22 Marzo, 2026
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Coronavirus Lazio, code infinite per i tamponi.

ย I medici di base: “Presto test rapidi nei nostri studi”

La Regione Lazio nei prossimi giorni raddoppierร  le postazioni drive-in dove effettuare il tampone, per venire incontro alla maggiore richiesta dovuta anche alle scuole e per abbattere i tempi di attesa. “รˆ nostra intenzione potenziare raddoppiando la rete dei drive in – ha detto l’assessore regionale alla Sanitร , Alessio D’Amato – questa รจ una fase in cui bisogna aumentare l’attivitร  di screening, per cui i drive-in assieme anche ai laboratori privati autorizzati con la possibilitร  di fare il test a una tariffa calmierata. Questo consentirร  di aumentare il denominatore e noi ci attendiamo anche una riduzione dei tempi di attesa”.

Ma per alleggerire le file si muovono anche i medici di famiglia: promettono di effettuare tamponi rapidi direttamente negli studi dei medici di famiglia, con la disponibilitร  del risultato in meno di un’ora. Il progetto partirร  a breve, probabilmente giร  entro la metร  di ottobre, negli studi dei medici di base della Regione Lazio. Lo ha annunciato Pier Luigi Bartoletti, vice presidente della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg). Il bando, ha spiegato, “sarร  pubblicato a breve, in settimana, e partiremo a breve. Questa attivitร  sarร  collegata in rete con la Regione, che potrร  cosรฌ monitorare l’andamento dei contagi”. L’obiettivo รจ, afferma, “dare una risposta piรน rapida ai cittadini, snellire i drive-in dove le attese per l’esecuzione dei tamponi sono al momento molto lunghe e facilitare anche la gestione dei casi”.

E ancora Bartoletti: “Da luglio avevamo chiesto di aprire alla medicina generale e alla pediatria la possibilitร  di fare il tampone rapido e il sierologico, sempre dal punto di vista della volontarietร  del collega e del fatto di avere gli spazi idonei. Questa proposta รจ stata accettata dall’assessorato alla Sanitร  della Regione Lazio, speriamo che il bando venga pubblicato a giorni. E’ una cosa che non ha fatto ancora nessuno. La proposta รจ giร  costruita, ma serve un avviso pubblico per capire chi tra i medici di famiglia e i pediatri vuole partecipare – aggiunge – Abbiamo un problema di salute pubblica e a noi oggi serve dare una risposta”.

(La Repubblica)

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