27 Marzo, 2026
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Al Vian la lezione di Miguel Gotor: capire gli anni Settanta per leggere il presente

L’Aula Magna del Liceo Scientifico Ignazio Vian di Bracciano, questa mattina, si è riempita di studenti per la presentazione del libro dello storico, saggista e politico Miguel Gotor Generazione Settanta. Storia del decennio più lungo del secolo breve (1966-1982).

Miguel Gotor ha iniziato a parlare con un tono pacato, ma capace di catturare l’attenzione. Ha ricostruito quei sedici anni come un tempo di accelerazioni improvvise, di modernizzazione necessaria e di conflitti sociali che sembravano non concedere tregua. Ha mostrato, con esempi concreti, quanto fosse diversa la natura della violenza che attraversava il Paese: gli scontri di piazza, l’azione mirata di chi impugnava una pistola, la scelta di collocare una bomba in un luogo affollato. Ogni gesto, ha spiegato, aveva una logica, un retroterra, un prezzo.

Il paradosso di quegli anni emergeva con chiarezza: mentre si conquistavano nuovi diritti, prendevano forma il terrorismo rosso e quello nero; mentre studenti, operai e femministe riempivano le strade chiedendo più democrazia, iniziava la stagione delle stragi fasciste. Una contraddizione che Gotor ha restituito senza retorica, lasciando che fossero i fatti a parlare.

Verso la fine dell’incontro, rivolgendosi ai ragazzi, troppo giovani per avere memoria diretta di quel periodo, l’autore ha elencato le numerose conquiste sociali nate proprio in quegli anni, spesso liquidati con l’etichetta sbrigativa di “anni di piombo”, che l’autore ha respinto con forza. Le domande degli studenti hanno chiuso il cerchio, mostrando un interesse vivo, non scolastico, segno che quel racconto ha saputo aprire uno spazio di riflessione.

Quando l’incontro si è concluso, la sala si è sciolta in un applauso spontaneo. Nei volti dei presenti si leggeva una soddisfazione composta, come se quel viaggio nel passato avesse lasciato un segno, qualcosa da approfondire ancora.

 

Lorenzo Avincola  redattore de L’agone

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