16 Giugno, 2024
spot_imgspot_img

ANVCG: “Puntare l’attenzione sulle vittime e non sulla corsa al riarmo”

Il 4 aprile si celebra la XVII Giornata Internazionale per l’azione contro le mine e gli ordigni bellici inesplosi indetta dalle Nazioni Unite per promuovere misure di protezione dei civili dalle mine, dagli ordigni bellici inesplosi e cluster bombs. Sebbene il loro uso sia vietato in gran parte della comunità internazionale a causa dei loro effetti indiscriminati e inumani, la loro letalità non cambia nel corso del tempo.

Nel 2020 le vittime di mine, ordigni bellici e munizioni cluster sono state oltre 7000 in tutto il mondo. L’80% di esse sono civili e la metà bambini. Rispetto all’anno precedente, le vittime sono aumentate di quasi due terzi. La presenza di mine, ordigni bellici inesplosi e munizioni cluster affligge oltre 60 paesi e territori in ogni parte del mondo.

Tra i paesi dove si è registrato il numero più alto di vittime civili c’è l’Ucraina, dove, tra l’altro, le recenti indagini delle organizzazioni internazionali e della società civile hanno documentato l’uso di cluster bombs durante il recente conflitto.

«Mentre la guerra infuria in Ucraina, la comunità internazionale corre al riarmo, ma le vittime civili di guerra italiane sanno bene che queste armi non scongiureranno il conflitto» dichiara Michele Vigne, Presidente Nazionale dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG) ed egli stesso vittima civile di guerra. «Al contrario, andranno a causare solo altre vittime civili. In questa giornata di sensibilizzazione è quanto mai necessario puntare l’attenzione sull’impatto che le armi usate in guerra hanno sui civili, anche a distanza di molti decenni, e sul modo migliore di fornire loro assistenza. In questo senso, le consultazioni per la Dichiarazione Politica Internazionale sulle Armi Esplosive che si terranno a Ginevra i prossimi 6-8 aprile 2022 permetteranno di rafforzare i meccanismi di protezione e assistenza dei civili. L’ANVCG – conclude Vigne – parteciperà per rappresentare la sensibilità della società civile italiana sul tema e per portare il punto di vista delle vittime civili di guerra sul tavolo di discussione. Chiediamo che l’Italia adotti il testo senza esitazione».

Ultimi articoli