22 Marzo, 2026
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Dietro le quinte degli incendi, questione dolorosa di ogni estate

Lโ€™idea: coinvolgere gli agricoltori nella sorveglianza e nella prevenzione

Anche questโ€™estate sono stati tantissimi gli incendi che hanno mandato in fumo ettari di territorio italiano. La regione piรน colpita รจ stata la Sicilia, seguita da Calabria, Puglia e Sardegna; ma anche il territorio sabatino non รจ stato risparmiato, come dimostrato dal viavai di Canadair e dalle colonne di fumo che troppo spesso si sono innalzate nel cielo estivo.ย Le temperature record e la siccitร  hanno sicuramente aggravato la situazione e creato un terreno fertile per le fiamme, ma in Italia gran parte degli incendi รจ causata dallโ€™uomo.

Gli incendi con cause naturali (per esempio fulmini) e dovuti ad autocombustione sono infatti rari, molto piรน spesso รจ lโ€™uomo a provocarli. Puรฒ farlo involontariamente – esempio sono le scintille provocate dai freni di un treno o una marmitta troppo calda a contatto con dellโ€™erba secca – o con gesti irresponsabili come lโ€™abbandono di mozziconi di sigarette o un fuoco acceso per bruciare le stoppie pensando di far bene ai futuri pascoli e raccolti andato fuori controllo.

Ancora piรน spesso perรฒ questi incendi hanno origini dolose, per interessi legati alla speculazione edilizia, al bracconaggio o per ampliare le superfici coltivabili, oppure per protesta o vendetta. Questo nonostante la legge n. 353 del 2000 stabilisca che i boschi e i pascoli percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa โ€œda quella preesistente allโ€™incendio per almeno quindici anniโ€.

Ci sono casi in cui i comportamenti dolosi sono legati a problemi comportamentali come la piromania e la mitomania, ma si tratta di episodi molto rari.

รˆ triste constatare che, nonostante il proliferare di leggi e lโ€™inasprimento delle pene per chi commette incendi dolosi, non sembra ci siano stati miglioramenti.

Secondo il report pubblicato a luglio 2024 dall’Istituto Superiore per la Protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), nei primi sette mesi del 2024 sono bruciati oltre 22.130 ettari di terreno, di cui il 18% di aree boschive (3.991 ha). รˆ chiaro che questo fenomeno ha conseguenze devastanti per la societร , lโ€™economia, il turismo, lโ€™ambiente e, non ultimo, per lโ€™agricoltura.

Oltre a distruggere interi ecosistemi e habitat naturali, mettendo a rischio gli animali che li abitano, gli incendi devastano i campi coltivati e i pascoli, distruggono infrastrutture agricole come recinzioni, magazzini e macchinari, e uccidono il bestiame. Ci sono anche conseguenze meno evidenti, ma non meno gravi. Gli incendi provocano lโ€™emissione in atmosfera di unโ€™enorme quantitร  di gas serra, liberando il carbonio stoccato nella vegetazione e nel suolo e aggravando la crisi climatica.

Da non trascurare รจ anche lโ€™effetto sul suolo. Le alte temperature degli incendi possono infatti alterarne drasticamente struttura e composizione, bruciando gli strati superficiali del terreno ricchi di materia organica, riducendone la fertilitร  e aumentando il rischio di erosione, con conseguenze anche nel lungo termine.

Ma nonostante le conseguenze, questo fenomeno continua a dilagare incontrastato divorando ettari su ettari di territorio. Si tratta ormai di unโ€™emergenza nazionale che richiede una forte azione di educazione, oltre ad un maggior controllo e prevenzione e ad unโ€™applicazione piรน efficace delle misure esistenti.

Gli agricoltori possono essere parte integrante della soluzione se coinvolti attivamente nella sorveglianza e nella prevenzione, contribuendo alla manutenzione del territorio (per esempio rimuovendo i materiali infiammabili e creando barriere antincendio) e ricevendo per questo una giusta remunerazione.

Sara Fantini

 

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