La frittata è fatta. E gli italiani vanno al voto

Ormai la frittata è fatta, si è deciso che non si poteva aspettare la primavera del prossimo anno per andare alle elezioni, ma si doveva mettere in crisi il governo e andarci prima possibile. Probabilmente i sondaggi che circolavano questa estate hanno avuto il loro peso sulla decisione del Movimento 5 Stelle di abbandonare la maggioranza di governo e dire la parola fine alla legislatura.

Qual è l’affidabilità di questi sondaggi? La loro affidabilità è ovviamente legata al sistema elettorale con cui si vota, ma anche all’intervallo di tempo tra la pubblicazione del sondaggio e la data del voto. In altre parole, il sondaggio non prevede il futuro, fotografa la tendenza del voto “istantanea”, ovvero più le interviste del sondaggista avvengono in prossimità della data delle elezioni è più il sondaggio risulterà attendibile.

La legge italiana prevede che non si possano pubblicare i risultati dei sondaggi nei quindici giorni precedenti il voto. Attenzione, non possono essere pubblicati, ma non è proibito farli. Le forze politiche probabilmente continueranno a commissionarli per un uso esclusivamente interno.

I più non vedranno sui mezzi di comunicazione i sondaggi nelle due settimane precedenti il voto, il che, tutto sommato, non è un male. Giuseppe Conte in un intervento a La7 ha dichiarato che nelle ultime elezioni politiche del 2018, i sondaggi non sono stati affidabili nel prevedere i risultati elettorali e ha sostanzialmente ragione, infatti in uno degli articoli di “fact-checking regolarmente pubblicati da lavoce.info”, confrontando i risultati reali con quelli previsti dai sondaggi si nota una discrepanza significativa. In quel caso il Movimento di Giuseppe Conte era fortemente sottostimato.

Siamo quindi nella condizione che la strategia della campagna elettorale e in alcuni casi i programmi dei partiti dipendono da una previsione sulla tendenza al voto non particolarmente accurata.  Di conseguenza la cosa più sensata che possiamo fare per arrivare preparati al voto, è cercare di capire ciò che i partiti hanno fatto quando sono stati messi nelle condizioni di governare e quali potrebbero essere le conseguenze di questo governare per il nostro Paese e per noi tutti.

Fratelli d’Italia, che secondo i sondaggi viene dato in forte ascesa, per voce del suo presidente Giorgia Meloni propone con forza un assetto istituzionale di tipo presidenziale. In un articolo apparso su Rai News il 14 agosto, tale proposta viene articolata ma scarsamente motivata se non con una generica affermazione per cui il presidenzialismo renderebbe la Nazione “autorevole, forte, stabile e dunque molto più competitiva”.

Confrontando gli assetti istituzionali della Francia e della Germania, il primo semi-presidenziale, il secondo più simile a quello italiano con un sistema proporzionale puro, non possiamo certo dire che la loro autorevolezza e competitività dipenda da come viene eletto il Presidente della Repubblica.

Tali caratteristiche probabilmente vanno ricercate più nella autorevolezza (non autoritarismo) di chi governa che nelle regole del sistema elettorale. Una tale autorevolezza l’Italia l’ha già acquisita con il governo Draghi grazie alla quale al Pnrr sono stati assegnati più di 200 miliardi di euro da utilizzare per avviare le riforme tanto necessarie al nostro Paese. Dall’ottobre del 2020 all’aprile del 2021, nel parlamento italiano e in quello europeo, ci sono state cinque votazioni chiave per l’approvazione del Pnrr, il partito della Meloni si è astenuto in quattro di esse (lavoce.info, 5 agosto 2022, nda). Nell’ipotesi che Fratelli d’Italia entri in un governo, sarebbe interessante sapere quale sarà la sua posizione su tale “piano”, che peraltro ha già ricevuto e speso una parte dei finanziamenti previsti.

Infine, quali saranno le conseguenze della modifica costituzionale necessaria per introdurre il sistema presidenziale? La materia è molto delicata e vorremmo saperlo prima del voto non dopo. E inoltre… al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, verranno consigliate le dimissioni (www.italiaoggi.it/news, 12 agosto 2022 )?
Salvatore Scaglione

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