22 Marzo, 2026
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Allarme cinghiali, da problema a (forse) risorsa

Tra crescita della popolazione e possibili opportunitร 

I nostri territori sono ricchi di animali selvatici con cui conviviamo quotidianamente. Una crescita eccessiva di una di queste specie puรฒ perรฒ incrinare gli equilibri faunistici e naturali dellโ€™ambiente.

Questo รจ proprio il caso del cinghiale, specie in forte crescita e problematica per il suo impatto negativo su biodiversitร , sicurezza stradale e agricoltura, e per la diffusione di malattie. Quantificare il numero esatto di esemplari รจ difficile ma i dati ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), relativi al 2020, stimano una popolazione di un milione, il doppio rispetto ai 500 mila del 2010.

Nella regione Lazio gli esemplari sono circa 75 mila, e le aree a maggiore densitร  sono quelle di Roma, Viterbo e Rieti. Si tratta di una stima effettuata nellโ€™ambito del PRIU (Piano regionale di interventi urgenti per la gestione, il controllo e lโ€™eradicazione della peste suina africana nei suini e nel cinghiale) 2022-24, approvato dalla Regione con lโ€™obiettivo di raddoppiare gli abbattimenti selettivi e ridurre drasticamente la presenza di questi animali.

Diversi sono i fattori che hanno portato alla crescita incontrollata della specie. Tra questi, il massiccio spostamento delle persone dalle campagne alle cittร  e la rinaturalizzazione di molti habitat, la diminuzione dei cacciatori e della pressione venatoria, la mancanza di predatori come il lupo, che solo di recente ha ricominciato a diffondersi, e inverni piรน miti con piรน disponibilitร  di cibo, a cui contribuisce anche la massiccia presenza di campi coltivati.

Eโ€™ possibile agire su molteplici fronti: si va dalla prevenzione (ad esempio attraverso recinzioni elettriche), alla cattura tramite trappole o recinti, fino ad arrivare allโ€™abbattimento e alla caccia. Le strategie cambiano in base al territorio della regione, con posizioni spesso eterogenee.

Lโ€™aumento delle campagne di abbattimento per contrastare la crescita della popolazione ha comportato una maggiore disponibilitร  di carne. Le carcasse, dopo i necessari controlli sanitari, possono essere destinate allโ€™autoconsumo o messe in commercio. Proprio sullโ€™aspetto del commercio รจ interessante la prospettiva presentata in un articolo di Gambero Rosso che suggerisce lโ€™istituzione di una filiera controllata e tracciata, dal bosco alla tavola, della carne di cinghiale come forma ecologica di consumo. Potrebbe addirittura arrivare ad essere unโ€™ulteriore fonte di reddito per gli agricoltori, che trasformerebbero cosรฌ un problema in una risorsa.
Sara Fantini

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