“Per salvare pochi vecchietti stiamo rovinando tanti giovani”

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,Bufera sulle parole del consigliere Fraschini

Forse non era nemmeno il caso di scomodare Darwin: le affermazioni del consigliere di maggioranza (centrodestra) di Pavia Niccolò Fraschini non smettono di provocare polemiche,

ma il rimando alla “selezione naturale” quale super filosofia con cui razionalizzare l’esigenza di allentare l’allerta sul Covid, risaputamente più pericoloso per gli anziani, non ha nulla a che vedere col padre dell’Evoluzionismo, ma ricicla piuttosto la solita solfa razzista e ignorante cui un certo centro destra ci ha abituato da anni.

“Ormai questo piagnisteo sulle vittime penso che abbia stufato tanti italiani, per salvare poche migliaia di vecchietti stiamo rovinando la vita, nel lungo termine, a un sacco di giovani”. Questa una delle esternazioni incriminate che il consigliere ha affidato ai social, ben consapevole di scatenare sconcerto e polemiche (ma la visibilità è alle stelle, non conta in fondo solo quello?). La chiusura, un colpo tragicomico di teatro: “Riapriamo! W Darwin”.

Un riferimento colto senza nessun appiglio teorico, che baratta l’ideologia (criptonazista) del “darwinismo sociale” come fosse un fatto di scienza, da parte di un politico abituato a ravanare nel torbido, avvezzo alla polemica facile, con relativi facili ammiccamenti razzisti, come quando l’esimio consigliere descriveva, non molto tempo fa, i napoletani come un popolo “che vive nell’immondizia”. Nelle acque putride del darwinismo sociale sono cresciuti i germi delle peggiori aberrazioni politiche del secolo scorso, ma è sproporzionato paragonare le declinazioni più deteriori della politica alle farneticazioni di un pezzo piccolo qualsiasi, un razzistello come tanti, pronto alla provocazione fintanto che le visualizzazioni salgono, salvo poi smentire e attribuire lo scandalo al solito fraintendimento causato da “frasi estrapolate dal contesto”.

Oggi, le dimissioni. Il consigliere, anche questa volta, ha affidato le sue memorie difensive alle pagine social: “Ieri sera in Consiglio comunale ho dato le dimissioni da Presidente della Commissione Bilancio e ho chiesto scusa per le mie parole sul Covid e gli anziani. L’ho fatto perché era l’unica cosa giusta da fare per la città e per difendere l’istituzione che rappresento”.

Risalgono a qualche ora prima le scuse ufficiali, in cui con la solito “correttismo politico” che talvolta odora di dissociazione mentale , prima si scusa con “tutte le persone che si sono sentite offese da ciò che ho scritto. Chi ha scatenato questa polemica ha strumentalizzato le mie parole”, salvo poi ribadire, tre righe dopo, quanto “tutelare gli anziani è doveroso, ma (…) questo non può avvenire sempre a spese dei più giovani, che sono ogni giorno penalizzati dai lockodown”.

Più che di scuse sembrerebbe trattarsi della solita retorica cerchiobottista, che chiedere scusa davvero ai napoletani, ai meridionali, agli anziani, ai migranti e a tutte le categorie umiliate e offese negli ultimi anni dalla lega e da un centrodestra accondiscendente e silente, sarebbe davvero troppo, mentre una bella scusa “con riserva”, con tanto di occhiolino ben in vista per la casalinga di Voghera di flaianesca memoria, è una mossa sempreverde. Innumerevoli i commenti sui Social, di cui ci limitiamo a riportare il sardonico invito di un utente: “Finalmente, dopo il buco nell’acqua fatto con la teoria della selezione naturale, il Comune di Pavia ha optato per una benefica selezione culturale, accettando le sue dimissioni”. Goodbye Darwin.

(Il Riformista)