Secondo la Corte Ue, la norma italiana che prevede che le opere non amovibili costruite sulle spiagge vengano acquisite a titolo gratuito dallo Stato italiano al termine di una concessione non costituisce una restrizione alla libertร di stabilimento.
“Sentenza giusta. Chi ha in concessione la spiaggia non รจ il proprietario di quella spiaggia. Nessun contrasto, quindi, come sostengono le associazioni balneari, con i principi generali di tutela della proprietร garantiti dal nostro ordinamento giuridico. Gli investimenti fatti vanno recuperati durante il periodo della concessione, non cโรจ ragione che si ricevano indennizzi a fine concessione” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Non รจ giusto nรฉ che chi subentra nella concessione paghi lโuscente, con il rischio che poi si rivalga sui consumatori alzando i prezzi per rifarsi della spesa nรจ che lo Stato, ossia noi contribuenti, li paghi per farli sloggiare, magari dopo continue proroghe e dopo aver incassato per anni canoni irrisori. Non รจ come quando si vende il proprio negozio e si chiede l’avviamento. Le spiagge sono dello Stato” conclude Dona.


