21 Marzo, 2026
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Canale Monterano, la Galleria Accademica presenta le cosmogonie fotografiche di Claudio Limiti

Lโ€™Accademia Internazionale di Significazione Poesia e Arte Contemporanea, in Convenzione formativa con lโ€™Universitร  degli Studi di Roma Tre, presidente fondatrice la prof.ssa Fulvia Minetti, vicepresidente il dott. Renato Rocchi, direttore artistico Antonino Bumbica, inaugura la mostra fotografica di Claudio Limiti alla Galleria Accademica dโ€™Arte Contemporanea della Cittร  dโ€™Arte Canale Monterano di Roma in Corso della Repubblica n.50 il 18 dicembre 2021 alle ore 18.00, che accoglierร  le visite pubbliche fino al 2 gennaio 2022.

Claudio Limiti, classe 1955, romano, รจ da sempre affascinato dalla fotografia. Lโ€™epopea spaziale degli anni sessanta e il film โ€œ2021 Odissea nello spazioโ€ di Kubrick lo hanno spinto ad amare lโ€™astronomia, ad apprezzare il mistero dellโ€™infinito. Vincitore di due titoli ai Campionati Italiani Assoluti di nuoto, nel 1974 viene premiato con una borsa di studio come miglior Atleta Studente, che impiega per lโ€™acquisto di una Petri, la sua prima fotocamera. Autore di foto sperimentali, desidera guardare oltre lโ€˜ovvio, per una nuova prospettiva. Nei primi anni โ€˜80 รจ stato investito dei primi riconoscimenti a livello nazionale da parte della FIAF, ha partecipato a numerose mostre e vinto alcuni concorsi, sempre meravigliato dalla bellezza, che desidera condividere in tutta veritร , senza gli artifici della post produzione.

โ€œIl percorso fotografico โ€œpreLiminari – Liminari – ilLimitiโ€ rappresenta la sfida dellโ€™artista a superare con eroismo i fatalistici vincoli semantici del proprio nome stesso, โ€œLimitiโ€, con la prospettiva libera dellโ€™oltre che viola i margini di confine dellโ€™apparenza: รจ lโ€™esondante catarsi odisseica della conoscenza allโ€™ignoto. I preLiminari sono i set fotografici allestiti dal Limiti per creare dellโ€™oggetto usuale quotidiano la visione ulteriore, i Liminari sono le sorprendenti soglie di luce nel buio e gli ilLimiti sono i luoghi cosmici dellโ€™infinito al di lร  dellโ€™infinitesimale, perchรฉ anche il tempo effimero dellโ€™esistenza sia arricchito dellโ€™eternitร  universale.

Lo sguardo fotografico del Limiti รจ profondo e penetrante, รจ il gesto dellโ€™ascolto del proprio impatto col mondo, prova allโ€™esistere: รจ interrogazione della materia, fra luce ed ombra, del โ€œcomeโ€ qualitativo, come unica identitร  riconoscibile dallโ€™anonimia oggettuale del โ€œcosaโ€. Nellโ€™affondo che soppesa, in sinestesia, la resistenza materica sulla propria risposta tonica รจ la ricerca di accesso alla conoscenza. La luce emerge allโ€™artista nella sua funzione bivalente e lacerante di dono generoso e di dolorosa sottrazione, gettato costante dellโ€™essere, fra definizione e indefinito, per la provocazione al movimento e al desiderio dellโ€™oltre di sรฉ, nellโ€™altro.

Le sinestesie liquide e tattili della fotografia del Limiti sospingono, dalle sospensioni extratemporali dellโ€™ontogenesi, nellโ€™imbibizione al grembo materno, sino allโ€™immemoriale collettivo delle fasi cosmiche dellโ€™aggregazione dellโ€™energia in materia. La domanda di sรฉ, di un essere in fieri, รจ in ogni singolo istante accorsa da una risposta di rispecchiamento: le modulazioni materne del tono muscolare arrivano in carezze, in onde di pressione amniotica, prime ancestrali note, risuonanti i movimenti del gesto emotivo. Lโ€™artista raccoglie la primigenia propriocezione alle impressioni sulla pelle: macchie e scie lanciate in un chiaroscuro di luci, tensioni e distensioni del tono muscolare, ove lโ€™essere nullโ€™altro chiede allโ€™ambiente che la risposta infinita di sรฉ.

