15 Aprile, 2024
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I drammi di “qui” e le morti bianche

Tre drammi possono bastare e avanzare, verrebbe da scrivere, al solo pensiero di quanto vissuto nei primi due mesi del nuovo anno nel territorio sabatino. L’esplosione di Canale Monterano, il podista ucciso da tre rottweiler nel parco di Manziana, la bambina e la nonna ferite dai cani di casa ad Anguillara Sabazia. Una tegola sull’altra, neanche c’è il tempo di asciugare le lacrime che subito si ricomincia a piangere. Non cerchiamo colpevoli, né abbiamo strumenti per trovare cause e soluzioni. Ma scavalcando i drammi del territorio – e mentre la politica sragiona – ne riscontriamo un altro di livello nazionale, di dramma, quello delle morti bianche. Che riportano numeri da allarme rosso. Al giorno successivo la tragedia di Firenze, se ne contavano nel 2024 già oltre 50. Di morti, per lavoro. E nel 2023 i morti sono stati 1.041. Quasi tre al giorno, seppure in calo rispetto al 2022 e agli anni precedenti fino al pre-Covid. Tante le vite perse nelle fabbriche, nei cantieri, nei campi o lungo le strade. Persone che escono per andare a lavorare, per portare a casa quel “tozzo di pane” necessario per campare; che salutano una moglie, dei figli, una madre e un padre… e quel saluto sarà inconsapevolmente l’ultimo “ciao”. Sentimenti accantonati e numeri che affiorano, le denunce di infortunio presentate all’Inail tra gennaio e dicembre 2023 sono state oltre cinquecentottantacinquemila, fra queste le appena citate 1.041 persone scomparse. Ecco, sarebbe il caso che anche chi fa politica, a tutti i livelli, che sia nazionale o locale, si soffermasse su questi numeri. E trovasse quelle soluzioni necessarie per evitare le lacrime di chi aspetta qualcuno che mai tornerà a casa.
Massimiliano Morelli

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