28 Novembre, 2022
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Un Manifesto internazionale per bambini e ragazzi

Un Manifesto internazionale per proteggere bambini e ragazzi dalla propaganda gender e per denunciare la medicalizzazione invasiva della transizione di genere nei minori. E’ stato presentato oggi a Roma nell’ambito del convegno sul tema “Il rischio educativo nel linguaggio dei media”, che si sarebbe dovuto svolgere nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, ma che all’ultimo momento si è dovuto trasferire poco lontano nella Sala Baldini in piazza di Campitelli. “Siamo sconcertati da questo atto discriminatorio, con il quale il Campidoglio ha volontariamente estromesso dal dibattito pubblico genitori, docenti e medici, confermando che il libero esercizio del pensiero non ha diritto di cittadinanza nel comune di Roma”, ha detto Giusy D’Amico, presidente di Non si tocca la Famiglia, l’associazione organizzatrice del convegno in collaborazione con l’Osservatorio di Bioetica di Siena, a cui hanno aderito molte altre realtà come Family Day, CitizenGo, Tempi, Ditelo sui tetti, Associazione Medici Cattolici Italiani (AMCI), Observatoire La Petite Sirène e Genitori De Gender. “Per la location del nostro evento avevamo pronto un piano B”, ha spiegato Giuliana Ruggieri, presidente dell’Osservatorio di Bioetica di Siena, “perché era evidente l’intenzione di silenziare la riflessione pacifica e serena che intendiamo porre in essere, quale primo passo di un lungo percorso che si apre davanti a questa sfida di tutela all’infanzia e all’adolescenza”

Il Manifesto su “l’impatto delle pratiche mediche sui bambini ai quali è stata diagnosticata una disforia di genere” è stato lanciato nel 2021 in Francia dall’Osservatorio internazionale La Petite Sirène ed è stato diffuso in diversi Paesi europei. Giunge ora in Italia, dove lo hanno già sottoscritto decine di medici, psicologi, docenti ed esperti. Presto sarà messo a disposizione anche dei cittadini. Al convegno romano è stato illustrato da Sophie Dechène, portavoce dell’Osservatorio. “L’evoluzione negli ultimi anni della diagnosi di ‘disforia di genere’ nei bambini e negli adolescenti pone degli interrogativi: da dieci anni le richieste di riassegnazione sessuale, in questa fascia di età, sono aumentate esponenzialmente nei diversi Paesi”, si legge nel Manifesto. “Stiamo assistendo all’emergere di discorsi ideologici sulla ‘transizione di genere’ dei minori, ideologici in quanto precludono qualsiasi dibattito: il minimo dubbio sulle pratiche viene immediatamente qualificato come ‘transfobico’, mentre è in gioco il superiore interesse del bambino, in particolare per quanto concerne le conseguenze mediche irreversibili sul suo corpo. L’appello dell’Osservatorio riguarda essenzialmente la tutela dei minori e la preservazione della loro integrità fisica e psichica”.

Il convegno romano, moderato dal giornalista Emanuele Boffi, direttore della rivista Tempi, ha visto la partecipazione di alcuni esperti: Massimo Gandolfini, neurochirurgo, psichiatra e presidente dell’associazione Family Day; Paolo Scapellato, psicologo e psicoterapeuta; e Giusy D’Amico, insegnante e presidente dell’associazione Non si tocca la Famiglia. Sono state presentate anche alcune testimonianze, tra cui quella di Elena, una mamma romana che insieme ad altri genitori ha fondato l’associazione Genitori De Gender dopo aver affrontato e fortunatamente risolto la crisi di identità sessuale di sua figlia.

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