzare tale impegno, l’azienda ha istituito un collegamento diretto tra i medici di medicina generale e le reti specialistiche proprio per accelerare la presa in carico dei malati ed evitare magari che debbano utilizzare il pronto soccorso come porta di accesso ai percorsi diagnostici.
Per eventuali ulteriori informazioni i cittadini possono rivolgersi ai loro medici di famiglia che, se indicato, provvederanno a indirizzarli al presidio ospedaliero aziendale più prossimo al proprio domicilio.


