22 Marzo, 2026
spot_imgspot_img

Giornale del Lago e della Tuscia edito dall'Associazione no-profit "L'agone Nuovo". Per informazioni su pubblicitร  e le nostre attivitร : 339.7904098 redazione@lagone.it

Libri, “Pietre”, una via italiana al “giallo”

Venerdรฌ 24 novembre, presso il Circolo del PD di Anguillara Sabazia, condotta da Luigi Lozzi, si รจ tenuta la presentazione del libro di Vespina Fortuna Ledda, “Pietre”, alla presenza dell’autrice e di Maria Rita Urbani che si รจ occupata della lettura di alcune pagine. Che il ‘Giallo’, come forma letteraria nelle sue svariate declinazioni, non fosse appannaggio esclusivo dell’universo anglosassone lo si era capito da tempo, e che costituisse una solida prerogativa narrativa anche per il panorama di casa nostra era assioma altrettanto assodato. Piรน che verso gli stereotipi ‘consunti’ ed ‘abusati’ del ‘Giallo’ classico dove, per farla breve, era il maggiordomo il maggior indiziato, e l’ambientazione era di solito aristocratica o altolocata, il libro di Vespina Fortuna ci conduce piuttosto verso i ‘luoghi’ anonimi (e quasi ‘sonnolenti’) della quotidianitร  di un Simenon, per intenderci, dove il crimine si consuma senza alcuna apparente (e/o significativa) premeditazione. “Pietre” รจ ambientato in Sardegna, nel piccolo (e immaginario) paese di Arzudili nei primi anni โ€™80, e racconta una delle inchieste dell’ispettrice Andrea Dufour (ne sentiremo parlare di nuovo, posso immaginare), per metร  francese e per metร  italiana, inviata lร  a prendere servizio (inconsueto per una donna, a quel tempo, in una provincia lontana e dimenticata) nel locale commissariato e subito alle prese con il caso del ritrovamento di un cadavere sulla vicina spiaggia… Bene, la bontร  del romanzo di Vespina Fortuna risiede tutta nella capacitร  della scrittrice di far crescere l’attenzione e la curiositร  del lettore pagina dopo pagina. Non solo fornendo a tempo debito indizi sempre piรน intriganti che portano alla soluzione del caso ma arricchendo pure la narrazione di descrizioni accurate di ambienti, situazioni e persone del posto, mescolando all’italiano di base esclamazioni in francese e il dialetto sardo. Una piacevole sorpresa da consigliare.
Luigi Lozzi

Ultimi articoli