21 Marzo, 2026
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I sindaci dicono “no” al riordino delle aree naturali protette

Questa mattina il Sindaco Alessandro Bettarelli รฉ stato audito in Commissione VIII del Consiglio Regionale del Lazio sul progetto di riordino dei parchi regionali che, di fatto, accorperebbe la nostra Riserva ai parchi di Barbarano e Sutri sotto un unico ente gestore chiamato “Parchi della Bassa Tuscia e dei Monti della Tolfaโ€.
Dai Sindaci interessati agli accorpamenti un ‘no’ unanime al progetto di riordino che, di fatto, non migliorerebbe le cose, forse le peggiorerebbe.
Dopodomani anche lโ€™Universitร  Agraria di Canale Monterano sarรก audita.
A seguire la memoria lasciata agli atti della Commissione.
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Ai Consiglieri regionali componenti la VIII Commissione consiliare permanente โ€œAgricoltura, ambienteโ€:
SAMBUCCI Vittorio, LA PENNA Salvatore, CIARLA Mario, MAURA Daniele,
NICOLAI Michele Pasquale, NOVELLI Valerio, SABATINI Daniele, TIDEI Marietta, TIERO Enrico.
OGGETTO
Audizione sulla Proposta di legge n. 186 del 10 gennaio 2025, concernente: “Disposizioni per il riordino delle aree naturali protette”.
Memoria del Comune di Canale Monterano
PREMESSA
La Riserva Naturale Regionale Monterano รจ stata istituita con L.R. 2 dicembre 1988 n.79 e modificata con la L.R. 15 Novembre 1993, n. 62, รจ estesa per circa 1085 ettari nel Comune omonimo e nellโ€™ambito territoriale di Roma. Lโ€™ente gestore รจ stato da sempre il Comune di Canale Monterano, in stretta collaborazione con lโ€™Universitร  Agraria di Canale Monterano, che gestisce lโ€™uso civico in gran parte del territorio della stessa.
La proposta di legge regionale (la legge n. 186 del 10 gennaio 2025) sul riordino delle aree naturali protette istituirebbe un nuovo ente regionale di diritto pubblico denominato โ€œParchi della Bassa Tuscia e dei Monti della Tolfaโ€ che andrebbe a gestire la Riserva naturale regionale Monterano, il Parco suburbano Marturanum e il Parco antichissima cittร  di Sutri.
Si esporranno nei punti a seguire i motivi del nostro โ€œnoโ€ alla proposta di legge oggetto di questa audizione.
I – LA LEGGE ISTITUTIVA DEL 1988 E IL PROGETTO DI RIFORMA: UN PATTO VIOLATO TRA COMUNITร€ CANALESE E REGIONE LAZIO
Sul finire degli anni โ€™80 i cittadini di Canale e gli utenti della locale Universitร  Agraria decisero di vincolare un terzo del loro territorio con lโ€™istituzione di unโ€™area protetta. Non fu una decisione semplice, nรฉ presa senza un dibattito locale acceso e a volte duro. Alla fine, la legge istitutiva fissรฒ i capisaldi di un vero e proprio patto tra Comunitร  canalese e Regione Lazio:
๏ƒผ Art. 4, comma 1: La gestione della riserva parziale naturale Monterano รจ affidata al Comune di Canale Monterano.
๏ƒผ Art. 5, comma 1: โ€œPer la gestione della Riserva parziale naturale Monterano l’ente gestore si avvarrร  della consulenza di un Comitato tecnico – scientifico con funzioni consultive;
๏ƒผ Art. 5, comma 2: โ€œIl Comitato tecnico – scientifico sarร  integrato da: g) un rappresentante dell’Universitร  agraria di Canale Monteranoโ€.
Lโ€™art. 2 della legge istitutiva prevedeva invece le finalitร  della Riserva Monterano, tese:
a) al corretto uso ed alla valorizzazione del territorio e delle sue risorse naturali;
b) a garantire lo sviluppo sociale ed economico delle comunitร  locali interessate e di mantenere le componenti sociali e culturali nel territorio, tra le quali l’agricoltura e l’allevamento, la pescicoltura, l’artigianato, lโ€™agriturismo;
c) alla conservazione degli ecosistemi e dei processi ecologici essenziali;
d) alla utilizzazione razionale e duratura delle specie e degli ecosistemi;
e) al mantenimento della diversitร  genetica delle specie animali e vegetali presenti;
f) alla promozione del turismo didattico e naturalistico;
g) al recupero e valorizzazione dei beni culturali presenti nel proprio territorio ed in particolare, le rovine dell’antico abitato di Monterano e la necropoli etrusca.
