Il Consorzio Lago di Bracciano non è soltanto un presidio per la sicurezza e la tutela ambientale del lago — sede operativa di forze dell’ordine e vigili del fuoco — ma da anni rappresenta anche un punto di riferimento per la ricerca scientifica.
Grazie alla collaborazione con Hydra Ricerche, società specializzata nei servizi scientifici, tecnici e nautici che opera in convenzione con il Consorzio, l’area dell’Idroscalo degli Inglesi è diventata una vera e propria base operativa per studi ambientali, naturalistici e archeologici subacquei. Le strutture recentemente rinnovate consentono infatti di ospitare ricercatori, Università ed Enti di ricerca che possono operare direttamente in acqua dalla darsena adiacente, utilizzando imbarcazioni e attrezzature specializzate.
Attualmente utilizzano il sito, a seguito di specifiche convenzioni, diversi atenei — Sapienza, Tor Vergata, Roma Tre, oltre alle Università di Siena, Trieste e Napoli — insieme a enti nazionali come ENEA, ISPRA, Istituto Superiore di Sanità e CNR.
In questo contesto, nella giornata di martedì 10 febbraio scorso, proprio presso il Consorzio Lago di Bracciano, l’Istituto di Ricerca sulle Acque del Consiglio Nazionale delle Ricerche ha organizzato una giornata di studio nell’ambito del progetto europeo di cooperazione scientifico-culturale IWRM (Integrated Water Resources Management). L’iniziativa ha coinvolto tecnici e rappresentanti ministeriali dell’Etiopia, venuti in Italia per approfondire metodologie avanzate di monitoraggio ambientale applicate agli ecosistemi lacustri.
Sotto la direzione della professoressa Barbara Casentini e con la collaborazione del dottor David Rossi e del team di ricerca, gli ospiti hanno partecipato direttamente alle operazioni sul campo. Durante la mattinata sono state effettuate analisi dei parametri fisico-chimici lungo una colonna d’acqua fino a 150 metri di profondità tramite sonda multiparametrica, insieme a campionamenti d’acqua e di sedimenti in diversi punti del lago e alla raccolta di plancton a differenti profondità mediante retino scientifico. Nel frattempo un drone telecomandato ha eseguito indagini sonar georeferenziate lungo il tratto costiero.
Nel pomeriggio le attività sono proseguite nell’aula sociale del Consorzio, trasformata per l’occasione in laboratorio fisico-chimico e biologico: i campioni sono stati analizzati in tempo reale e il plancton osservato al microscopio.
La giornata ha rappresentato non solo un momento di ricerca, ma anche di scambio culturale: agli ospiti etiopi sono stati presentati i prodotti tipici della pesca locale, offrendo un’occasione per far conoscere anche le tradizioni del territorio. Il lago di Bracciano si conferma così non soltanto patrimonio naturale, ma laboratorio scientifico internazionale e luogo di cooperazione tra Paesi diversi uniti dal tema comune della gestione sostenibile dell’acqua.
Il Presidente del Consorzio Lago di Bracciano Francesco Pizzorno dichiara:
«Abbiamo cercato di incentivare i nostri rapporti con i più prestigiosi Enti di ricerca scientifica e con le Università mettendo a disposizione tutte le nostre strutture e competenze al fine di valorizzare il nostro territorio e creare rapporti che potranno nel tempo rimanere importanti in una ottica non solo scientifica, ma anche culturale e di amicizia tra persone e popoli diversi. In questo senso abbiamo subito accolto con entusiasmo la richiesta di ospitalità e di collaborazione dei nostri ospiti etiopi che hanno avuto l’occasione di conoscere ed apprezzare il nostro lago».


