Fanno riflettere alcune reazioni delle persone alle disposizioni per non infettarsi. La maggior parte della popolazione sembra che sia ligia ai consigli, ma cโรจ sempre una minoranza che, per il suo comportamento, rischia di compromettere i buoni risultati della maggioranza. Certamente ci sono anche problemi di norme non chiare, talvolta assurde o applicate in modo discutibile, ma qui ora parliamo dei singoli e del loro rapporto con queste norme.
Il problema principale sembra essere la mancanza di senso civico.
La pandemia รจ diffusa ma colpisce, sanitariamente, intorno allโ1% della popolazione. Mentre per le ricadute economiche e sociali non cโรจ scampo per nessuno. La distanza tra questo 1% e 100% fa assumere importanza alla percezione rispetto alla realtร . Questโultima per quasi tutti รจ sanitariamente esterna, al contrario per lโaspetto economico. E questโultimo, in una popolazione dove il senso di comunitร รจ superficiale, prevale anche a discapito delle indicazioni perchรฉ non ci sia lโ1%. Una percezione bassa che, per esempio, se i colpiti sanitariamente fossero il 50% della popolazione, sarebbe tuttโaltro che bassa. Non auspichiamo che dallโ1 si passi al 50% perchรฉ finalmente tutti capiscano, per cui cerchiamo di comprendere come gestire la situazione in essere.
Da questo iato tra percezione e realtร , emergono alcuni comportamenti tipo il consumo davanti ai locali dove si sono acquistati prodotti per lโasporto: mascherine abbassate, tazzine o bicchierini di plastica in mano e conversazioni con le altre persone (1).
Io che scrivo abito in una zona rossa ed oggi sono andato a fare la spesa in un supermercato che, in genere, รจ sempre molto attento a queste problematiche e si รจ mostrato ampiamente collaborativo con le autoritร . Allโingresso del negozio cโรจ un cartello con scritto โpossono entrare max 117 personeโ. Per entrare non cโera fila o attesa e dentro ci saranno state almeno 250/300 persone (le abbiamo contate, inclusi i dipendenti del negozio), molto โattaccateโ dentro i corridoi e con un addetto del supermercato che girava ripetendo nel vuoto โmantenete la distanza di almeno 1 metroโ, che si aggiungeva agli altoparlanti che ogni tanto dicevano la stessa cosa piรน altre raccomandazioni del caso. Questo negozio, lo ripetiamo, รจ abitualmente attento agli aspetti sicurezza, ma crediamo che si sia fatto prendere da quel rapporto 1/100 che dicevamo su percezione e realtร .
Eโ dei giorni scorsi, altro esempio, la denuncia di un quotidiano fiorentino su tram strapieni che non rispettavano la capienza massima del 50% (2).
Inoltre vedendo il traffico e le strade di una cittร zona rossa come Firenze, รจ evidente che questo rapporto 1/100 รจ interpretato dai piรน come nel nostro supermercato, nel nostro tram e davanti ai bar da asporto. Cโรจ da considerare che tutti siano piรน bravi rispetto al confinamento della scorsa primavera, per cui riusciamo a muoverci meglio e siamo piรน informati rispetto a prima su come agire per la prevenzioneโฆ e questo potrebbe giustificare questo โrilassamentoโ dellโattenzione rispetto al clima da coprifuoco diffuso della scorsa primaveraโฆ. Ma i numeri di infezioni, ricoverati e morti non sono meno della scorsa primavera, per cui sembra che questa maggiore attenzione non serva alla bisogna. Quindi, solo perchรฉ ci siamo abituati โal mortoโ, non significa che questo morto sia meno presente rispetto a prima. Anzi: sembra il contrario.