La Proposta di legge n. 186 del 10 gennaio 2025, istituendo un nuovo ente regionale di diritto pubblico denominato โ€œParchi della Bassa Tuscia e dei Monti della Tolfaโ€, che accorperebbe di fatto la Riserva naturale regionale Monterano, il Parco suburbano Marturanum e il Parco antichissima cittร  di Sutri, modifica i capisaldi su cui si poggia lโ€™istituzione della Riserva Monterano e rompe il patto tra Comunitร  locale e Regione Lazio che ne portรฒ alla istituzione.


II โ€“ EFFICIENTAMENTI E RISPARMI DI SPESA SOLO SULLA CARTA
Il fallimento delle Unioni di Comuni, accorpamenti forzati dei piccoli Comuni, ha giร  dimostrato come โ€œunireโ€ non vuol dire migliorare i servizi ed avere risparmi di spesa. Ha invece spesso portato a risultati opposti. Le piccole realtร  in Italia hanno sempre garantito servizi e attenzione alla propria popolazione amministrando le proprie risorse in maniera piรน efficiente, e a costi inferiori, rispetto alle realtร  di dimensioni maggiori. Stessa cosa avverrร  nel caso dellโ€™accorpamento di tre aree naturali diverse nella logica istitutiva, non confinanti tra loro, appartenenti a provincie e, soprattutto, ambiti territoriali diversi.
Al nuovo ente di gestione spetterร  infatti decidere innanzitutto una cosa: tenere in piedi gli uffici preesistenti (triplicando i costi di gestione) o essere lontani dai territori?
Canale Monterano dista 13 km da Barbarano, 24 da Sutri. Dal centro del paese si impiegano anche 30 minuti per raggiungere le aree periferiche dellโ€™area protetta. Quali saranno i tempi di intervento in tema di antincendio boschivo o altra emergenza?
Infine, lโ€™approvazione della riforma nel sistema considerato prevederebbe i costi di:
a) un Direttore equiparato a Dirigente di Area regionale in luogo degli attuali Direttori equiparati a Dirigenti dโ€™ufficio previsti (Antichissima Cittร  di Sutri non lo prevede affatto).
b) lโ€™eventuale Commissario, il Presidente, i membri del Consiglio Direttivo e per il Revisore dei Conti, salvo altresรฌ gettoni di presenza per i membri della Comunitร .
c) i costi delle sedi, uffici e immobili per le attivitร  dellโ€™ente di gestione e dei dipendenti. Immobili che attualmente sono messe a disposizione gratuitamente dal Comune ente-gestore.
In riferimento alle considerazioni suesposte occorrerebbe verificare se effettivamente non derivino nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale, come affermato nella Relazione Tecnica a corredo della P.d.L.: โ€œPer quel che concerne le spese relative alla nomina dei nuovi Direttori, dei Consigli direttivi e dei Revisori unici, tenuto conto dei Direttori in carica che decadono a seguito della riorganizzazione ovvero dei Direttori mancanti ma che non verranno nominati per via della riorganizzazione e relativa destinazione, nonchรฉ in considerazione dei Consigli direttivi da sciogliere o non ancora costituiti per le motivazioni predette, il costo complessivo รจ ricompreso nellโ€™ambito delle risorse giร  stanziate allโ€™interno del bilancio regionale a copertura delle spese di funzionamento delle aree protette interessate.โ€
III โ€“ UN RIORDINO CHE NON PUร’ ESIMERSI DAL RISPETTARE IL SUO OBIETTIVO: INDIVIDUARE LE AREE CHE POSSONO COSTITUIRE UN โ€œUNICO SISTEMAโ€.
Possono costituire un โ€œunico sistemaโ€ aree come quelle della Riserva naturale regionale Monterano, del Parco suburbano Marturanum e del Parco antichissima cittร  di Sutri, non confinanti, appartenenti ad ambiti territoriali e provincie diverse, nate e istituite con finalitร  diversissime?
Il nome stesso โ€œParchi della Bassa Tuscia e dei Monti della Tolfaโ€, scelto per il nuovo ente di gestione, esemplifica come si voglia mettere insieme forzatamente aree che poco hanno a che fare tra loro e, soprattutto, con Canale Monterano e la sua la Riserva.
IV – ADEGUATEZZA DELLE STRUTTURA ORGANIZZATIVA IN RAPPORTO ALLE ESIGENZE DEL TERRITORIO
Non รจ certo un mistero che, soprattutto nella pubblica amministrazione, i tentativi di “accorpare” realtร  piรน piccole in un unico soggetto centrale di gestione abbia portato risultati positivi solo in rarissimi casi (e, ad onor del vero, difficilmente nella nostra realtร  regionale).
