15 Aprile, 2024
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Il pensiero utopico della pace, richiesto a gran voce

Imperano i conflitti bellici, mentre si dovrebbe puntare al dialogo

Nel mondo si registrano molti focolai di guerra, per vicinanza, ci occupiamo di Medio Oriente. Il 24 febbraio 2022 la Russia ha invaso un pezzo del territorio ucraino, riaprendo il conflitto iniziato il 2014 e riconoscendo due Stati proclamatisi indipendenti, Doneck e Lugansk. Il 7 ottobre 2023 Hamas, movimento militare islamico, ha attaccato a sorpresa il sud di Israele uccidendo e sequestrando le persone.  Israele ha bombardato e assediato la Striscia di Gaza chiudendo le forniture di elettricità, cibo, acqua e carburante. Un massacro di 27.000 morti.

Le reazioni

L’Unione europea con l’Alto rappresentante di politica estera, Josep Borrell, ha predisposto un piano in 12 punti per porre fine al conflitto e per la soluzione a due Stati, ma al momento non ha prodotto esiti. Il Papa continua a esortare le diplomazie, i Capi di Stato e di Governo a dialogare per il cessate il fuoco e per la pace, ripetendo che la guerra non risolve i problemi, produce solo danni.  L’ Ambasciatore Pasquale Ferrara, della Farnesina, afferma che per negoziare serve ascoltare il nemico col dovuto rispetto, che non significa appiattirsi sulle proposte, ma capire come dialogare. Il Partito Democratico ha depositato in Parlamento una mozione: no al terrorismo, no alla guerra, sì a due popoli e due Stati e chiede all’Italia e all’Europa un impegno forte.

«L’utopia della pace è nelle nostre mani: non la fine definitiva di ogni conflitto possibile, forse, ma almeno la fine delle guerre che derivano da logiche di potenza, da sfruttamento e da piani imperialistici che prevedono come esito solo la distruzione e la sottomissione di altri esseri umani… pensare l’utopia della pace come voce della speranza”… ( “Ritorno a Utopia” di Roberto Mordacci).

Le condanne

Vox populi, in primis, ha condannato Putin e Hamas e sostenuto il diritto di difesa dell’Ucraina e di Israele, oggi critica Volodymyr Zelensky e  Benjamin Netanyahu, che rifiutano il dialogo.  Ci uniamo al Presidente Mattarella quando afferma: “avvertiamo angoscia per la violenza cui, sovente, assistiamo: tra gli Stati, nella società, nelle strade, nelle scene di vita quotidiana”. La pace è frutto di relazioni che riconoscono e accolgono l’altro nella sua inalienabile dignità. Credere nella Pace non è utopia, è la ricerca sostenibile di un dialogo privo di preconcetti e di veti che aiuta a far maturare in ognuno la coscienza e apre all’eutopia, che è il mondo buono e bello di domani.

Franco Marzo

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