Una riflessione (intuitiva) sulla siccità di sentimenti

Ogni contesto storico ha le sue peculiarità: positive e negative.

Quello nel quale oggi ci troviamo è caratterizzato da una serie di fattori negativi: il riscaldamento della Terra, lo scioglimento dei ghiacciai, il Covid 19, la guerra in Ucraina, la siccità.

Tutto questo scuote le nostre abitudini, le nostre sicurezze e i nostri comportamenti si manifestano con emozioni nuove come rabbia, ansia, tristezza, smarrimento, bisogno.

Le emozioni che proviamo non sono altro che i sentimenti, i quali a loro volta sono un modo di pensare e di sentire, sono parte del carattere della persona, sono il complesso delle inclinazioni al bene e al male, sono la guida del comportamento morale, sono la consapevolezza, la coscienza, la percezione.

La mia riflessione, esime da approfondimenti che sono propri dello psicologo, è frutto di personali esperienze maturate negli anni e si prefigge di riportare alcuni comportamenti da noi assunti nelle diverse situazioni della vita vissuta.

Gli anni del dopoguerra ci hanno visto poveri ma fieri di lavorare per la ricostruzione del Paese e tutti abbiamo partecipato con nobili sentimenti: il lavoro, la famiglia, la patria.

Abbiamo così contribuito al miglioramento del tenore di vita, al progresso sociale e civile dell’Italia.

Tutti volenterosi nel fare e nel credere che un mondo più bello e più giusto fosse possibile. Sentimenti sani e di sani principi, forse per il tanto e grave lutto che le due guerre precedenti, appena vissute, ci avevano fatto capire che la vita è bella e nessun valore è più alto della stessa.

Cosa sono i sentimenti?

I sentimenti sono un coacervo di impulsi e di emozioni che affondano le radici nella personalità e nel carattere di ognuno e si esprimono attraverso processi psichici.

Sono di vario ordine e si articolano in varie sensazioni: stanchezza, tensione, benessere, fierezza, arroganza, vergogna, subordinazione, fiducia, gratitudine, disprezzo, rancore, scarsa sensibilità, povertà di idee, aridità di cuore, povertà di stile e aridità mentale.

I sentimenti non sempre sono in accordo con la ragione, anzi talvolta sono in contrasto e hanno la meglio quando ci pongono di fronte all’arte, la poesia, la musica, le canzoni, la Gioconda.

Sono coscienza e riconoscimento dell’esistenza di qualcosa in sé; sentimenti per eccellenza sono, il sentimento di Dio, il sentimento della patria.

La percezione negativa di alcuni sentimenti, aumentando i livelli di rabbia, riducono la coesione sociale e aumentano i tassi di violenza. Piaga questa che ci affligge sempre di più e quindi c’è bisogno di fare ricorso alla ragione.

Quando coscienza e ragione collaborano sviluppano sentimenti positivi e fanno spazio alla Biofilia, cioè all’amore per la vita e all’amore per la salute mentale in tutta la sua pienezza.

Conclusione

Dobbiamo prendere atto che il nostro accostarci alla quotidianità di un tempo è oltremodo superato e che siamo chiamati a nuove regole di convivenza, nuove relazioni basate sulla reciprocità, sulla essenzialità delle cose e tenendo ben presente che la Terra che ci accoglie è bene di tutta l’umanità.

I vecchi sentimenti positivi, nati in un contesto di pace, di rinascita, di miglioramento, di futuro, sono stati soppiantati dai nuovi sentimenti negativi, nati in un contesto di sofferenza, di pandemia, di povertà e con una popolazione mondiale di quasi otto miliardi di persone.

Per queste e altre motivazioni siamo chiamati a segnare il passo su tutti i nostri comportamenti in modo serio e responsabile perché in ballo c’è davvero la sopravvivenza dell’umanità.

Franco Marzo

 

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