Le cosmogonie fotografiche del Limiti sono pregnanti domande aperte sulla materia del mondo, fra luce ed ombra. Lโ€™artista condensa una profonda voglia di meravigliare e meravigliarsi, di vedere oltre, pur restando lo sguardo aggrappato allโ€™immanenza materica e sensoriale, a cercare il paradigma, che sconvolge la visione cieca dellโ€™abitudine e desta un nuovo principio di sรฉ e delle cose.

Lโ€™apertura del diaframma, la lunghezza dellโ€™esposizione, la ricerca della trasparenza, la riflessione della luce e la messa a fuoco della qualitร  materica sono i gesti franchi dellโ€™artista, che non accetta le menzogne della postproduzione. Il Limiti indaga la soglia della veritร , in modo tutto umano, fra una puntuale concretezza e un naturale astrattismo, quale momento secondo e trascendentale nel movimento ciclico di unโ€™etica della visione, che fra ombra e luce, fra lโ€™inconscia perfezione della sfera e lโ€™affilata e dolorosa coscienza della lama, distilla il senso, nel morbido effetto di luce. La configurazione archetipica segue la dinamica del desiderio, dal concentrico profondo allโ€™evasione sconfinante dellโ€™immaginazione, ove lโ€™ontogenesi รจ indissolubilmente legata alla nascita del cosmo: il segreto dellโ€™infinitesimale, liberato dallโ€™artista, attraverso la sinestesia tattile dei sensi, diventa infinito.

La provocazione delle paradossali configurazioni microplanetarie del Limiti si rivolge al fruitore, in tutta coscienza che lโ€™usbergo della veritร  รจ la sua gadameriana storicizzazione: il gesto di accoglienza intima nellโ€™opera del movimento della visione dellโ€™altro. Lโ€™artista offre un presente fuori del tempo, che sia contemporaneo ad ogni presente, perchรฉ lโ€™uomo superi la referenza letterale e liberi la potenza della referenza seconda, che dice il legame ontologico del nostro essere al tutto. Lโ€™arte del Limiti รจ decontestualizzazione allโ€™occhio della materia, per una nuova e libera trasmutazione in forma, per la richiesta di una contestualizzazione rifigurativa: per il lancio di un nuovo gioco personale e universale della veritร .

Il microcosmo dellโ€™impressione fotografica del Limiti raccoglie e armonizza molteplici luoghi, tempi e intensitร , intersecando stabilitร  e movimento, essere e divenire. La sensibilitร  dellโ€™artista disvela la natura oscillante del vivente, pendolo fra assenza che rimanda e presenza musicale dellโ€™immemoriale e irriflesso luogo di origine, supporto dellโ€™esistere in movimento. La vita eterna accade in figure ripetute, divenienti e progressive dellโ€™apparire, in variazioni infinite. Lโ€™evento della ripetizione รจ ritmo, ritorno dellโ€™uno nel due, istante sempre secondo a ripetere lโ€™essere, ordinando, fra retroflessione e anteflessione delle forme prospettiche. Il presente รจ segno dโ€™attesa, kรฌnesis di un eterno ritorno, mai compiuto, a cullare un luogo che li contenga tutti, ove nulla, seppure in figura sempre altra a se stesso, possa davvero essere smarrito.

La fotografia verace e sperimentale del Limiti esprime lo sforzo e il desiderio archetipico dellโ€™uomo di unire, di legare, di raccogliere, pur non possedendo che una successione di punti, dโ€™istanti, dโ€™inizi isolati e delusi: il pugno chiuso รจ il segno che racchiude cavati frammenti di forme coscienti. รˆ la lotta impari contro la continuitร  del supporto materiale della vita, lโ€™invisibile che orla sempre la visibilitร  dicibile. Ogni gesto รจ segno di un desiderio, ad esibire il vuoto della mancanza del mondo, entro unโ€™inequabile complementaritร . Il compimento รจ sempre insoluto ed eccentrico al gesto, che nulla afferra se non un pugno di significato a vanire.

Il simbolismo fotografico del Limiti rimanda alla malinconia della fugacitร  effimera, alla floreale fragilitร  caduca della vita, che si esprime in un unico giro di danza, un ciclo diurno di rotazione, finchรฉ i segni esistenziali non vengono cancellati dallโ€™ombra notturna, dallโ€™onda ineluttabile ed equorea dellโ€™inconscio, che risucchia indietro allโ€™informe, come uroboro mordace, al grembo comune e universale, per altra riva breve di coscienzaโ€. (Critico dโ€™Arte prof.ssa Fulvia Minetti)

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