Un libro per scoprire e… riscoprire Bracciano

E’ un viaggio storico, artistico e culturale da fare tutto d’un fiato in meno di centotrenta pagina, stando anche comodamente seduti sotto l’ombrellone il libro “Bracciano tra fantasia e realtà. Leggende, tradizione e opere d’arte del Castrum Brachiani” scritto da Cinzia Orlandi. Personaggi fantasiosi, ma assai verosimili guidano il lettore tra le stradine del Rione Monti di Bracciano alla scoperta di sapori, odori e suoni, che ricostruiscono in maniera vivida gli usi e i costumi del borgo alla fine del Cinquecento.
Antonio il pescivendolo, Vincenzo il muratore, ma soprattutto Cesare, il contadino, con la sua dolce sposa Rosa, in una torrida estate, come questa, tra via del Pescino, via della Arazzeria e il Belvedere della Sentinella, animano la favola di un’antica leggenda da secoli tramandata a Bracciano, quella di un contadino che nel 1584 ritrovò casualmente il prezioso Trittico del Santissimo Salvatore, realizzato nel 1315, oggi una delle opere d’arte più importante della città.
Il libro parla ai braccianesi più anziani, ma anche ai ragazzi, ai bambini e a chi ha scelto Bracciano come luogo in cui vivere. In questo libro c’è la leggerezza di una favola dai contorni storici, ma c’è anche la descrizione dei siti che custodiscono il patrimonio storico e artistico della città, si pensi al Museo dell’Opera del Duomo dedicato a Bruno Panunzi, al museo civico e al Castello Odescalchi, di cui il libro racconta le opere artistiche che custodiscono.

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