Procede il programma di sviluppo rurale

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Il Programma di Sviluppo rurale è Agricoltura, Montagna, Foreste. Non la prima, senza le altre. E non le due senza la prima. È fondamentale ribadirlo sempre. Uncem lo ha fatto stamani, intervenendo con i Presidenti della Delegazione piemontese Roberto Colombero e nazionale Marco Bussone al Comitato di sorveglianza del PSR del Piemonte, riunito in videoconferenza. “Si sta definendo l’uso dei fondi per i prossimi due anni, si costruisce anche il nuovo PSR, che partirà nel 2023 – evidenziano Colombero e Bussone – Parallelamente, con Enti locali, Regioni e Governo si lavora per orientare le risorse del Recovery Fund, Next Generation UE. In questo quadro, occorre inserire i nuovi bisogni dei territori, al centro di una grande attenzione durante questa pandemia. Come rispondere alle esigenze delle imprese, insieme con le Autonomie, è decisivo. Occorre puntare ad esempio su rivitalizzazione dei borghi, associazioni fondiarie, gestione forestale sostenibile e certificata, su una nuova e moderna ‘indennità compensativa’. Occorre potenziare la Strategia nazionale Aree interne in cui il PSR è una fonte importante di risorse e di progetti. Ma per fare tutto questo occorre uscire dallo sguardo ristretto del PSR come solo ‘agricolo’, vogliamo entrare in una visione nuova che dia al programma un forte asse di impegno. I territori rurali, le montagne sono la chiave di lettura del PSR che prosegue nei prossimi due anni e del nuovo Programma. Stamani nel Comitato di Sorveglianza lo ha rilevato anche il rappresentante della Commissione europea, approvando la nostra lettura e insistendo sul modello di intervento per i territori ove realmente occorre dare sviluppo e ridurre le sperequazioni”.

“Il PSR deve favorire nuovi modelli di impresa nel settore primario, turistico e dei servizi, agevolando realmente chi vive la montagna e ci lavora tutto l’anno – aggiunge Colombero, Presidente Uncem Piemonte – in quella logica di multifunzionalità da tuti richiamata ma mai realmente messa nelle condizioni di poter essere”.