22 Marzo, 2026
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Anticorpi bispecifici, nuova frontiera terapeutica nella lotta contro i tumori

Gli anticorpi bispecifici rappresentano una delle frontiere piรน promettenti nella ricerca oncologica.ย Mentre gli anticorpi tradizionali riconoscono e si legano a un singolo antigene, gli anticorpi bispecifici sono ingegnerizzati per legarsi contemporaneamente a due diversi antigeni. Questa caratteristica unica li rende potenti strumenti terapeutici, in quanto consentono di dirigere le cellule immunitarie: Gli anticorpi bispecifici possono legarsi, sia a un recettore presente sulle cellule tumorali, sia a un recettore presente sulle cellule immunitarie, “direzionando” cosรฌ le cellule immunitarie verso le cellule tumorali e attivando una risposta immunitaria piรน efficace. Gli anticorpi bispecifici permettono di fattoย di aumentare l’efficacia delle terapie. Di questo e molto altro, ne parliamo con Maria Teresa Petrucci, dirigente medico presso il dipartimento di biotecnologie cellulari ed ematologia dell’universitร  โ€œLa Sapienzaโ€ di Roma, azienda ospedaliera policlinico Umberto I di Roma.

Cosa sono in particolare gli anticorpi bispecifici?

Gli anticorpi bispecifici sono una nuova classe di farmaci che, come suggerisce la loro denominazione, sono in grado di legarsi contemporaneamente a due diversi bersagli molecolari (antigeni), uno presente sulle cellule tumorali e uno sulle cellule del sistema immunitario.

Quali sono i loro meccanismi d’azione? E quali le possibili applicazioni cliniche?ย 

Gli anticorpi bispecifici sono in grado di indirizzare le cellule del sistema immunitario del paziente, in genere i linfociti T, contro le cellule neoplastiche, provocandone cosรฌ la morte. Ad oggi, sono ampiamente impiegati per il trattamento di varie neoplasie ematologiche come il mieloma multiplo, i linfomi e le leucemie.

Cosa ci dicono i recenti studi clinici al riguardo?

Inizialmente, i numerosi studi eseguiti hanno valutato lโ€™impiego di questi nuovi farmaci nei pazienti giร  pesantemente trattati con molteplici linee di terapia e per i quali, quindi, poche erano le alternative terapeutiche. Ad esempio, nei pazienti affetti da mieloma multiplo รจ stato dimostrato come con lโ€™utilizzo degli anticorpi bispecifici รจ possibile ottenere un tasso maggiore di risposte complete e piรน durature, rispetto a quanto si ha con i farmaci normalmente impiegati per il trattamento di tale patologia. Questo ha aperto la strada alla sperimentazione degli anticorpi bispecifici anche nelle linee piรน precoci di trattamento, in modo da sfruttare al meglio il loro potenziale in termini di efficacia.

Si prevede che gli anticorpi bispecifici rivoluzioneranno il trattamento di molti tipi di tumore nei prossimi anni, quali sono, tuttavia, a Suo avviso le sfide ancora da affrontare?

Ci aspettiamo che in futuro gli anticorpi bispecifici saranno uno dei cardini del trattamento di numerose neoplasie, specialmente in campo ematologico. Sarร  necessario perรฒ affrontare nuove problematiche come, ad esempio, quelle legate alla loro produzione che รจ complessa e risulta quindi molto costosa. Inoltre, nonostante la loro specificitร  ed efficacia, il trattamento con tali farmaci non รจ scevro da complicanze e tossicitร . Il prossimo obiettivo sarร  quello di ottimizzarne la somministrazione e il dosaggio in modo da minimizzare gli effetti collaterali e mantenere le risposte che si riescono ad ottenere.

Nel caso specifico dell’immunoterapia nelย mieloma, con le CAR-T e gli anticorpi bispecifici, si aprono nuove prospettive di cura per i pazienti?

Si, proprio per quanto detto, anche il trattamento dei pazienti affetti da mieloma multiplo ha giovato di numerosi progressi in ambito terapeutico, grazie proprio allโ€™impiego della terapia cellulare con CAR-T e degli anticorpi bispecifici. Tutte queste novitร  terapeutiche fanno ben sperare per una possibile guarigione anche per questi pazienti per i quali, al momento, รจ possibile parlare di controllo o cronicizzazione della malattia.

L’innovazione terapeutica รจ un diritto per tutti, come รจ possibile sostenerla?

Per garantire a tutti lโ€™accesso alle nuove terapie sarร  necessario aumentare gli investimenti nella ricerca e nella sanitร , promuovendo la collaborazione tra il Sistema Sanitario Nazionale, le Universitร  e le aziende farmaceutiche, cosรฌ da rendere lโ€™innovazione terapeutica economicamente sostenibile.

Marialuisa Roscino

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