Piena disponibilità dell’Amministrazione per i locali di via Fiorentina
Una struttura sanitaria multidisciplinare, capace di integrare interventi di natura sociosanitaria e sociale: ecco una delle definizioni più semplici di “Casa di comunità”.
Con l’approvazione dei primi interventi di potenziamento dei servizi della Asl Roma 4, realizzabili grazie ai fondi messi a disposizione dal Pnrr, Manziana, nei locali comunali di via Fiorentina, ospiterà proprio una “Casa di comunità”.
All’interno della struttura, che ovviamente sarà oggetto di interventi di riqualificazione, saranno operativi tra gli altri gruppi multidisciplinari di medici di famiglia, pediatri, specialisti e infermieri, il tutto integrato con la rete di servizi socio sanitari distrettuali e comunali.
«Si apre per Manziana un capitolo importante – commenta il sindaco Bruni – venuti a conoscenza di questa possibilità abbiamo subito dato la nostra piena disponibilità all’utilizzo dei locali comunali di via Fiorentina, sicuri che la casa di comunità possa realmente diventare un punto di riferimento per l’intera popolazione. Quello che si prospetta, infatti, è un modello di sanità che torna tra la gente, alleggerendo per quanto possibile la mole di lavoro dei grandi ospedali e lo fa riuscendo, per ora almeno sulla carta, a fare dialogare la rete socio sanitaria con quella socio assistenziale. Dopo l’uragano Covid-19 è sicuramente la strada giusta, anzi, direi quasi obbligata da intraprendere».
La “Casa” servirà la comunità di riferimento anche attraverso un’infrastruttura informatica agile e adeguata, ideale soprattutto a monitorare i bisogni dei malati cronici, mettendo a disposizione strumentazione polispecialistica.
«I dettagli sono ovviamente tutti da definire visto che ancora siamo in fase progettuale ma è innegabile che il nostro paese con questo progetto potrà contare su una rete di servizi più allargata – continua il primo cittadino – e spiace solamente che la Asl abbia scelto di abbandonare i locali di piazza Vittorio Veneto. La struttura, attualmente sede del locale consultorio, sarà infatti “riconsegnata” alla proprietà, l’università agraria di Manziana: ritengo che avrebbe potuto benissimo essere oggetto di una serie di altri interventi che l’avrebbero potuta integrare in questo nuovo modello della sanità pubblica. Toglie sicuramente entusiasmo leggere che la motivazione di questa scelta sia una “semplice” riduzione dei costi di affitto annuo pari a quindicimila euro. Nell’economia di una famiglia sono cifre importanti, ma sfido a non riconoscere il valore che quel luogo in tutti questi anni ha avuto per bambini, giovani, donne e famiglie. Decisamente superiore ai quindicimila euro attualmente in ballo. Chissà che il mio appello non venga accolto e si possa realmente investire anche sotto quel punto di vista. Vorrei, infine, fare un appello a tutti i cittadini: come è nostro modus operandi suggerite pure eventuali integrazioni e soluzioni da proporre alla ASL».


