10 Gennaio, 2026
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BRACCIANO SPORT E MINORI

Fortunatamente il nostro paesino è ricco di società sportive volte a  promuovere, attraverso l’attività fisica, la pratica sportiva e stili di vita sani, un miglioramento delle condizioni di salute e benessere psico-fisico dei nostri ragazzi/e favorendone la coesione sociale nella comunità.

L’Articolo 33 della Costituzione Italiana riconosce ufficialmente il valore educativo e sociale dello sport, sancendo il diritto a praticarlo e viverlo come strumento di crescita, inclusione e benessere.

Da questo punto di vista lo sport si caratterizza quindi come un diritto per tutti i bambini e gli adolescenti.

A tal riguardo, la carta dei diritti del Bambino nello sport “Articolo 31 della Convenzione ONU del 1989 sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza” è il Trattato Internazionale più ratificato al mondo che riconosce a ogni bambino il diritto a dedicarsi ad attività ludiche e ricreative proprie della sua età e sancisce il:

  1. Diritto di fare sport
  2. Diritto di divertirsi e di giocare
  3. Diritto di beneficiare di un ambiente sano
  4. Diritto di essere trattato con dignità
  5. Diritto di essere accompagnato e allenato da persone competenti a seguire allenamenti adatti alle proprie possibilità
  6. Diritto di misurarsi con giovani con le stesse opportunità di successo
  7. Diritto di partecipare a competizioni adatte
  8. Diritto di praticare il proprio sport nella massima sicurezza
  9. Diritto di disporre del sufficiente tempo di riposo
  10. Diritto di non essere un campione

Purtroppo però accadono fenomeni che ledono questi diritti dei giovani, quali bullismo, abusi, violenze e discriminazioni.

La violenza in ogni sua forma, ed esercitata in modo sistematico, può avere conseguenze devastanti per le vittime, a scuola, nello sport e nel privato, perdono la concentrazione (patiscono ripercussioni sui risultati scolastici) rischiano l’emarginazione, la solitudine, fino ai casi estremi di suicidio.

I casi più ricorrenti di violenza si identificano in bullismo e cyber bullismo:

  • Per cyber bullismo si intende una violenza fisica o digitale, per esempio attraverso i social con la diffusione degli smartphone moltiplica le occasioni di molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione e diffamazione permesse dall’anonimato online del cyberbullo, maschio o femmina, che può inoltre contare su un gruppo di complici reso molto ampio dai social. Lo scopo è isolare una coetanea o un coetaneo con abusi e attacchi o metterlo in ridicolo.
  • il bullismo si manifesta sia nelle discipline di squadra sia in quelle individuali. Può emergere in particolare quando si esaspera la ricerca della prestazione, quando la competitività – di per sé positiva e utile alla crescita – diventa eccesso, prevaricazione e quando non si ha rispetto né delle regole né dei compagni.

In quest’ottica i tecnici, i dirigenti, e soprattutto la figura del  responsabile della tutela dei minori delle società sportive che hanno i settori giovanili svolgono un ruolo particolarmente delicato e molto importante fatto di ascolto, vigilanza e azione per contrastare ogni forma di violenza.

Per concludere il mondo dello sport, oltre ad essere uno strumento di socializzazione, è un luogo decisivo per lo sviluppo psicofisico dei giovani ragazzi/e dove è auspicabile che possano godere di tutti i benefici che l’attività sportiva può dare all’interno di un ambiente sicuro e protetto.

Giacomo MONDINI

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