Questa mattina il Sindaco Alessandro Bettarelli รฉ stato audito in Commissione VIII del Consiglio Regionale del Lazio sul progetto di riordino dei parchi regionali che, di fatto, accorperebbe la nostra Riserva ai parchi di Barbarano e Sutri sotto un unico ente gestore chiamato “Parchi della Bassa Tuscia e dei Monti della Tolfaโ.
Dai Sindaci interessati agli accorpamenti un ‘no’ unanime al progetto di riordino che, di fatto, non migliorerebbe le cose, forse le peggiorerebbe.
Dopodomani anche lโUniversitร Agraria di Canale Monterano sarรก audita.
A seguire la memoria lasciata agli atti della Commissione.
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Ai Consiglieri regionali componenti la VIII Commissione consiliare permanente โAgricoltura, ambienteโ:
SAMBUCCI Vittorio, LA PENNA Salvatore, CIARLA Mario, MAURA Daniele,
NICOLAI Michele Pasquale, NOVELLI Valerio, SABATINI Daniele, TIDEI Marietta, TIERO Enrico.
OGGETTO
Audizione sulla Proposta di legge n. 186 del 10 gennaio 2025, concernente: “Disposizioni per il riordino delle aree naturali protette”.
Memoria del Comune di Canale Monterano
PREMESSA
La Riserva Naturale Regionale Monterano รจ stata istituita con L.R. 2 dicembre 1988 n.79 e modificata con la L.R. 15 Novembre 1993, n. 62, รจ estesa per circa 1085 ettari nel Comune omonimo e nellโambito territoriale di Roma. Lโente gestore รจ stato da sempre il Comune di Canale Monterano, in stretta collaborazione con lโUniversitร Agraria di Canale Monterano, che gestisce lโuso civico in gran parte del territorio della stessa.
La proposta di legge regionale (la legge n. 186 del 10 gennaio 2025) sul riordino delle aree naturali protette istituirebbe un nuovo ente regionale di diritto pubblico denominato โParchi della Bassa Tuscia e dei Monti della Tolfaโ che andrebbe a gestire la Riserva naturale regionale Monterano, il Parco suburbano Marturanum e il Parco antichissima cittร di Sutri.
Si esporranno nei punti a seguire i motivi del nostro โnoโ alla proposta di legge oggetto di questa audizione.
I – LA LEGGE ISTITUTIVA DEL 1988 E IL PROGETTO DI RIFORMA: UN PATTO VIOLATO TRA COMUNITร CANALESE E REGIONE LAZIO
Sul finire degli anni โ80 i cittadini di Canale e gli utenti della locale Universitร Agraria decisero di vincolare un terzo del loro territorio con lโistituzione di unโarea protetta. Non fu una decisione semplice, nรฉ presa senza un dibattito locale acceso e a volte duro. Alla fine, la legge istitutiva fissรฒ i capisaldi di un vero e proprio patto tra Comunitร canalese e Regione Lazio:
๏ผ Art. 4, comma 1: La gestione della riserva parziale naturale Monterano รจ affidata al Comune di Canale Monterano.
๏ผ Art. 5, comma 1: โPer la gestione della Riserva parziale naturale Monterano l’ente gestore si avvarrร della consulenza di un Comitato tecnico – scientifico con funzioni consultive;
๏ผ Art. 5, comma 2: โIl Comitato tecnico – scientifico sarร integrato da: g) un rappresentante dell’Universitร agraria di Canale Monteranoโ.
Lโart. 2 della legge istitutiva prevedeva invece le finalitร della Riserva Monterano, tese:
a) al corretto uso ed alla valorizzazione del territorio e delle sue risorse naturali;
b) a garantire lo sviluppo sociale ed economico delle comunitร locali interessate e di mantenere le componenti sociali e culturali nel territorio, tra le quali l’agricoltura e l’allevamento, la pescicoltura, l’artigianato, lโagriturismo;
c) alla conservazione degli ecosistemi e dei processi ecologici essenziali;
d) alla utilizzazione razionale e duratura delle specie e degli ecosistemi;
e) al mantenimento della diversitร genetica delle specie animali e vegetali presenti;
f) alla promozione del turismo didattico e naturalistico;
g) al recupero e valorizzazione dei beni culturali presenti nel proprio territorio ed in particolare, le rovine dell’antico abitato di Monterano e la necropoli etrusca.
