22 Marzo, 2026
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Canale Monterano, la Galleria Accademica presenta Gloria Tranchida

Lโ€™Accademia Internazionale di Significazione Poesia e Arte Contemporanea, in convenzione formativa con lโ€™Universitร  degli Studi di Roma Tre, accreditata dalla Regione Lazio, iscritta allโ€™albo di Roma Capitale e del Comune di Canale Monterano e promossa dallโ€™Istituto Italiano di Cultura di New York,

presidente fondatrice la prof.ssa Fulvia Minetti, vicepresidente il dott. Renato Rocchi, direttore artistico Antonino Bumbica,


inaugura la mostra di Gloria Tranchida alla Galleria Accademica dโ€™Arte Contemporanea della Cittร  dโ€™Arte Canale Monterano di Roma in Corso della Repubblica 50 il 22 gennaio 2022 alle 17, aperta al pubblico fino al 5 febbraio 2022 con ingresso gratuito.

Gloria Tranchida nasce a Roma nel 1959; dopo la maturitร  al Liceo Classico, si laurea con lode in Chimica e dal 1995 frequenta per tre anni i corsi di pittura dell’Accademia di Arti Decorative S.Giacomo di Roma.
Dal 2005 espone le sue opere in gallerie di arte contemporanea e in eventi legati all’ambiente e al riciclo. Nel 2013 apre a Roma E.Co.Point uno spazio espositivo per artisti indipendenti dedicato allโ€™Arte Contemporanea e Ambientale, per mostre su tematiche ambientali e di ecosostenibilitร  di cui รจ tuttora organizzatrice (www.ECoPoint.biz). Nel 2017 fonda con amici artisti operanti nella Tuscia il collettivo CoALa (Collettivo Artisti del Lago); vive a lavora a Tevignano Romano. Da sempre Gloria Tranchida ha dedicato il suo lavoro artistico alla denuncia ambientale, che, come chimico, ha anche approfondito e studiato dal punto di vista scientifico. Ha iniziato ad esporre nel 2005 unendosi alla corrente degli artisti del riciclo, con un upcycling della carta e del cartone, finalizzato a valorizzare con oro e metalli i materiali di scarto provenienti dai rifiuti, per sottolineare quanto essi siano preziosi.

Le opere sono raccolte in collezioni in catalogo: โ€œEnvironmentโ€, esposta in una personale alla VAM Design Gallery di Budapest nel 2008, dedicata ai temi dellโ€™inquinamento ambientale; โ€œRifiliโ€, presentata a Roma nel 2013, dedicata ai rifiuti industriali e ad alcuni tra i principali disastri ambientali da essi provocati; โ€œLeonia e le cittร  invivibiliโ€ presentata a Roma nel 2014, in omaggio alla cittร  invisibile di Italo Calvino e dedicata alle cittร  divenute invivibili per problemi di inquinamento; โ€œCityโ€ e โ€œPrussian Blue – dieci paesaggi avvelenatiโ€. Sono in corso dโ€™opera le collezioni โ€œDelirio urbanoโ€, โ€œClimate Changeโ€ e una serie ad olio sul tema dei borghi abbandonati e lo sfruttamento del territorio. Numerose sono le mostre personali, le collettive, le pubblicazioni, riceve la selezione del Premio “Del Residu a l’Art” a Barcellona e lโ€™opera “Solare” รจ acquisita dalla collezione della V.A.M. Design Gallery di Budapest.

โ€œIl linguaggio minimalista della Tranchida circonda ed esacerba una prospettiva dellโ€™abitudine ambientale e ricorda che ambiente esterno ed interiore sono stretti nel desolato esiziale abbraccio di una medesima sostanza, a stento sopravvissuta alla cecitร  degli usi di vita.

Lโ€™artista rappresenta il sostrato comune della vita umana e naturale con la carta, il continuum della pelle psichica della riflessione dellโ€™uomo con la pelle viva del mondo, nellโ€™atto che la ricicla dallโ€™oblio del rifiuto e del rimosso dellโ€™inconscio, dallo stato di nigredo, di smembramento indifferenziato della materia, che viene chiamata alla trasmutazione alchemica, dalla morte alla rigenerazione, alla risurrezione della coscienza, per distillazione dellโ€™oro filosofale, dellโ€™essenza spirituale della saggezza, che dispiega nuove prospettive sulle cose. Lโ€™artista espone cosรฌ, in sinestesia con la carta, la nostra nuda sensibilitร  respiratoria ed epidermica e la nostra diretta veritร  cosciente agli ossidi di azoto (NOx) prodotti emessi durante la combustione di riscaldamento, di motori, di attivitร  termoelettriche, inquinanti l’atmosfera.

