16 Giugno, 2024
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Hai paura del redditometro?

Ci sono pochi strumenti così odiati in Italia come il redditometro. Nato nel 1973 e sospeso dopo numerose proteste, è stato riattivato nel 1992, bloccato nuovamente da Berlusconi e rilanciato nel 2016 da Renzi. Infine, è stato ribloccato dal primo governo Conte nel 2018 e da allora non se ne parlava più.

Recentemente, è stato riproposto dal viceministro delle Finanze Leo, ma ritirato in fretta e furia dalla Meloni per paura di conseguenze elettorali.

Il redditometro, strumento di accertamento induttivo, inverte l’onere della prova a favore dello Stato ma presenta dubbi di legittimità. Non mette sullo stesso piano il contribuente e l’Agenzia delle Entrate, che applica una presunzione di evasione e offre solo un contraddittorio spesso ridicolo.

Contraddire le presunzioni dell’Agenzia richiede prove diaboliche, includendo nel redditometro spese alimentari, acquisti con carte di credito, acquisti online, auto di grossa cilindrata, immobili e vacanze di lusso. Ho seguito contraddittori in passato e ho visto quanto l’Agenzia disconosca le dichiarazioni di parenti che contribuiscono al tenore di vita del presunto evasore. È difficile documentare risparmi accumulati e dimostrare la provenienza dei soldi depositati e poi spesi.

Ottenere estratti conto bancari degli ultimi 15-20 anni è complicato; a volte le banche non hanno più documentazione cartacea e richiedono spese per fornirla, oltre a tempi lunghi e stress per il contribuente, spesso in buona fede.

Non fidatevi dei politici che sospendono lo strumento: nel medio termine, sarà riproposto per necessità finanziarie. Entro fine anno bisogna trovare 10 miliardi di euro per quadrare i conti e sicuramente il redditometro verrà riproposto.

È paradossale che vengano colpiti i cittadini che spendono alla luce del sole con carta di credito, mentre chi porta i soldi all’estero, trasferisce la sede in paradisi fiscali o le multinazionali che incassano in Italia e dichiarano in Olanda restano immuni.

In pratica, l’Agenzia delle Entrate può verificare lo stile di vita dal 2018, invitare il contribuente a un contraddittorio e, se le risposte non sono convincenti, trasformare le spese non giustificate in reddito. Questo contesto è particolarmente difficile in famiglie allargate italiane, dove spesso le nonne elargiscono somme in contante per mantenere lo stile di vita dei nipoti, una prova difficile da dimostrare soprattutto in caso di premorienza del donante.

Il contante è definito inattendibile e non può essere documentato in nessun modo, neanche con dichiarazioni scritte. Solo operazioni effettuate con bonifico possono scacciare la presunzione di pagamento effettuati da altre persone.

Chi riceve un avviso di contraddittorio per il redditometro affronta un accertamento fiscale e un contenzioso tributario, che spesso diventa una roulette russa che sfianca il contribuente.

*Consiglio:* Non è possibile tornare indietro nel passato, ma è possibile conservare la documentazione a prova della nostra buona fede. È assolutamente sconsigliato versare somme in contante ad amici e parenti perché poi non potranno essere dimostrate. Pagate sempre con bonifico per conservare la prova della vostra buona fede.

Mario Marri, commercialista

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