4 Febbraio, 2026
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Pandemia e precauzioni, fra reazioni e rispetto

Fanno riflettere alcune reazioni delle persone alle disposizioni per non infettarsi. La maggior parte della popolazione sembra che sia ligia ai consigli, ma cโ€™รจ sempre una minoranza che, per il suo comportamento, rischia di compromettere i buoni risultati della maggioranza. Certamente ci sono anche problemi di norme non chiare, talvolta assurde o applicate in modo discutibile, ma qui ora parliamo dei singoli e del loro rapporto con queste norme.

Il problema principale sembra essere la mancanza di senso civico.
La pandemia รจ diffusa ma colpisce, sanitariamente, intorno allโ€™1% della popolazione. Mentre per le ricadute economiche e sociali non cโ€™รจ scampo per nessuno. La distanza tra questo 1% e 100% fa assumere importanza alla percezione rispetto alla realtร . Questโ€™ultima per quasi tutti รจ sanitariamente esterna, al contrario per lโ€™aspetto economico. E questโ€™ultimo, in una popolazione dove il senso di comunitร  รจ superficiale, prevale anche a discapito delle indicazioni perchรฉ non ci sia lโ€™1%. Una percezione bassa che, per esempio, se i colpiti sanitariamente fossero il 50% della popolazione, sarebbe tuttโ€™altro che bassa. Non auspichiamo che dallโ€™1 si passi al 50% perchรฉ finalmente tutti capiscano, per cui cerchiamo di comprendere come gestire la situazione in essere.

Da questo iato tra percezione e realtร , emergono alcuni comportamenti tipo il consumo davanti ai locali dove si sono acquistati prodotti per lโ€™asporto: mascherine abbassate, tazzine o bicchierini di plastica in mano e conversazioni con le altre persone (1).
Io che scrivo abito in una zona rossa ed oggi sono andato a fare la spesa in un supermercato che, in genere, รจ sempre molto attento a queste problematiche e si รจ mostrato ampiamente collaborativo con le autoritร . Allโ€™ingresso del negozio cโ€™รจ un cartello con scritto โ€œpossono entrare max 117 personeโ€. Per entrare non cโ€˜era fila o attesa e dentro ci saranno state almeno 250/300 persone (le abbiamo contate, inclusi i dipendenti del negozio), molto โ€œattaccateโ€ dentro i corridoi e con un addetto del supermercato che girava ripetendo nel vuoto โ€œmantenete la distanza di almeno 1 metroโ€, che si aggiungeva agli altoparlanti che ogni tanto dicevano la stessa cosa piรน altre raccomandazioni del caso. Questo negozio, lo ripetiamo, รจ abitualmente attento agli aspetti sicurezza, ma crediamo che si sia fatto prendere da quel rapporto 1/100 che dicevamo su percezione e realtร .

Eโ€™ dei giorni scorsi, altro esempio, la denuncia di un quotidiano fiorentino su tram strapieni che non rispettavano la capienza massima del 50% (2).

Inoltre vedendo il traffico e le strade di una cittร  zona rossa come Firenze, รจ evidente che questo rapporto 1/100 รจ interpretato dai piรน come nel nostro supermercato, nel nostro tram e davanti ai bar da asporto. Cโ€™รจ da considerare che tutti siano piรน bravi rispetto al confinamento della scorsa primavera, per cui riusciamo a muoverci meglio e siamo piรน informati rispetto a prima su come agire per la prevenzioneโ€ฆ e questo potrebbe giustificare questo โ€œrilassamentoโ€ dellโ€™attenzione rispetto al clima da coprifuoco diffuso della scorsa primaveraโ€ฆ. Ma i numeri di infezioni, ricoverati e morti non sono meno della scorsa primavera, per cui sembra che questa maggiore attenzione non serva alla bisogna. Quindi, solo perchรฉ ci siamo abituati โ€œal mortoโ€, non significa che questo morto sia meno presente rispetto a prima. Anzi: sembra il contrario.

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