21 Marzo, 2026
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A proposito di salute, depressione e rischio di malattie cardiovascolari

La depressione aumenta la probabilitร  di sviluppare malattie fisiche, dalle disfunzioni del sistema immunitario alle patologie cardiovascolari, oltre ad essere un fattore di rischio rilevante per disturbi alimentari, autolesionismo, abuso di alcool e altre sostanze stupefacenti, in particolare negli adolescenti. Lo ricorda la psichiatra e psicoanalista Adelia Lucattini, membro Ordinario della Societร  Psicoanalitica Italiana. โ€œNumerosi studi hanno dimostrato che i disturbi dellโ€™umore, la depressione e l’ansia possono influenzare negativamente il decorso delle malattie fisiche croniche, aumentando la morbilitร  e il rischio di mortalitร  a causa di diabete, malattie polmonari, dolore, disturbi somatoformi, malattie cardiache e cancro. Questa correlazione รจ legata sia agli stili di vita, che a cause biologiche. I pazienti con disturbi depressivi e d’ansia psicogena spesso fanno scelte di vita non salutari, oltre allโ€™insonnia e allโ€™inversione del ritmo sonno-veglia, hanno una scarsa aderenza alle cure mediche e un evitamento rispetto ai controlli e agli screening di prevenzione. Tra i fattori biologici di rilievo ci sono l’aumento della risposta infiammatoria, i disordini immunitari e l’alterazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. Questโ€™ultimo รจ il principale modulatore ormonale della risposta allo stress, attraverso aldosterone, cortisone, cortisolo e gli ormoni sessuali, androgeni, estrogeni e progesterone.

La depressione รจ una malattia insidiosa perchรฉ inizialmente si manifesta con sintomi generici che possono essere scambiati per disturbi fisici (stanchezza, inappetenza, affaticabilitร ) attribuiti a fattori esterni, ad es. stress da lavoro e studio accompagnati da disturbi del sonno, preoccupazioni e insoddisfazione. โ€œQuando queste condizioni perdurano da almeno due settimane non bisogna sottovalutarleโ€, prosegue Adelia Lucattini, โ€œci si deve rivolgere a uno specialista ed รจ anche opportuno evitare autodiagnosi basate su informazioni reperite sui social o sul web. Secondo i recenti dati dellโ€™Istituto Superiore di Sanitร  (ISS), i sintomi depressivi arrivano allโ€™8% fra le donne, allโ€™11% tra le persone che hanno un basso livello di istruzione, al 17% tra chi riporta difficoltร  economiche e al 9% tra chi vive una condizione precaria in ambito lavorativo. Tra le persone affette da patologia cronica la stima raggiunge il 12%. Tra gli anziani la stima รจ del 9%, ma arriva al 30% tra quelli con difficoltร  economiche. Il 7% della popolazione oltre i 14 anni (3,7 milioni di persone) ha sofferto nell’anno di disturbi ansioso-depressivi, il 6% tra i 35-64 anni.

Ciรฒ nonostante, due persone su tre non chiedono e quindi non ricevono trattamenti. Inoltre, i dati riportano che tra coloro che sono in cura, prevalgono persone con situazione socioeconomica medio-alta poichรฉ hanno maggior accesso alle informazioni su salute e malattia, sulla prevenzione e maggior facilitร  a richiedere una visita. Le fasce piรน deboli della popolazione sono divenute piรน a rischio, soprattutto dopo la pandemiaโ€.

Ma qual รจ il rapporto tra depressione, stress e malattie cardiovascolari? รˆ noto che lo stress causa aritmie e tachicardia, a cui si va a sommare lโ€™ansia causata dalle manifestazioni del disturbo fisico stesso. I disturbi cardiaci mettono molto in allarme, anche inconsciamente, poichรฉ il cuore รจ un organo fortemente investito di significati simbolici ed รจ considerato il custode dei sentimenti. Attraverso il suo ritmo regolare, il cuore fa sentire sani, infonde la certezza dellโ€™essere in vita. Ogni disturbo cardiaco causa preoccupazione, ma questo non significa che spinga a fare i controlli. Infatti, per un meccanismo di rimozione e talvolta di negazione, il non fare i controlli equivale, erroneamente, alla convinzione di non avere nulla che non vada. Parafrasando โ€œOcchio non vede, cuore non duoleโ€: dunque, finchรฉ non lo so, non ho nulla di grave. Questo tipo di dinamica inconscia, espone a rischi talvolta molto seri, poichรฉ induce a non fare la prevenzione e i necessari controlli, inoltre porta a non assumere le terapie prescritte dagli specialisti. รˆ noto che i disturbi bipolari e la depressione protratta, portano sovente ad un alterato stile di vita come fumo, abuso di alcool, inattivitร  fisica, eccesso di cibo e sregolatezza nelle abitudini in generale, che possono danneggiare le arterie, causare ipertensione, diabete e altre malattie metaboliche.

Lโ€™inibizione e lโ€™evitamento possono avere conseguenze importanti sulla vita di ognuno, lo stesso vale per le malattie cardiovascolari. Quando la familiaritร  e la predisposizione individuale hanno un ruolo nella loro insorgenza, non tenerne conto รจ attribuibile piรน spesso a disturbi emotivi che a vera e propria ignoranza. Secondo il report dellโ€™ISS, le malattie cardiovascolari rappresentano ancora la principale causa di morte in Italia e sono responsabili del 44% di tutti i decessi. In particolare, la cardiopatia ischemica (infarto) รจ la prima causa di morte, a fronte del 28% di tutte le morti. Inoltre, bisogna prestare molta attenzione nellโ€™attribuire i disturbi cardiaci esclusivamente all’ansia. Perchรฉ qualunque malattia fisica possa essere diagnosticata come di esclusiva origine mentale, รจ necessario escludere qualunque componente organica e questo puรฒ essere fatto sottoponendosi a tutti gli accertamenti che gli specialisti ritengano necessari, dalle analisi del sangue allโ€™elettro ed ecocardiogramma, alla TAC, allโ€™RMN, etc.

โ€œPur riconoscendo il potere della mente, รจ assolutamente da evitare che ansia e depressione diventino il โ€œrifugium peccatorumโ€ di tutti i disturbi somatici senza una causa apparente o che ancora non sia stata individuata, compresi quelli a carico del cuore. In assenza di accertamenti e controlli, non bisogna mai attribuire di primo acchito le problematiche cardiache solo a disturbi psicologici. Certamente, i disturbi e le malattie cardiache non sono di facile gestione, per questo una consulenza psicoanalitica puรฒ essere utile anche in fase diagnostica, certamente puรฒ essere di supporto al momento della diagnosi, e in seguito di grande aiuto nel controllare lโ€™ansia reattiva. Lโ€™analisi aiuta nellโ€™aderire con costanza e precisione alle cure prescritte, a mantenere il giusto equilibrio interiore e conservare una buona qualitร  della vita.

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