22 Marzo, 2026
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Marcus Du Sautoy, una matematica dal suono musicale

Parla lo scienziato, autore del libro ยซIl codice della creativitร : Il mistero del pensiero umano al tempo dellโ€™intelligenza artificialeยป (Rizzoli), che sarร  oggi ospite al National Geographic Festival delle Scienze, sulla piattaforma digitale dell’Auditorium di Roma

Il matematico e divulgatore inglese Marcus Du Sautoy รจ uno degli ospiti principali al National Geographic Festival delle Scienze, dove interverrร  oggi attraverso la piattaforma digitale dellโ€™Auditorium di Roma. Du Sautoy ha pubblicatoย Il codice della creativitร : Il mistero del pensiero umano al tempo dellโ€™intelligenza artificialeย per Rizzoli (traduzione di Daniele Didero, pp. 400, euro 20). รˆ un affascinante viaggio nelle imprese realizzate dallโ€™intelligenza artificiale in campo artistico, musicale, letterario e matematico. Computer e robot potrebbero sostituire lโ€™essere umano non solo nelle attivitร  ripetitive, ma anche laddove servono intuizione e fantasia. Viene il dubbio che anche mestiere del matematico sia destinato a sparire. ยซSopravviverร  ma dovrร  adattarsi โ€“ spiega Du Sautoy โ€“ ma vale per molti altri lavori perchรฉ lโ€™intelligenza artificiale avrร  un enorme impatto in molti settori. Per me la sigla โ€™IAโ€™ non significa tanto โ€™intelligenza artificialeโ€™ ma โ€™intelligenza aumentataโ€™ o โ€™alternativaโ€™. Lโ€™intelligenza umana combinata con quella artificiale รจ molto piรน potente della somma delle due prese singolarmente. Il mio libro si rivolge anche ai matematici, affinchรฉ si confrontino con questo potenzialmente entusiasmante strumento per fare matematicaยป.

A leggere il suo libro, sembra che lโ€™intelligenza artificiale riesca meglio in campo artistico che in quello matematico. Non รจ paradossale?

Come nel racconto di Borges La biblioteca di Babele, i matematici non stanno creando una collezione di tutte le proposizioni valide in matematica o geometria, perchรฉ sarebbe altrettanto noioso di una collezione di ogni combinazione possibile di lettere. Fanno scelte legate alla reazione emotiva generata da una dimostrazione, e questo รจ difficile da capire fuori da quel mondo. I computer se la cavano con la musica e lโ€™arte, ma sono pessimi narratori. Lโ€™elemento temporale nelle storie richiede uno sviluppo logico prolungato nel tempo, come in una dimostrazione matematica.

Lei sostiene che lโ€™intelligenza artificiale sia difficilmente governabile, come invece tentano di fare con leggi come il Regolamento europeo per la protezione dei dati (Gdpr).

Creiamo codici cosรฌ complessi che risalire alla singola istruzione responsabile delle decisioni che prendono รจ impossibile. Succede anche con il nostro cervello. In una commissione della Royal Society a cui partecipo รจ emerso spesso il quesito: unโ€™intelligenza artificiale deve spiegare il suo processo decisionale, quando viene utilizzata in un processo penale o per concedere un mutuo? Il Gdpr prova a affermare questo principio secondo me impossibile. Ma si potrebbe creare un meta-linguaggio che permetta ai computer di esporre il loro processo di apprendimento. Per questo trovo molto interessante il progetto Deep Dream di Google (un sistema che permette di vedere come una rete neurale artificiale interpreta unโ€™immagine, ndr): quelle immagini ci permettono di capire cosa sta vedendo il codice e ci rivelano i suoi pregiudizi. Credo che la creativitร  umana sia emersa insieme alla coscienza, per esplorare il mondo interiore dellโ€™altro. Perciรฒ, credo che lโ€™arte creata dallโ€™intelligenza artificiale sia uno strumento per capire come i computer prendono le decisioni.

Perchรฉ ritiene che il lavoro di un matematico sia cosรฌ simile a quello di un narratore?

Anche uno scienziato racconta storie, che perรฒ devono essere coerenti con ciรฒ che osserviamo nella realtร . Un matematico invece crea mondi logicamente coerenti anche se non corrispondono necessariamente a quel che osserviamo, e li popola di personaggi. Non puรฒ rendere vero ciรฒ che รจ falso, ma anche un narratore non puรฒ far riapparire un personaggio morto nel capitolo precedente. Talvolta, rompe le regole in modo deliberato, e cosรฌ fa pure il matematico quando, ad esempio, scopre i numeri immaginari.

Ribaltando un luogo comune, scrive che la bellezza della matematica sta nella sua somiglianza con la musicaโ€ฆ

Quando si cerca la matematica nella musica molte persone storcono il naso, convinti che applicare la logica alla musica ne rimuova lโ€™emozione. Pensoย  persino che la matematica debba generare una reazione emotiva in me e nelle persone a cui la racconto. Perciรฒ il paragone funziona meglio al contrario: รจ la matematica che assomiglia alla musica. Insieme alla compositrice Emily Howard, ho creato un Centro di pratica e ricerca in scienza e musica (Prism) al Royal Northern College of Music di Manchester. Abbiamo scritto insieme un quartetto dโ€™archi: ho esaminato quattro tipi di dimostrazioni matematica e lei ne ha interpretato musicalmente le strutture logiche. In una dimostrazione come in una melodia, oggetti matematici diversi si uniscono tra loro, come due temi musicali che si fondono. Lei ha preso lโ€™idea, e lโ€™ha applicata a un pezzo di Beethoven e lo ha trasformato gradualmente in uno di Schubert.

(Il Manifesto)

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