Il riciclo della carta non รจ cosรฌ legato solamente al tema ambientale, ma anche ad unโ€™etica della veritร : il giร  detto torna sempre a proporsi come ancora da dire.

I paesaggi dellโ€™artista sono in bianco e nero, in alchemica denuncia dello stato in nigredo, di mortificazione della natura che, come una fenice, รจ costretta quotidianamente a rinascere in breve albedo dalle proprie ceneri. Le linee di forza di progetto della vita vegetale sono orizzontali e a cenni verticali, non cโ€™รจ la linea curva della fillotassi, non risuona il luogo della melodia di accomodamento armonico e vitale allโ€™atmosfera ambientale.

I giardini sono pensili e lโ€™intenzione intitolante รจ resa dallโ€™artista al termine inglese โ€œhangingโ€, lo stesso fatalmente impiegato per lโ€™atto dโ€™impiccagione, nella figurazione di una degenerante verticalizzazione della naturale dimensione orizzontale, che urbanizza lโ€™elemento terrestre in una sorta di astrazione metafisica, le cui note di giallo sono la geometrica disillusione della floreale e fertile sinestesia pollinica, per le mordenti tinte infauste del cromo esavalente. Sono note mute di unโ€™alba mendace, specchi ingannatori per le allodole, flavente bistro cosmetico, ferale tavolozza delle attivitร  industriali metallurgiche, che deposita cereo sul terreno dei campi, con effetti tossici e cancerogeni.รน

Il punto di fuga accelera e serra lโ€™occhio del lancio di prospettiva nella direzione rettilinea della strada, a figurare la dimensione lineare del tempo della vita moderna, lontano dal tempo circolare della vita agreste, un tempo i cui istanti figli pascono dei padri, un tempo senza passato, che incolla allโ€™illusione dโ€™infinita perfettibilitร  del progresso tecnico-scientifico e che lโ€™artista denuncia nella sua costitutiva giallastra corruttibilitร , che depaupera il divenire, quando non si nutra della curvatura di senso di un eterno ritorno allโ€™essere, di una rigenerazione naturale di vita, a vincere la vacuitร  di un presente di perdita.

Il delirio urbano รจ la letterale rappresentazione dellโ€™uscita degenerante dallโ€™equilibrio di scambio del confine identitario: รจ la fragile barriera della coscienza che cede sotto i colpi del rimosso inconscio. La costituzione della cittร  contemporanea รจ profondamente legata alla costituzione contemporanea dellโ€™identitร  individuale, incentrata sulla nevrotica medesimezza parmenidea dellโ€™identificazione idealizzante e troppo facilmente incline a scotomizzare ogni eracliteo divenire, che si leghi allโ€™alteritร  e alla temporalitร . Il meccanismo di difesa di mantenimento dello status quo apparente di una mendace perfezione egoica, asettica e atemporale รจ la rimozione della differenza, lโ€™allontanamento del rifiuto a dispetto di una metamorfosi reintegrativa sempre possibile. Finanche le scorie nere dellโ€™acciaieria sarebbero impiegabili nei laterizi di unโ€™edilizia sostenibile. Eppure, la differenza residuale incute lโ€™horror vacui della morte, che lโ€™uomo ingannevolmente esorcizza con lโ€™allontanamento e lโ€™oblio della diversitร  del nero, che tuttavia ritorna sempre e con maggior veemenza.

Il monito della Tranchida รจ rivolto allora allโ€™abitudine, al temibile โ€œnon sapere di sapereโ€ che arrocca cittร  e identitร  sulla nevrosi rituale difensiva della falsa certezza autofondante di una coscienza adusa, che non vuole vedere e che in cecitร  getta via, pensando erroneamente cosรฌ ad una catarsi purificatoria dalla corruzione della differenza, non certo ascrivendo ad essa il giusto valore della metamorfosi creativa e del senso stesso dellโ€™identitร , ma imputando ad essa, proiettivamente, la colpa, il peccato, il divenire di morte. Questa รจ la scelta contemporanea del non agire, che incorre inesorabilmente nellโ€™essere agiti: nel ritrovarsi il complemento oggetto dellโ€™ira del residuo dimenticato.โ€ (Critico dโ€™Arte prof.ssa Fulvia Minetti)

GALLERIA IMMAGINI:
https://drive.google.com/file/d/1GAPhyH-ZF8hmhCaj79Zk8Pif1m9Ka-7s/view?usp=sharing

 

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