La pandemia, nella fase piรน acuta, ha portato enormi malesseri e disagi. Non ultimi quelli psicologici. ร stato infatti valutato che, a livello internazionale, il 35% della popolazione ha manifestato anche sintomi correlati all’isolamento come ansia, insonnia, stress post traumatico e in percentuale piรน bassa disturbi depressivi. Il post lockdown dunque comporterร una serie di problemi e aspetti che dovranno necessariamente essere monitorati e affrontanti.
Proprio su questo tema, risulta essere interessante il libro: โPsicoanalisti in Lockdown. Efemeridi di menti a distanzaโ (Solfanelli), a cura di Monica Horovitz e Adelia Lucattini.
Come si legge nella presentazione, il volume raccoglie le testimonianze di un gruppo di quattordici psicoanalisti dislocati in diverse nazioni (Francia, Italia, Argentina e Libano), sulla loro attivitร professionale durante il lockdown del marzo 2020, dovuto alla pandemia da Covid-19.
Si tratta di riflessioni stimolate dalla psichiatra e psicoanalista Janine Puget, scritte sotto forma di diario in cui gli autori si sono confrontati con lโimperativo etico di stare accanto ai loro pazienti in un momento di pericolo e di crisi globale.
Come spiega nellโintroduzione Attilio Scarpellini โlโauto-segregazione collettiva, che รจ stata la prima misura adottata per rispondere allโirruzione di virus Covid-19 nelle nostre vite, ha dato immediatamente luogo a un inteso e diffuso movimento diaristico, come se scrivere fosse lโunico modo conosciuto nellโoccidente laico e secolarizzato di occupare il minaccioso vuoto di quella che Ernesto De Martino, parlando del lutto, chiamava โcrisi della presenzaโ. Come un terremoto o una catastrofe naturale, le persone piรน vicine agli epicentri pandemici sono quelle che maggiormente hanno sofferto di disturbi psicologici, in particolare disturbi post-traumatici, oltre che a sintomi d’ansia e depressione.
Come spiega la curatrice Monica Horovitz โtutto si amplifica quando si ha a che fare con unโepidemia e il contagio si diffonde tra coloro che hanno contatti piรน stretti. Nonostante i tentativi di identificare il pericolo con lโestraneo, รจ invece, il vicino a essere pericoloso, le persone con cui lavoriamo o dormiamo, con cui ci spostiamo, da cui ci rechiamo per fare acquisti o a cui vendiamo qualcosa, con cui studiamo o balliamoโ.
Secondo Adelia Lucattini โil lockdown ha inizialmente sorpreso per trasformarsi assai presto in una situazione non comprensibile, anche perchรฉ โatemporaleโ e avvertita come minacciosa. Per la sua natura e la sua inconoscibilitร , il Covid -19 ha lasciato perplessi cittadini e governanti, mentre gli esperti non hanno ancora risposte sufficienti nonostante lโestenuante lavoro in corsoโ. In questi ultimi due anni, รจ stato fondamentale il ruolo svolto dalla psicoanalisi.
โDi fronte alla catastrofe del coronavirusโ scrive Christine Lorgeux Gallais, โmi sono trovata a provare sentimenti giร vissuti. Vivere un evento cataclismatico nella propria vita personale esige che si lavori coi pazienti sullโirruzione dellโignoto, dellโimprevedibile, di un tornado che minaccia di spazzare via la capacitร stessa di lavorare, di ascoltare, di capire ciรฒ che essi stanno cercando di comunicarciโ.
Per Piotr Krzakowski โle nostre stanze dโanalisi, solitamente capaci di offrire protezione in caso di fermenti sociali, non sono state direttamente toccate dalle manifestazioni degli scioperanti durante le sedute, ma dal Covid sรฌ! Il suo potenziale infettivo ha posto sullo stesso piano paziente e analista di fronte ai rischi immediati e allโincertezza su chi potrebbe essere lโagente del contagioโ.
Un libro interessante, non solo per gli addetti ai lavori, ma per tutti coloro che sono interessati a conoscere come lavorano gli psicoanalisti nella loro stanza dโanalisi con i loro pazienti (transfert), le loro reazioni personali e professionali (controtransfert), i loro sentimenti.
Nel libro, ideato e suddiviso dalle curatrici, come gli atti di unโopera teatrale, in cui le scene sono composte dai diari personali di ognuno, stimolati dallo scritto di Janine Pujet, che ha sollecitato a riflettere sulla differenza tra โincertezzaโ eโignotoโ, non solo come psicoanalisti, ma come individui immersi nella corrente tumultuosa della pandemia in cui ci troviamo ancora e al tempo stesso, chiusi dentro le proprie case fisiche e interiori, a causa del lockdown.
Il saggio รจ il frutto di un gruppo al lavoro che fronteggia con armi specifiche, le conoscenze psicoanalitiche, il divenire della pandemia e della vita, come tutti noi.
Nel volume, non mancano testimonianze internazionali. Come โil contesto libaneseโ descritto da Yara Tabet, in cui lโemergenza Coronavirus รจ arrivata in un contesto socio-politico particolare, con la popolazione inferocita nei confronti del Governo, che aveva da poco introdotto una tassa sullโuso di applicazioni come WhatsApp.
Elena Gloukhovskaia ha descritto le prime fasi della pratica analitica โin tempo di pandemia e di confinamentoโ.
Adelia Lucattini, invece, ha ben descritto il ruolo svolto dai professionisti nel servizio pubblico in Italia, in cui รจ stato garantita assistenza a tanti pazienti che hanno dovuto ricorrere ai servizi dei Centri di Salute Mentale.
Casi specifici e situazioni particolari vengono messi in evidenza dagli interventi di Elena Gloukhovskaia che analizza il caso di un minore proveniente da una situazione disagiata, Francesca Mosca che descrive la sua esperienza in un reparto di neuropsichiatria infantile, mentre Yara Tabet focalizza lโattenzione su alcuni aspetti connessi allโuso delle tecnologie per seguire on-line i pazienti durante il lockdown.
Nellโultima parte del libro, vengono poste considerazioni su come tornare a vivere dopo il lockdown. โAlla ricerca di un nuovo equilibrio con il virus, abbiamo vissuto tutti fasi alterne. Si รจ passati dall’idea trionfalistica dellโimmunitร di gregge e della guarigione, allo scoramento, quando si รจ stati colpiti da questa nuova ondata. Ora, nella consapevolezza di dover accettare una prolungata convivenza col virus, gestita in modo sempre piรน individuale, l’atteggiamento collettivo sta cambiando.
Da una parte, si fa strada una visione piรน matura e meno spaventata, che riconosce l’efficacia della scienza. Dall’altra, aumenta il carico d’ansia, associato alla consapevolezza che la scienza ha limiti intrinseciโ.
โDurante tutti i mesi di confinamentoโ, scrive Adelia Lucattini, โlโanalisi con i pazienti non si รจ mai interrotta, dapprima, a studio con i presidi di sicurezza personale, poi anche da remoto, fino alla fine del lockdownโ.
Per Sophie Rougeot โcon i nostri pazienti abbiamo fatto fronte alle conseguenze del lockdown sulla loro pelle e su noi stessi. Oggi, ne viene annunciata la fine e possiamo anticiparne gli effettiโ.
Nel post-scritto Yolanda Gampel spiega che โnon avevamo lโobiettivo di scrivere un libro, esso รจ nato, โcome un di piรน, rispetto alle incertezze percepite e vissute durante la pandemia, le perdite, i rapidi cambiamenti da adottare per mantenere un collegamento tra il dentro e il fuoriโ.
Marialuisa Roscino