La Proposta di legge n. 186 del 10 gennaio 2025, istituendo un nuovo ente regionale di diritto pubblico denominato โParchi della Bassa Tuscia e dei Monti della Tolfaโ, che accorperebbe di fatto la Riserva naturale regionale Monterano, il Parco suburbano Marturanum e il Parco antichissima cittร di Sutri, modifica i capisaldi su cui si poggia lโistituzione della Riserva Monterano e rompe il patto tra Comunitร locale e Regione Lazio che ne portรฒ alla istituzione.

II โ EFFICIENTAMENTI E RISPARMI DI SPESA SOLO SULLA CARTA
Il fallimento delle Unioni di Comuni, accorpamenti forzati dei piccoli Comuni, ha giร dimostrato come โunireโ non vuol dire migliorare i servizi ed avere risparmi di spesa. Ha invece spesso portato a risultati opposti. Le piccole realtร in Italia hanno sempre garantito servizi e attenzione alla propria popolazione amministrando le proprie risorse in maniera piรน efficiente, e a costi inferiori, rispetto alle realtร di dimensioni maggiori. Stessa cosa avverrร nel caso dellโaccorpamento di tre aree naturali diverse nella logica istitutiva, non confinanti tra loro, appartenenti a provincie e, soprattutto, ambiti territoriali diversi.
Al nuovo ente di gestione spetterร infatti decidere innanzitutto una cosa: tenere in piedi gli uffici preesistenti (triplicando i costi di gestione) o essere lontani dai territori?
Canale Monterano dista 13 km da Barbarano, 24 da Sutri. Dal centro del paese si impiegano anche 30 minuti per raggiungere le aree periferiche dellโarea protetta. Quali saranno i tempi di intervento in tema di antincendio boschivo o altra emergenza?
Infine, lโapprovazione della riforma nel sistema considerato prevederebbe i costi di:
a) un Direttore equiparato a Dirigente di Area regionale in luogo degli attuali Direttori equiparati a Dirigenti dโufficio previsti (Antichissima Cittร di Sutri non lo prevede affatto).
b) lโeventuale Commissario, il Presidente, i membri del Consiglio Direttivo e per il Revisore dei Conti, salvo altresรฌ gettoni di presenza per i membri della Comunitร .
c) i costi delle sedi, uffici e immobili per le attivitร dellโente di gestione e dei dipendenti. Immobili che attualmente sono messe a disposizione gratuitamente dal Comune ente-gestore.
In riferimento alle considerazioni suesposte occorrerebbe verificare se effettivamente non derivino nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale, come affermato nella Relazione Tecnica a corredo della P.d.L.: โPer quel che concerne le spese relative alla nomina dei nuovi Direttori, dei Consigli direttivi e dei Revisori unici, tenuto conto dei Direttori in carica che decadono a seguito della riorganizzazione ovvero dei Direttori mancanti ma che non verranno nominati per via della riorganizzazione e relativa destinazione, nonchรฉ in considerazione dei Consigli direttivi da sciogliere o non ancora costituiti per le motivazioni predette, il costo complessivo รจ ricompreso nellโambito delle risorse giร stanziate allโinterno del bilancio regionale a copertura delle spese di funzionamento delle aree protette interessate.โ
III โ UN RIORDINO CHE NON PUร ESIMERSI DAL RISPETTARE IL SUO OBIETTIVO: INDIVIDUARE LE AREE CHE POSSONO COSTITUIRE UN โUNICO SISTEMAโ.
Possono costituire un โunico sistemaโ aree come quelle della Riserva naturale regionale Monterano, del Parco suburbano Marturanum e del Parco antichissima cittร di Sutri, non confinanti, appartenenti ad ambiti territoriali e provincie diverse, nate e istituite con finalitร diversissime?
Il nome stesso โParchi della Bassa Tuscia e dei Monti della Tolfaโ, scelto per il nuovo ente di gestione, esemplifica come si voglia mettere insieme forzatamente aree che poco hanno a che fare tra loro e, soprattutto, con Canale Monterano e la sua la Riserva.
IV – ADEGUATEZZA DELLE STRUTTURA ORGANIZZATIVA IN RAPPORTO ALLE ESIGENZE DEL TERRITORIO
Non รจ certo un mistero che, soprattutto nella pubblica amministrazione, i tentativi di “accorpare” realtร piรน piccole in un unico soggetto centrale di gestione abbia portato risultati positivi solo in rarissimi casi (e, ad onor del vero, difficilmente nella nostra realtร regionale).
