16 Giugno, 2024
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Quanto dovranno aspettare i cittadini italiani?

L’editoriale del presidente dell’associazione culturale No Profit “L’agone nuovo”

Nel ringraziare ognuno di voi per l’attenzione e la costanza con cui ci avete seguito e stimolato in questi lunghi anni insieme, cercherò qui di rivolgere qualche domanda e di proporre alcuni spunti di riflessione per aprire e stimolare un proficuo confronto con la classe politica e amministrativa delle varie istituzioni e degli enti locali del nostro territorio.

Premessa
Le priorità ammesse nella prima legge finanziaria del governo Meloni sono coerenti con l’attuale crisi economica, pandemica, sociale e ambientale in cui vive l’Italia?

Ci troviamo di fronte a cambiamenti strutturali su tante questioni fondamentali. Per citarne alcune la rappresentanza sociale; la concezione e l’organizzazione della politica; la collocazione ideale dell’Italia in Europa; l’idea di società e di democrazia; le nuove strutture del potere.

Temi, questi, che coinvolgono il senso, la concezione e l’identità stessa di chi fa politica.

Ciò richiede una nuova consapevolezza e una riflessione che rilanci un progetto ideale e politico condiviso, e per questo serve una profonda innovazione.

La questione, quindi, non è quella di rinchiudersi in un recinto difensivo, ma quella di aprirsi a tutti coloro che vogliono realizzare una società coesa e sana imperniata sugli interessi collettivi.

Maggiore impegno

Serve l’impegno di più forze che in modo esplicito propongano innovazione per il lavoro e il “vero” cambiamento.

Le note che seguono sono spunti per stimolare l’avvio di una riflessione collettiva che ancora manca, sia perché non si è mai avviata la discussione sia perché non tutte le sensibilità e culture ne sono state coinvolte.

Occorre un cambiamento profondo di visione e classe dirigente

A Roma, in provincia, nella nostra regione e in Italia c’è molto da cambiare, anche e soprattutto nella politica. Al netto della presunzione d’innocenza per tutti coloro che a vario titolo sono stati coinvolti dall’indagine della magistratura, le vicende di questi anni, mettono in luce un intreccio gravissimo tra criminalità organizzata, politica e affarismo.

Che cosa serve per cambiare?

Accanto al lavoro che dovrà svolgere la magistratura per scoperchiare definitivamente la cupola che ha saccheggiato le città serve una nuova dimensione della politica e delle istituzioni.

Il tema non può essere eluso anche perché stupisce che malaffare, intrecci e connivenze abbiano potuto contare su una libertà di azione incondizionata senza che nessuno ne abbia percepita l’esistenza e abbia sentito la responsabilità di denunciare fatti, episodi e persone. Servono istituzioni diverse, più credibili, accomunate dalla stessa volontà di cambiamento.

Servono partiti politici che vivano sulla libera adesione e abbiano a cuore la vera collaborazione degli elettori. I quali siano messi nelle condizioni di poter di fatto partecipare alle scelte. Serve un nuovo meccanismo di selezione della classe dirigente basato sulle capacità, sulle competenze, sul merito e sull’onestà e non sull’adesione a logiche affaristiche e clientelari.

Serve il coinvolgimento di tutta la società, perché si batta contro tutte le illegalità: dalla criminalità organizzata alle ecomafie, dall’illegalità quotidiana che semina insicurezza e colpisce i più deboli, all’impunità per i potenti.

Serve una società che faccia sua la questione morale sollevata quarant’anni fa da Enrico Berlinguer e che sappia imporre sempre e dovunque una politica trasparente e responsabile e una conseguente azione amministrativa onesta ed efficace. Si pensi davvero agli investimenti che si potranno realizzare con i fondi del Pnrr, se si vuole e si ha a cuore la rinascita dell’Italia.

Fatti, non parole

La mancanza di una politica industriale è ancora più evidente nelle grandi scommesse e nei progetti che governo, imprenditori, sindacati e società civile devono trovarsi e decidere. La mancanza di una visione, capace di combattere le diseguaglianze e impostare politiche industriali, sono e restano le sole per traghettare l’Italia a tirarci fuori dalla crisi.

Siamo convinti che nulla sia compromesso definitivamente e che serva un coinvolgimento dell’intera comunità per aprire una stagione di risanamento e promuovere nuove prospettive di rilancio e di sviluppo.

Il nostro obiettivo è continuare a essere una voce puntuale e costruttiva, uno strumento di informazione e cultura per il nostro territorio.

Vogliamo contribuire al superamento della frammentazione: è tempo di mettere da parte divisioni e privilegi per progettare insieme il domani e dare opportunità concrete alle generazioni future.

Il prossimo traguardo per il trentesimo anniversario dell’associazione “L’agone nuovo” sarà un’occasione per fare un bilancio del lavoro fatto e un impegno a riproporre un fattivo contributo di proposte e d’idee certi come siamo che la diversità, il confronto e la convergenza siano ricchezza con l’obiettivo di pungolare l’autorità competente, che a volte i problemi li nega o li nasconde, per la possibile risoluzione degli stessi.

Caratteristiche per la realizzazione di un simile progetto sono onestà intellettuale, spirito costruttivo e unitario, fermezza e combattività per raggiungere gli obiettivi.

Fare sistema

In poche parole la voglia di fare sistema, di mettersi in gioco con il solo fine di migliorare la qualità della vita della nostra comunità. È evidente che tutto questo non si realizzerà da soli e in tempi brevi. Dobbiamo essere consapevoli e dotarci di perseveranza e pazienza. L’Italia è ferita dalla crisi economica e resa ancora più fragile dal degrado del sistema politico.

Le difficoltà oggettive, la carenza della condivisione e di cultura politica oltre all’apparente assenza di prospettive ha portato moltissime persone a essere stanche e disilluse, fino a perdere la fiducia nel futuro.

Eppure, se sapremo far leva sulle energie e sulle passioni ancora presenti in tanta parte della società, non mancheranno le potenzialità per voltare pagina e ricostruire un nuovo processo di crescita e di benessere sociale. Con questa consapevolezza vogliamo offrire il nostro contributo d’idee, cercando di non disperdere ancora una volta tempo e risorse.

Servirà una particolare attenzione agli strumenti dell’informazione, che dovranno essere sostenuti e valorizzati perché possano esercitare il loro ruolo.

Come associazione culturale “L’agone nuovo”, finché riusciremo a farlo, sarà nostro preciso impegno incalzare i nostri amministratori a scelte razionali, coerenti e utili per l’intera collettività.

A noi compete l’onere di costruire una sinergia di collegamento fra i cittadini favorendo il fluire delle notizie e dell’informazione.

Dobbiamo stare nella rete e fare sistema

Questo implica rilanciare tutti gli strumenti in nostro possesso a cominciare dal nostro periodico e dal giornale on-line (www.lagone.it) che ha raggiunto traguardi impensabili.

È mio dovere ringraziare pubblicamente i membri del consiglio di amministrazione che hanno contribuito con il loro lavoro volontario al mantenimento e al consolidamento dell’associazione e complimentarmi con il corpo redazionale per il loro lavoro.

A tutti voi, cittadini e lettori, i nostri migliori auguri di buon Natale e sereno anno 2023.

Il presidente
Giovanni Furgiuele

 

 

 

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