Diritto alla genitorialità e crioconservazione: dal Lazio per una legge nazionale

Il diritto alla genitorialità e alla preservazione della fertilità non può essere subordinato alle disponibilità economiche o alla casualità del luogo di residenza. Per affrontare la questione, è stata recentemente introdotta nel Lazio, nell’ultima variazione di bilancio, una misura nata da una proposta della consigliera del Partito Democratico Eleonora Mattia, sostenuto da tutto il Gruppo al Consiglio Regionale del Lazio, e integrata col contributo della maggioranza, per includere anche la prevenzione dell’infertilità maschile.

Il provvedimento istituisce un fondo sperimentale da 300mila euro per il 2027 a favore dei residenti nel Lazio tra i 18 e i 40 anni affetti da patologie non oncologiche che compromettono la fertilità, prevedendo un contributo fino a 3mila euro per la crioconservazione di ovociti e fino a mille euro per il liquido seminale presso le strutture pubbliche di riferimento.

La situazione del Lazio si inserisce in un mosaico regionale sempre più dinamico ma fortemente disomogeneo: dopo la Puglia, che ha introdotto voucher fino a 3mila euro per donne tra i 27 e i 37 anni, e la Toscana, che ha stanziato 550mila euro per il triennio 2026-2028, molte altre Regioni si stanno muovendo in autonomia, alimentando però il rischio di una “geografia della fertilità” a macchia di leopardo in assenza di una cornice statale unitaria.

Proprio attorno a questo principio e alla misura introdotta alla Regione Lazio, si è tenuto il convegno “Fertilità e futuro. Nuove tutele per l’accesso alla crioconservazione”, svoltosi l’8 ottobre 2026 al Piccolo Teatro San Paolo di Roma su iniziativa del Gruppo Pd Regione Lazio e del Centro Studi Persone e Salute. L’iniziativa, sostenuta dal Gruppo del Partito Democratico alla Regione Lazio e dal Centro Studi Persone e Salute Regione Lazio, rientra in un ambito specifico inserito nel più ampio contesto di salvaguardia, rilancio e accesso alla sanità pubblica e universale. Una questione per noi di assoluta priorità.

L’incontro ha visto gli interventi di Beatrice Lorenzin, senatrice ed ex ministra della Salute, Mario Ciarla, capogruppo Pd alla Regione Lazio, ed Eleonora Mattia, consigliera regionale Pd, insieme a medici professionisti, ricercatori ed esponenti del tessuto sociale e territoriale impegnati sul fronte della PMA, della medicina riproduttiva e della ginecologia.

Il grande risultato ottenuto ci mette anche davanti alla necessità di superare la frammentazione presente nel nostro Paese e sviluppare una normativa a livello nazionale. La senatrice Lorenzin ha annunciato l’intenzione di volersi muovere in tal senso. Durante il convegno è stato inoltre ribadito con forza come il ricorso alla crioconservazione non possa rappresentare la sola risposta alla denatalità e debba integrarsi con misure strutturali su congedi paritari, asili nido e occupazione femminile, contrastando un contesto che vede ancora oggi oltre sette donne su dieci costrette alle dimissioni dopo la maternità.

Garantire un percorso pubblico e accessibile per la preservazione della fertilità rappresenta dunque sia un baluardo a difesa dell’universalismo sanitario sia uno strumento di libertà che permetta alle persone di pianificare il proprio futuro riproduttivo senza vincoli economici o territoriali. Su questo il Partito Democratico continuerà a impegnarsi.

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