E’ quanto si apprende dalla bozza del report settimanale di monitoraggio di ministero della Salute e Iss
Mancano poche ore prima che vengano resi noti i dati settimanali del monitoraggio dell’Istituto Superiore di SanitΓ ,
sulla base dei quali il ministro della Salute, Roberto Speranza, assegnerà il colore (giallo, arancione, rosso) alle diverse regioni italiane con una nuova ordinanza valida dal weekend o dal lunedì successivo.
Il Lazio, finora in fascia arancione, ha annunciato ieri un Rt inferiore a 1, il che consentirebbe il passaggio dalla zona arancione a quella gialla, ma non prima di due settimane. Il Lazio, infatti, a prescindere dai parametri in miglioramento, dovrΓ restare in zona arancione ancora per 14 giorni a partire da oggi, come da Dpcm del 3 novembre.
Questo perchΓ© occorrono due settimane con Rt inferiore a 1 prima che la regione torni gialla e abbandoni la fascia arancione in cui Γ¨ stata collocata. Oltre all’andamento dell’indice Rt, bisognerΓ comunque valutare anche gli altri parametri ( 21 in tutto), tra i quali rientrano dati e numeri sull’andamento del contagio, la percentuale dei posti letto occupati in terapia intensiva e quella dei pazienti ricoverati nei reparti ordinari, solo per citarne alcuni.
“La discesa della curva della percentuale dei positivi sui tamponi molecolari Γ¨ lineare”, spiega il matematico Giovanni Sebastiani dell’Istituto per le Applicazioni del calcolo del Cnr. “Dall’inizio della seconda settimana di gennaio – prosegue Sebastiani – stanno diminuendo sia le terapie intensive che i ricoverati con sintomi nei reparti non critici”.
Ma restano due incognite: “Gli effetti delle misure rilasciate il 7 gennaio, che saranno visibili nei prossimi cinque, sette giorni, e quelli connessi all’inizio della scuola e per i quali bisognerΓ attendere almeno due settimane dall’inizio delle attivitΓ scolastiche”. Il dato cheΒ fa ben sperare Γ¨ che “la percentuale dei casi positivi Γ¨ scesa al 10% e, quindi, Γ¨ tornata al valore del 20 dicembre circa, attestandosi cosΓ¬ ben sotto a quello del picco, pari al 13%”.
(La Repubblica)


