22 Marzo, 2026
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Il miracolo dell’Epifania a Canale

Dalla drammatica esplosione del 6 gennaio emerge il valore di comunitร 

Ore 8.28, un boato ha svegliato i cittadini di Canale.

Non รจ stato il passaggio frettoloso della Befana a cavallo della sua scopa veloce, ma lโ€™incubo che prendeva la sua forma peggiore. Unโ€™esplosione che ha cristallizzato lo shock in un tempo fermo sulla paura, una casa completamente distrutta e decine di abitazioni circostanti rese inagibili e seriamente danneggiate.

Le cause le lasceremo stabilire ai tecnici e alle esperienze professionali; ciรฒ che ha colpito รจ altro, a partire dalle declinazioni che sa assumere il terrore fino alle risposte della gente.

Al titolo di questa riflessione potevo dare un taglio pessimistico, utilizzando i sostantivi dramma, disastro, sciagura, catastrofe. Invece ciรฒ che ha colpito nello sgomento collettivo, รจ stata la reazione di unโ€™intera comunitร  che ha dimostrato il dignitoso orgoglio dellโ€™appartenenza e che invita a considerare quanto successo in chiave positiva: infatti, nonostante lโ€™enormitร  della deflagrazione e delle sue conseguenze sulle strutture, non ci sono state vittime e ai pochi feriti, a cui facciamo arrivare i piรน cari auguri di pronta guarigione, va riportato il segno di un miracolo. Poteva accadere in un orario diverso, poteva questa o quella ipotesi, sono migliaia le variabili circostanziali che avrebbero imposto lโ€™adozione del termine tragedia contando vittime oltre che danni.

Ecco perchรฉ considerare assurdamente in positivo case distrutte, famiglie sfollate, anni di sacrifici, annientamento dellโ€™identitร  che configura una dimora.

Le foto avute in via esclusiva da Lโ€™agone in una zona rigorosamente interdetta, possono comunicare piรน e meglio di tante parole lโ€™orrore di un risveglio cosรฌ. Scatti analoghi richiamano terremoti e contesti bellici, togliendo capacitร  comunicativa alle espressioni di stupore, inorridimento, sconcerto.

Prima le grida, poi il silenzio, quindi il mormorio dei primi soccorritori, che parlano adagio come se avessero timore a pronunciare parole di fronte a quello sfacelo; quindi i rumori dei mezzi di primo intervento e di ripristino, il vociare della macchina complessa dei soccorsi, delle ruspe che sgomberano dalle macerie ammucchiando ricordi e oggetti.

Il giorno dopo รจ ancora peggiore, perchรฉ calato il sipario della curiositร  e della comunicazione pubblica, restano i problemi da risolvere subito e le migliaia di cose da fare.

Proprio qui Canale riesce a fare la differenza, ritrovando il suo cuore aggregante che nella follia della sorte diventa solidarietร  e speranza.

Lโ€™amministrazione e una rete di realtร  locali che hanno assicurato una sistemazione provvisoria per le famiglie che hanno dovuto lasciare le proprie case.

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โ€œCanale cโ€™รจโ€, unโ€™iniziativa dellโ€™Amministrazione, della Riserva, della Pro Loco e della Parrocchia, con il suo comitato festeggiamenti classe 1984 di raccolta fondi in favore delle vittime dellโ€™esplosione (per le donazioni IBAN IT55D08327389600000005415 intestato allโ€™Associazione pro loco Canale Monterano, causale โ€˜emergenza per canale monteranoโ€™).

Una parrocchia che fa respirare la carezza di Cristo nella fattuale assistenza pratica prima ancora che spirituale; il parroco, don Giacomo, รจ stato tra i primissimi soccorritori che ha contribuito a togliere pietre tra le macerie per estrarre un ragazzo rimastovi sotto e da due giorni non si risparmia per fare.

E poi i gesti che non ti aspetti; oggi la visita discreta e senza clamore del vescovo della Diocesi, mons. Marco Salvi (da lui e dalla Diocesi impegno abitativo ed economico assicurato, nda) , che si รจ stretto in una preghiera intima in una chiesa ancora inagibile insieme al sindaco, Alessandro Bettarelli, e ai vigili del fuoco che da due giorni si stanno spendendo senza riserve, veri angeli in una chiesa vuota e silenziosa.

Lโ€™impronta del primo cittadino e del parroco impressa in questa circostanza dolorosa, meritano una riflessione piรน approfondita che sarร  condivisa separatamente nei giorni a seguire.

Ore del giorno dopo che sono state caratterizzate anche dalla visita del sindaco di Bracciano, Marco Crocicchi, che oltre a un messaggio di solidarietร  ha portato una testimonianza di fattiva collaborazione e ha “rappresentato la disponibilitร  del distretto sociosanitario a organizzare misure immediate per affrontare l’emergenza abitativa”.

Come non ricordare i ristoratori locali che hanno garantito un piatto caldo alle centinaia di soccorritori bagnati, stanchi e stravolti che da ieri mattina si profondono senza risparmiare energie, noncuranti di turni di lavoro e condizioni avverse.

Ecco, dunque, il miracolo dellโ€™Epifania di Canale, che trasforma un evento drammatico in una vera testimonianza di comunitร ; questo non renderร  di certo una nuova abitazione a chi lโ€™ha persa ma sicuramente circoscrive la disperazione nellโ€™abbraccio di una speranza possibile.

Ludovica Di Pietrantonio
Redattrice L’agone

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