La vicinanza del Comune alla comunitร  รจ al contempo un punto fermo nell’organizzazione della PA: svincolare le aree protette dalla gestione dell’ente che piรน potrebbe intercettare le esigenze e difficoltร  di un territorio รจ un vero e proprio autogol, oltre che un pericolo concreto che rischia di compromettere un sistema di tutela come quello delle aree protette che, negli anni, tra tutte le criticitร  e difficoltร  che conosciamo, ha comunque salvaguardato i territori interessati, ad esempio, dalla speculazione edilizia.
In un momento in cui anche per l’utilizzo dei fondi del PNRR si punta sulla creazione di reti territoriali forti non piรน centralizzate, questa modifica normativa decide di andare controcorrente, con tutti i rischi che questa logica porta con sรฉ.
A riprova di questa considerazione portiamo ad esempio la nuova organizzazione del sistema sanitario regionale locale che sta portando all’attivazione di numerose case di comunitร  dislocate in piรน punti sul territorio, andando a creare una rete capillare di sostegno e supporto ai cittadini, coerentemente con la cosiddetta “sanitร  di prossimitร ”.
Una ipotetica ottimizzazione dei costi non puรฒ, quindi, essere di per sรฉ l’unico criterio per attuare delle riforme cosรฌ impattanti sui cittadini: farsi scudo di eventuali risparmi mettendo a rischio lโ€™operativitร  delle aree protette (vedi quanto giร  detto sull’antincendio boschivo e aggiungendo, solo per citarne alcune, le difficoltร  amministrative sulle pratiche per il rilascio di autorizzazioni e nulla osta) รจ un pericolo concreto per la reale tutela dei territori e salvaguardia delle loro caratteristiche naturalistiche e storico/archeologiche.
Proviamo ad essere piรน concreti: permessi di transito, permessi per le riprese audio-video, etc. etc. a chi e dove si effettueranno le richieste? Chi farร  i sopralluoghi? Evitare gli sprechi รจ sacrosanto ma limitarsi a fare tagli, privando di fatto i Cittadini di strumenti essenziali, non รจ la strada giusta.
V – IL TEMA DEGLI USI CIVICI.
Si rimanda alla nota che presenterร  in audizione lโ€™Universitร  agraria di Canale Monterano il giorno 20 febbraio 2025.
CONCLUSIONI
Come riportato correttamente nella P.d.L. n. 186/2025, lโ€™art. 39 della Legge Quadro regionale n. 29/1997 prevedeva proposte di legge di adeguamento delle vigenti leggi regionali istitutive delle aree naturali protette entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge stessa, e quindi entro il 10 novembre 1998.
A distanza di 26 anni da tale disposizione legislativa, appare necessaria prioritariamente ad accorpamenti che uniscono aree diverse per storia, finalitร  e ambito territoriale, una riflessione di riforma sulla stessa L.R.29/1997, che tenga conto del mutato quadro normativo nazionale e regionale ed attualizzi forme di gestione comunali, non in contrasto con la norma nazionale, laddove ne ricorrano i presupposti di economicitร , efficacia ed efficienza a vantaggio del corretto funzionamento delle Aree Protette interessate.
A tal fine potrebbe essere emendata la L.R. 29/1997 nellโ€™art. 12, che dispone: โ€œLe aree naturali protette possono essere gestite, in relazione alla dimensione delle aree stesse o singolarmente o nell’ambito di un sistema di aree naturali protette a gestione unitaria, con lโ€™aggiunta di una terza possibilitร :
a) ad enti di diritto pubblico;
b) alle province;
c) โ€œAi Comuni di cui alla L.R. 7 agosto 2020 n. 9, laddove lโ€™Area Protetta ricada interamente allโ€™interno del territorio dellโ€™Ente localeโ€.
Si richiama in tal senso lโ€™art. 3, comma 4 lettera a) della L.R. 7 agosto 2020 n. 9 โ€œLa Regione assicura, altresรฌ, ai piccoli comuni, anche mediante forme di avvalimento o convenzione, le risorse umane e strumentali per la gestione ordinaria delle funzioni proprie o delegateโ€;
Lโ€™esperienza italiana ha giร  infatti dimostrato che le sole unioni che funzionano sono quelle determinate dalla libera volontร  dei territori e delle Comunitร , che debbono valutare le loro convenienze in materia di obiettivi perseguiti, efficienza, efficacia, economicitร  e produttivitร .
Qualsiasi proposta di riforma, per quanto sopra esposto, non dovrebbe essere portata avanti senza lโ€™ascolto e il consenso delle Comunitร  interessate. Nello specifico i cittadini di Canale Monterano e gli utenti della locale Universitร  Agraria.
Il Sindaco dott. Alessandro Bettarelli
e lโ€™Amministrazione Comunale di Canaleย Monterano

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