11 Aprile, 2026
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Scienza, Fede e Identità: il Precetto Pasquale all’IT Salvo D’Acquisto

Castel Giuliano (Bracciano), 30 marzo 2026

Nel mondo della formazione tecnica e scientifica, l’identità di un istituto si costruisce anche fuori dall’aula. Lunedì 30 marzo 2026, gli studenti e i docenti dell’Istituto Tecnologico Paritario Salvo D’Acquisto di Castel Giuliano si sono ritrovati presso la Parrocchia di San Filippo Neri per la celebrazione della Santa Messa del Precetto Pasquale. La chiesa, che fa parte della Diocesi Suburbicaria di Porto-Santa Rufina, sorge a pochi passi dai locali scolastici, quasi a sottolineare la naturale prossimità tra pensiero critico e la ricerca del “senso delle cose”.

Infatti, il confine tra chi studia le Leggi della Natura e chi ne cerca l’Autore è spesso più sottile di quanto si pensi, e una scuola degna di questo nome lo sa: formare al pensiero critico significa non solo smontare ciò che risulta incoerente con il sapere scientifico consolidato, ma anche avere l’onestà intellettuale di riconoscere le domande che la ragione pone e da sola non riesce a esaurire, domande sull’origine, sul senso, sul destino, sul perché dei fenomeni.

La peculiarità di questa celebrazione è stata, fin dal principio, sorprendente: ad animare liturgicamente la Messa è stato un coro studentesco diretto da due insegnanti di materie scientifiche. Il Prof. Riccardo Rosini, docente di Matematica per gli indirizzi Agrario e Aeronautico – già insegnante di Fisica e Informatica – e il Prof. Gino Mondini, docente di Scienze Applicate per l’indirizzo Aeronautico, hanno organizzato e condotto il coro con la stessa precisione che dedicano alle equazioni e ai laboratori: quella di chi è abituato a trasformare variabili e problemi in soluzioni. Fondamentale è stato anche il contributo della Prof.ssa di religione Patrizia Turini, che ha animato la celebrazione arricchendola di partecipazione e calore. La Messa è stata officiata da don Bernardo Acuña Rincón, delegato per la formazione della Diocesi Suburbicaria di Porto e Santa Rufina.

Momenti come il Precetto Pasquale non sono semplici parentesi nel calendario scolastico: sono riti di passaggio che lasciano traccia nella memoria degli studenti. Vedere i propri docenti di matematica e scienze impegnati a dirigere voci e armonie, anziché equazioni e grafici, comunica qualcosa di potente: il sapere non ha compartimenti stagni. I ragazzi dell’IT Salvo D’Acquisto – futuri piloti, agronomi, tecnici – hanno avuto l’occasione di essere protagonisti attivi di una celebrazione comunitaria, esprimendo talenti spesso invisibili tra banchi e laboratori.

Questo protagonismo corale rafforza l’identità d’istituto e crea appartenenza, in piena coerenza con le linee guida del PTOF d’Istituto e con la visione educativa del Learning by Doing di Dewey, secondo cui l’esperienza diretta e il protagonismo attivo sono strumenti di apprendimento tanto potenti quanto un’equazione ben risolta. Fare, cantare e celebrare insieme insegnano “ciò che il libro non addita”, parole del celebre canto scout Insieme: un inno che ricorda come la vera formazione nasca dalla condivisione vissuta, non solo dalla lezione ricevuta.

Come l’istituto insegna a smontare i misconcetti scientifici, così questa giornata ha sfidato un pregiudizio culturale altrettanto duro a morire: l’incompatibilità tra rigore scientifico e dimensione spirituale. Eppure la storia offre esempi illustri. Giorgio Israel, matematico ed epistemologo contemporaneo, ha dedicato anni a mostrare come la scienza non conduca necessariamente a uno scientismo ateo. Antonino Zichichi, recentemente scomparso, fisico di fama mondiale e fondatore del Centro di Cultura Scientifica ‘Ettore Majorana’ a Erice, testimonia con la sua vita come fede e metodo sperimentale possano convivere e alimentarsi a vicenda. Nicola Cabibbo, uno dei più grandi fisici teorici italiani del Novecento, noto per la “matrice di Cabibbo” che descrive il mescolamento dei quark, fu anche presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, incarnando senza contraddizioni la doppia appartenenza alla ricerca e alla fede. E prima di loro, Maria Gaetana Agnesi, matematica milanese del Settecento, considerata un genio da matematici del calibro di Eulero, prima donna a ottenere una cattedra universitaria di matematica, non visse mai fede e scienza come antagoniste. Per lei, la ricerca della verità matematica e di quella spirituale erano due facce della stessa vocazione: affinare l’intelletto per avvicinarsi al mistero di Dio. Persino tra piloti e agronomi non mancano figure di credenti che hanno vissuto la propria professione come esplorazione del creato: don Paolo Gariglio, sacerdote e pilota brevettato, fondò una ‘pastorale volante’ convinto che il volo fosse strumento di missione; Gregor Mendel, monaco agostiniano, scoprì le leggi dell’ereditarietà coltivando piselli nel giardino del monastero, senza mai vivere fede e scienza come mondi separati.

Per gli studenti dell’indirizzo Agrario, abituati a studiare la germinazione e a confutare credenze sull’agricoltura con dati alla mano, il simbolo pasquale del seme che muore per dare vita risuona con particolare concretezza. Per quelli dell’indirizzo Aeronautico, ogni volo è già una sfida alla forza di gravità: alzare gli occhi verso qualcosa di più grande non sembra così lontano dalla quotidianità. Come sottolineano i professori Rosini e Mondini, si tratta di un piccolo seme gettato in un terreno fertile: la mente critica e giovane dei futuri professionisti.

La celebrazione del 30 marzo 2026 presso la Chiesa di San Filippo Neri ha dimostrato che l’IT Salvo D’Acquisto non forma solo tecnici e specialisti, ma coltiva l’uomo nella sua interezza: capace di volare alto, con radici profonde.

Prof. Riccardo Rosini

Riferimenti e approfondimenti:

 

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