27 Marzo, 2026
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Le parole fondamentali di Marco Dané , ultima parte

È arrivato a conclusione il percorso di Marco Dané sulle parole fondamentali; l’ultimo incontro si è tenuto nella biblioteca comunale Angela Zucconi, venerdì 26 marzo alle ore 17:00. Durante i quattro incontri che sono stati per il pubblico molto interessanti e coinvolgenti si sono espressi appunto i significati delle parole fondamentali, che spesso conosciamo a grandi linee nei loro significati più profondi o che a volte ci sfuggono completamente.

Marco Dané con estrema semplicità ha fatto proprio questo, ha svelato questi importanti significati attraverso il vocabolario, gli aforismi e la metafora espressa da alcuni racconti scritti di suo pugno che adesso andremo a vedere: le parole fondamentali in questo incontro sono state la libertà, la consapevolezza e la gentilezza. Vediamo ora la Libertà: Storia di Aldo a cui piaceva camminare nel sentiero del parco la mattina, sedersi su una panchina e ascoltare il canto degli uccelli, nessuno gli diceva cosa fare, che strada intraprendere, questa per Aldo era la libertà.

Un giorno Aldo si incrociò con una bambina sul sentiero, non riusciva a far volare l’aquilone, Aldo le suggerì di allontanarsi dal sentiero e di andare nel parco, ma lei gli rispose che era già nel parco. Aldo capì che la sua libertà non poteva impedire quella della bambina e che dovevano goderne entrambi e si spostò sull’erba per farle spazio, l’aquilone volò alto nel cielo e Aldo fu felice  pensando alla libertà come a un sentiero condiviso senza dimenticare che accanto abbiamo anche gli altri. La seconda parola è La consapevolezza: c’era una volta un uomo che viveva in una grande casa con tante finestre ma che per comodità teneva tutte chiuse non perché non sapesse che il mondo fuori era colorato e pieno di vita ma semplicemente perché si faceva meno fatica.

Ogni mattina ripercorreva le stesse stanze, parlava con le stesse persone, gli sembrava di conoscere tutto persino sé stesso m a volte c’era qualcosa che non andava, una strana sensazione ma non ci badava. Un giorno si recò in una stanza di una finestra chiusa, cercava una foto e con un po’ di difficoltà aprì la finestra, all’inizio fu solo aria che gli accarezzò il viso, poi suoni, voci lontane ed infine la luce, tutto gli sembrò diverso anche il mondo fuori, trovò le foto che cercava e da quel giorno cominciò ad aprire le finestre, dietro ogni apertura c’era qualcosa di nuovo, ricordi dimenticati, emozioni nascoste, pensieri che non aveva mai ascoltato. Scoprì che anche dentro di lui c’erano stanze che non aveva mai visitato cominciando a capire chi era veramente.

La terza parola è la gentilezza: Emma si svegliò molto emozionata perché quel giorno aveva un colloquio di lavoro molto importante, si mise quella giacca che le aveva regalato il padre che spesso pensava a lei. Giulio si alzò quella mattina nonostante avesse bevuto la sera prima nell’ufficio di cui era dirigente ma doveva andare al lavoro perché aveva un colloquio di assunzione, si mise sul suo bolide e si inoltrò nel traffico. Emma scivolava nel traffico con il suo motorino e lo sistemò vicino al grande palazzo dove per il suo colloquio la attendeva una segretaria.

Giulio non riusciva ad entrare nel garage dell’azienda, nessuno lo faceva passare ma qualcuno con un gesto gentile gli cedette il passo e la sua giornata cambiò compreso il suo mal di testa. Emma e Giulio si confrontarono nel colloquio e Giulia che non sapeva una domanda chiese gentilmente se ne potesse formulare un’altra. Giulio sentiva che Emma era quella giusta e nonostante la domanda fallita decise di assumerla. Emma tornò a casa entusiasta. Non sapremo mai dove può arrivare un gesto di gentilezza perché spesso può creare un onda senza fine.

 

Ilaria Morodei

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