La “giornata del sollievo” al tempo del Covid

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Un intreccio di bisogni e di possibili risposte

Con l’approssimarsi del mese di maggio ci avviciniamo alla “giornata del sollievo”, ricorrenza istituita nel 2001 dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri allo scopo di sensibilizzare e promuovere la cultura del sollievo dalla sofferenza fisica e morale in favore delle persone che non possono giovarsi di cure destinate alla guarigione. Una giornata dedicata quindi alle “cure palliative”, un passaggio culturale e sociale non indifferente se consideriamo che ancora oggi molte persone con dolore fisico cronico non ricevono un trattamento adeguato ai loro bisogni. Ma i bisogni delle persone sofferenti non sono limitati al controllo del dolore fisico, e coinvolgono anche e soprattutto la sfera emozionale, la perdita del ruolo sociale e famigliare, l’isolamento fisico e morale. A questi bisogni gli organi competenti a livello nazionale e regionale hanno dato risposte organizzative istituendo la rete delle cure palliative, la rete della terapia del dolore e la rete oncologica.
Quest’anno però a causa della protratta pandemia-covid si avvertono più marcati la solitudine e l’isolamento che coinvolgono non solo i malati non suscettibili di guarigione, ma tutti i malati fragili, trascurati, abbandonati. Il covid ha però solo evidenziato il bisogno di una rete capillare sul territorio di solidarietà e assistenza che si prenda carico dei pazienti più fragili che si trovano soli e isolati per difficoltà negli spostamenti in un territorio come quello della ASL Roma4 dalle caratteristiche orografiche non favorevoli. Per tale bisogno di prossimità delle cure, la direzione della ASL Roma4 ha inaugurato quest’anno un nuovo presidio oncologico nell’ospedale padre Pio, dove vengono eseguite le cure attive antitumorali e le cure di supporto. Per soddisfare però appieno il bisogno di assistenza e di cure palliative, il prossimo obiettivo organizzativo prevede l’istituzione di un ambulatorio per le “cure palliative” nel servizio di oncologia.
Così, quest’anno, proprio per entrare nello spirito di solidarietà e sensibilità che anima la “giornata del sollievo”, il Centro Cure Palliative-Hospice Chenis, la UOSD Oncologia e la direzione ospedaliera hanno deciso di condividere assieme a singoli cittadini, operatori socio-sanitari e volontari di alcune delle associazioni attive sul territorio, tra le varie attività, anche iniziative per intrattenere e offrire ascolto ai malati e alle persone fragili in attesa di vaccinazione anti-covid nei due presidi ospedalieri. Tutti i cittadini che vogliono dare un sostegno a questa iniziativa sono così invitati.
Mario D’Andrea, medico

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