Roma, a rischio «l’ultimo prato di Prati»: in campo Italia Nostra, Wwf e Fai

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L’iniziativa del coordinamento civico «Insieme 17» per salvare l’area dal progetto di ampliamento della cittadella giudiziaria di piazzale Clodio nella riserva naturale di Monte Mario, sostenuta da cittadini e associazioni.

 

I cittadini si mobilitano con un appello e una petizione per salvare – come lo descrivono loro – l’ultimo prato di Prati nel cuore di Roma. L’iniziativa è del coordinamento civico «Insieme 17», ma sostenuta da molte altre realtà, da Italia Nostra Roma a Cittadinanzattiva, dal Wwf al Fai, e nasce per contrastare il progetto di ampliamento della cittadella giudiziaria di piazzale Clodio nella zona della riserva naturale di Monte Mario: una scelta che i cittadini di «Insieme 17» giudicano «arbitraria edificazione su un suolo destinato a verde pubblico». Una battaglia, quella del comitato, che dura da tempo, con presidi e sit-in. Con questa lettera-petizione lanciata online, però, i cittadini interpellano direttamente la sindaca Virginia Raggi e il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, chiedendo anzitutto di essere ascoltati e comunque di bloccare il piano.

Furono infatti proprio il Comune e la Regione a firmare nel 2019, assieme al ministero della Giustizia, il protocollo di intesa che prevede la costruzione di un nuovo edificio a piazzale Clodio. «Ma all’interno della riserva naturale di Monte Mario – scrivono i cittadini sulla petizione – protetta e soggetta a vincolo: questo protocollo è stato firmato senza che fossero coinvolti i residenti del quartiere». «L’area su cui calerebbe il cemento previsto dal protocollo, benché assai trascurata dalle istituzioni competenti – continuano i cittadini – costituisce un essenziale polmone di verde, molto apprezzato dai residenti, ci aspettiamo perciò che gli amministratori si adoperino affinché sia destinato a struttura giudiziaria uno degli edifici pubblici dismessi o sottoutilizzati già presenti in zona, piuttosto che “consumare suolo” in un’area protetta». Del resto, dicono, si tratterebbe di salvare l’ultimo dei prati che hanno dato il nome a un intero quartiere. Anzi, rilanciano, anziché costruire «piantiamo un grande e rigenerante bosco pubblico che potremmo chiamare “Degli Eroi Civili” oppure dei “Giardini Francigeni”». In poche ore sono già più di 1.500 i firmatari della petizione. La speranza è di raccogliere più sottoscrizioni possibili così che anche i destinatari dell’appello ne capiscano l’importanza: «Auspichiamo che la sindaca e il presidente condividano con noi una diversa idea di città – concludono i cittadini -, che, tra l’altro, valorizzi le preesistenze storiche come i Casali Strozzi presenti nella riserva, o l’ipotesi di considerare il luogo come primo approdo a Roma della Via Francigena».

(Fonte: Corriere della Sera)

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