2 Febbraio, 2026
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Roma, i Daci tornano a parlare al presente: all’Accademia di Romania la mostra che unisce storia, giovani e tecnologie

Roma guarda sé stessa da un punto di vista inedito, filtrato dallo sguardo delle nuove generazioni. Lunedì 2 febbraio alle ore 17:30 l’Accademia di Romania di Roma (Piazza José de San Martin, 1) apre le porte alla mostra “Visioni Daciche”, un progetto culturale e didattico che promette di sorprendere studiosi, studenti e curiosi. L’ingresso è gratuito.

Non si tratta di una semplice esposizione, ma di un vero e proprio viaggio tra passato e futuro, dove i grandi monumenti di Roma – dai Fori Imperiali alla Colonna di Traiano, fino all’Arco di Costantino – vengono reinterpretati attraverso linguaggi contemporanei: fotografia, modelli digitali, intelligenza artificiale e sperimentazione visiva.

Alla presentazione interverranno Oana Boșca Mălin, Dana Mihalache, Lucrezia Ungaro, insieme a due nomi di primo piano della ricerca storica: il Prof. Filippo Coarelli e il Prof. Leonard Velcescu, massimo esperto mondiale di iconografia dacia nell’arte romana, con dottorato alla Sorbona di Parigi.

Il cuore scientifico della mostra è affidato proprio a Velcescu, autore dei pannelli descrittivi che accompagnano il percorso espositivo. Testi rigorosi ma accessibili, capaci di guidare il visitatore tra statue e rilievi narrativi dedicati ai Daci, chiarendo fonti antiche, contesti storici e significati simbolici senza rinunciare alla chiarezza divulgativa.

Accanto alla ricerca storica, “Visioni Daciche” punta forte sull’interazione digitale: modelli tridimensionali, contenuti immersivi e strumenti innovativi permettono di esplorare alcuni dei monumenti simbolo di Roma in modo nuovo, rendendo la storia un’esperienza attiva e coinvolgente.

Un ruolo centrale è affidato anche agli studenti del Liceo Artistico Giulio Carlo Argan di Roma, che hanno contribuito alla realizzazione dei materiali fotografici utilizzando strumenti tipici della Generazione Z, dagli smartphone alle app digitali. Tra ottobre e novembre 2025, i ragazzi hanno partecipato a corsi di storia dell’arte, fotografia e fotogrammetria, trasformando tecnologie quotidiane in strumenti di ricerca e narrazione culturale, con il supporto della Città di Roma.

La mostra dedica inoltre una sezione affascinante alle ricostruzioni AI dei costumi daci, realizzate sulla base di fonti antiche e rilette con strumenti contemporanei. Schizzi e immagini mettono in luce la sorprendente continuità dei dettagli dell’abbigliamento, dall’antichità ai costumi tradizionali rumeni, creando un ponte visivo tra epoche e identità.

Pensata per studenti, insegnanti, professionisti della cultura, del design e dell’innovazione, ma aperta a chiunque voglia scoprire nuovi modi di raccontare il patrimonio storico, “Visioni Daciche” è un invito a cambiare prospettiva. Qui il passato non è materia immobile, ma dialoga con il presente grazie alla creatività, alla tecnologia e allo sguardo curioso dei giovani.

Il progetto è promosso dall’Associazione italo-rumena Spirit Românesc, con il supporto del Municipio di Roma e di Zètema Progetto Cultura, in collaborazione con il Liceo Giulio Carlo Argan. Un’occasione da non perdere per vedere Roma come non l’abbiamo mai vista.

Riccardo Agresti

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