22 Marzo, 2026
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Lo sciopero generale nazionale per tornare a essere un Paese normale

Lโ€™emergenza Covid ha spazzato via dal dibattito politico la tragica condizione nella quale versa il nostro Paese, dove si registrano le percentuali di occupazione e lโ€™ammontare dei salari da lavoro dipendente piรน bassi dโ€™Europa, con impressionanti record negativi sul fronte della disoccupazione femminile e dei giovani inoccupati. Ha derubricato problemi enormi come quelli connessi allโ€™aumento della povertร  e allo smantellamento dello stato sociale, in un contesto segnato da crescenti diseguaglianze.
Le scelte del Governo
Il Governo dei migliori, con il sostegno incondizionato delle grandi testate giornalistiche e televisive, capitanato da Draghi (uomo della necessitร  per gli imprenditori, i ricchi e la finanza) ha tirato dritto per molto tempo, narrando un Paese virtuale destinato alla crescita e al benessere collettivo. Il contrario di una realtร  nella quale le scelte del Governo acuiscono la forbice tra ricchezza e povertร ; penalizzano ulteriormente lavoratori, pensionati e ceti sociali deboli; vanno nella direzione delle privatizzazioni. Finalmente, dopo la definizione della legge di bilancio, la โ€œpace socialeโ€ si รจ rotta. Cgil e Uil (due delle tre grandi confederazioni sindacali) che pure avevano dimostrato enorme prudenza, hanno promosso lo sciopero generale e le manifestazioni nazionali del 16 dicembre, considerando la manovra economica โ€œinsoddisfacente, in particolare sul fronte del fisco, delle pensioni, della scuola, delle politiche industriali e del contrasto alle delocalizzazioni, del contrasto alla precarietร  del lavoro soprattutto dei giovani e delle donne, della non autosufficienza, tanto piรน alla luce delle risorse, disponibili in questa fase, che avrebbero consentito una piรน efficace redistribuzione della ricchezza, per ridurre le diseguaglianze e per generare uno sviluppo equilibrato e strutturale e unโ€™occupazione stabileโ€.
Mai, come in questo caso, nei confronti di unโ€™azione legittima e motivata di lotta sindacale, si รจ registrato un fuoco di contrasto quasi unanime della politica e degli organi di informazione nazionali, che hanno accusato di โ€œirresponsabilitร โ€ i promotori dello sciopero.
Ritorno al โ€œconflitto socialeโ€
Soggettivamente ritengo che qualsiasi politico o giornalista, se in buona fede, dovrebbe riconoscere come il ritorno al โ€œconflitto socialeโ€ e la messa in discussione dellโ€™imperante โ€œpensiero unicoโ€, costituiscono un viatico importante per tornare a essere un Paese almeno normale. Il sindacato e il mondo del lavoro, come รจ avvenuto nei momenti piรน bui e difficili nella storia del nostro Paese, possono svolgere un ruolo decisivo.
Lo sciopero del 16 dicembre รจ il regalo di Natale piรน bello che il mondo del lavoro, i pensionati e lโ€™intero Paese potessero ricevere, perchรฉ riaccende la speranza nella possibilitร  di cambiare in meglio la nostra societร . Bisogna perรฒ considerarlo non come il punto di arrivo bensรฌ di partenza, per una mobilitazione lunga e duratura della quale vi รจ urgente bisogno al fine di restituire centralitร  al lavoro e ai diritti costituzionali.
Cesare Caiazza

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