Il virus muta, le regioni nuovamente in zona rossa e le scuole chiuse

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Gli assembramenti all’uscita da scuola. E le “corse” restano invariate

 

E’ cambiato niente, sale l’allarme per l’aumento dei contagi, soprattutto tra i più giovani a causa delle varianti più insidiose del Covid-19, le regioni diventano rosse e le scuole sono le prime a chiudere e ritornare in Dad. E’ cambiato niente, dunque, perché anche l’introduzione nelle scuole dell’Ingresso scaglionato, ovvero, le fasce di orario diverso per non creare assembramenti, sembra siano servite a poco.
Certo se avessero cambiato anche le fasce orarie dei pullman, avrebbero impedito gli assembramenti fuori dalle scuole, quando gli studenti devono aspettare, un’ora circa, per poter prendere il pullman per tornare a casa. A poco o niente sono servite le proteste dei genitori, le lettere inviate al Prefetto, alla scuola, alla società Cotral, ai sindaci, alla Regione, nel mese di gennaio. Siamo arrivati al mese di marzo, e poco è cambiato. Alcuni Comuni della provincia di Roma e di Viterbo vivono con rassegnazione la decisione del Cotral di non mettere a disposizione le corse mancanti, accettando così i disagi che una azienda, come quella dei trasporti, crea alle famiglie e in questo caso alla società. Anche le ultime richieste al Cotral tramite Pec, per avere informazioni in merito, a oggi non hanno avuto alcuna risposta. La domanda che in tanti ci poniamo è: se non si riesce a far si che l’azienda dei trasporti, possa fare in modo di mettere nuove corse per evitare che i ragazzi creino assembramenti aspettando il pullman che li riporti a casa, perché continuare a tenere chiuse le palestre, le piscine, i cinema, che tanto hanno investito per creare ambienti sicuri, dove i ragazzi possono ritrovare un pò della loro vita messa in stand by da più di un anno? Perché arrivare a chiudere le scuole che nel loro interno sono luoghi sicuri e controllati dall’efficienza di professori e Dirigenti e tutto il personale scolastico? Magari vedremmo meno risse, organizzate via social.

Pietro Paolo Dorigo

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