8 Febbraio, 2026
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Conte: “Dimissioni per un governo di unità nazionale, conta solo che l’Italia rialzi la testa”.

Renzi: “Ora governo serio, di legislatura”. Domani le consultazioni

Il presidente del Consiglio è andato al Quirinale puntando al reincarico. I dem: “Iv non può mettere veti a nessuno”. Ma Marcucci: “Reincarico ma non a ogni costo”.

Il centrodestra andrà al Colle con delegazione unitaria. Berlusconi: “Unità nazionale o voto”. Nasce il gruppo dei Responsabili. Segui il live tweeting

“Il Paese ha bisogno di un governo con una prospettiva chiara e una maggioranza ampia. Un governo con prospettive di salvezza. È il momento, che emergano in Parlamento le voci che hanno a cuore le sorti della Repubblica”. Lo ha detto in serata, con un post su Fb, il premier dimissionario Giuseppe Conte dopo una lunga giornata iniziata con l’ultimo consiglio dei ministri, alle 9.30 del mattino. Poi, trenta minuti al Colle per rassegnare le dimissioni nelle mani del capo dello Stato. Mattarella si è riservato di decidere e “ha invitato l’esecutivo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti”. Da domani pomeriggio inizieranno le consultazioni per la formazione del nuovo governo.

La lunga e amara giornata di Conte è iniziata con l’ultima riunione dei ministri dell’esecutivo giallorosso. “Ringrazio ogni singolo ministro, per ogni giorno di questi mesi insieme”, ha detto alla sua ormai ex squadra di governo. “Sostegno e compattezza”, hanno risposto i capi delegazione delle forze di maggioranza, Alfonso Bonafede (M5S), Dario Franceschini (Pd) e Roberto Speranza (Leu). Poi un lungo applauso ha chiuso il Consiglio dei ministri. A mezzogiorno la seconda tappa della giornata di Conte: è salito al Colle aprendo così una delicata crisi di governo. Poi in Senato e alla Camera per comunicare ai presidenti, Elisabetta Casellati e Roberto Fico, di aver rimesso il mandato al presidente della Repubblica.

“Quello che conta – ha detto tra l’altro Conte nel suo messaggio serale su Fb – è che la Repubblica rialzi la testa, al di là di chi sarà chiamato a guidare l’Italia”. Ma cosa succederà nei prossimi giorni? “Continuerò a svolgere il mio servizio al Paese con senso di responsabilità e profondo impegno, svolgerò gli affari correnti”, dice Conte.

Da questo momento in poi, tutti gli scenari che dovrà valutare il capo dello Stato sono possibili. Prima però Sergio Mattarella avvierà consultazioni lampo con tutte le forze politiche, dal reincarico al premier uscente per un “ter”, come sperano Pd, M5s e Leu, fino alla soluzione estrema dello scioglimento delle Camere. Il Capo dello Stato dovrebbe vedere domani i presidenti di Camera e Senato, Fico e Casellati, e poi da giovedì inizierà le consultazioni con tutte le forze politiche.

Su Renzi, solo un breve commento della vicepresidente del Pd, Deborah Serracchiani: “Nessuno può mettere veti a nessuno e in politica mai dire mai”. Intanto, l’avvocato deve trovare una soluzione in tempi rapidi. Conte spenderà le prossime 48 ore nel tentativo di sopravvivere anche a questa crisi. Sa di avere soltanto due giorni per favorire la nascita di un gruppo di “costruttori” e ottenere l’incarico a formare un esecutivo di “salvezza nazionale”. Sostiene di aver parlato personalmente con dodici responsabili. Ma è consapevole anche che finora nessuno si è manifestato alla luce del sole. Se non dovessero farlo prima di mercoledì pomeriggio, l’impresa diventerà quasi impossibile.

L’avvocato giocherà al buio la sua partita più rischiosa. Lo scenario che si apre porterebbe, almeno nelle intenzioni dei giallorossi, a un Conte ter, sostenuto da una maggioranza parlamentare più ampia. Il Movimento 5 stelle ‘blinda’ il premier e questa sera alle 21.30 ci sarà un vertice dei gruppi parlamentari dei grillini. “È l’unica persona che in questa fase storica possa rappresentare la sintesi e il collante di questa maggioranza”, sostiene il capo politico, Vito Crimi. Per Luigi Di Maio questo “è il momento della verità, in queste ore capiremo chi difende e ama la Nazione e chi invece pensa solo al proprio tornaconto”, ha scritto su Facebook. Anche Leu fa quadrato intorno a lui, così come i il Pd, anche se in serata il capogruppo dem al Senato, Dario Marcucci, avverte: “Non è Conte premier a tutti i costi, anche se il buonsenso ci guida in quella direzione”.

Sul fronte Iv è slittata a domani, alle 22.30, una assemblea dei gruppi parlamentari.  “Dopo giorni di fango contro di noi, tutto è più chiaro. Non è Italia Viva ad aver aperto una crisi: è l’Italia che deve affrontare una crisi da far tremare i polsi”, dice Matteo Renzi nella sua Enews. “Conte si è dimesso perchè non aveva i numeri. Ora è possibile un governo serio, di legislatura. Noi – aggiunge il leader di Italia viva – andremo al Quirinale senza pregiudizi”. Il centrodestra va all’attacco: i leader di Lega, FdI e il vicepresidente di Forza Italia si sono riuniti oggi, nel primo pomeriggio, in un vertice allargato anche ai centristi dell’Udc, ai totiani di Cambiamo e a Noi con l’Italia. E nella riunione è stato deciso ch i partiti del centrodestra andranno al Colle per le consultazioni con una delegazione unitaria, anche se in un primo momento Fi era orientata ad andare da sola. “La coalizione – si legge in una nota – è pronta a sostenere in Parlamento tutti i provvedimenti a favore degli italiani, a partire dai ristori e dalla proroga del blocco delle cartelle esattoriali. Ferme restando le posizioni già espresse al presidente della Repubblica nel corso dell’ultimo incontro, il centrodestra si affida alla sua saggezza”. E il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, avverte: “O governo di unità nazionale o voto”.

(La Repubblica)

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