Calcio, Unione nazionale consumatori: “I tifosi vanno rimborsati”

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso le istruttorie nei confronti delle squadre di calcio Brescia e Lecce, accertando la vessatorietà delle clausole che non riconoscono il diritto dei consumatori a ottenere il rimborso di quota parte dell’abbonamento in caso di chiusura dello stadio.

“Bene, dopo la conclusione a novembre dei nove procedimenti istruttori contro Juventus, Milan, Inter, Roma, Lazio, Atalanta, Cagliari, Genoa e Udinese, è ora la volta di Brescia e Lecce” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Il fatto che l’Antitrust confermi il giudizio di vessatorietà anche quando la società di calcio esclude il rimborso in caso di impossibilità sopravvenuta della prestazione, come ad esempio per la chiusura degli stadi dovuta al Covid, è una conferma della bontà della nostra tesi e una vittoria dei consumatori” prosegue Dona.

“Ora, però, non solo servono sanzioni pecuniarie per tutte le squadre che non hanno accettato spontaneamente di modificare le loro condizioni di abbonamento e si sono ostinatamente rifiutate fino ad oggi di riconoscere i diritti dei consumatori, ma i tifosi vanno anche rimborsati. Chi non ha ottenuto il rimborso di quota parte dell’abbonamento o del singolo titolo di accesso in caso di chiusura dello stadio ha diritto ad avere la restituzione immediata dei soldi” conclude Dona.

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