La vicinanza del Comune alla comunitร รจ al contempo un punto fermo nell’organizzazione della PA: svincolare le aree protette dalla gestione dell’ente che piรน potrebbe intercettare le esigenze e difficoltร di un territorio รจ un vero e proprio autogol, oltre che un pericolo concreto che rischia di compromettere un sistema di tutela come quello delle aree protette che, negli anni, tra tutte le criticitร e difficoltร che conosciamo, ha comunque salvaguardato i territori interessati, ad esempio, dalla speculazione edilizia.
In un momento in cui anche per l’utilizzo dei fondi del PNRR si punta sulla creazione di reti territoriali forti non piรน centralizzate, questa modifica normativa decide di andare controcorrente, con tutti i rischi che questa logica porta con sรฉ.
A riprova di questa considerazione portiamo ad esempio la nuova organizzazione del sistema sanitario regionale locale che sta portando all’attivazione di numerose case di comunitร dislocate in piรน punti sul territorio, andando a creare una rete capillare di sostegno e supporto ai cittadini, coerentemente con la cosiddetta “sanitร di prossimitร ”.
Una ipotetica ottimizzazione dei costi non puรฒ, quindi, essere di per sรฉ l’unico criterio per attuare delle riforme cosรฌ impattanti sui cittadini: farsi scudo di eventuali risparmi mettendo a rischio lโoperativitร delle aree protette (vedi quanto giร detto sull’antincendio boschivo e aggiungendo, solo per citarne alcune, le difficoltร amministrative sulle pratiche per il rilascio di autorizzazioni e nulla osta) รจ un pericolo concreto per la reale tutela dei territori e salvaguardia delle loro caratteristiche naturalistiche e storico/archeologiche.
Proviamo ad essere piรน concreti: permessi di transito, permessi per le riprese audio-video, etc. etc. a chi e dove si effettueranno le richieste? Chi farร i sopralluoghi? Evitare gli sprechi รจ sacrosanto ma limitarsi a fare tagli, privando di fatto i Cittadini di strumenti essenziali, non รจ la strada giusta.
V – IL TEMA DEGLI USI CIVICI.
Si rimanda alla nota che presenterร in audizione lโUniversitร agraria di Canale Monterano il giorno 20 febbraio 2025.
CONCLUSIONI
Come riportato correttamente nella P.d.L. n. 186/2025, lโart. 39 della Legge Quadro regionale n. 29/1997 prevedeva proposte di legge di adeguamento delle vigenti leggi regionali istitutive delle aree naturali protette entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge stessa, e quindi entro il 10 novembre 1998.
A distanza di 26 anni da tale disposizione legislativa, appare necessaria prioritariamente ad accorpamenti che uniscono aree diverse per storia, finalitร e ambito territoriale, una riflessione di riforma sulla stessa L.R.29/1997, che tenga conto del mutato quadro normativo nazionale e regionale ed attualizzi forme di gestione comunali, non in contrasto con la norma nazionale, laddove ne ricorrano i presupposti di economicitร , efficacia ed efficienza a vantaggio del corretto funzionamento delle Aree Protette interessate.
A tal fine potrebbe essere emendata la L.R. 29/1997 nellโart. 12, che dispone: โLe aree naturali protette possono essere gestite, in relazione alla dimensione delle aree stesse o singolarmente o nell’ambito di un sistema di aree naturali protette a gestione unitaria, con lโaggiunta di una terza possibilitร :
a) ad enti di diritto pubblico;
b) alle province;
c) โAi Comuni di cui alla L.R. 7 agosto 2020 n. 9, laddove lโArea Protetta ricada interamente allโinterno del territorio dellโEnte localeโ.
Si richiama in tal senso lโart. 3, comma 4 lettera a) della L.R. 7 agosto 2020 n. 9 โLa Regione assicura, altresรฌ, ai piccoli comuni, anche mediante forme di avvalimento o convenzione, le risorse umane e strumentali per la gestione ordinaria delle funzioni proprie o delegateโ;
Lโesperienza italiana ha giร infatti dimostrato che le sole unioni che funzionano sono quelle determinate dalla libera volontร dei territori e delle Comunitร , che debbono valutare le loro convenienze in materia di obiettivi perseguiti, efficienza, efficacia, economicitร e produttivitร .
Qualsiasi proposta di riforma, per quanto sopra esposto, non dovrebbe essere portata avanti senza lโascolto e il consenso delle Comunitร interessate. Nello specifico i cittadini di Canale Monterano e gli utenti della locale Universitร Agraria.
Il Sindaco dott. Alessandro Bettarelli
e lโAmministrazione Comunale di Canaleย Monterano


