Discarica di Cupinoro a Bracciano: Pubblicata la gara di appalto per i lavori di capping. Commento de L’agone

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Roma, 7 ott. – Pubblicata la gara di appalto per i lavori di capping della discarica di Cupinoro a Bracciano.

Le offerte dovranno pervenire entro il 16 novembre 2020, mentre il tempo di realizzazione degli interventi e’ di 400 giorni per un impegno finanziario regionale di circa 9 milioni di euro. L’impianto di smaltimento aveva esaurito le volumetrie disponibili nel 2014 e nel 2016 era stato approvato il progetto per la messa in sicurezza dell’impianto.

Dopo il fallimento della societa’ di gestione della discarica, decretato dal Tribunale di Civitavecchia alla fine del 2016, il Comune di Bracciano si trovava in piano di riequilibrio finanziario e non avendo le disponibilita’ tecniche ed economiche per la messa in sicurezza del sito ha chiesto alla Regione di esercitare i poteri sostitutivi, che termineranno con la realizzazione del capping e il collaudo finale degli interventi.

Massimiliano Valeriani, assessore al Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio ha dichiarato:

“Con la pubblicazione della gara si apre l’ultimo capitolo della storia dell’impianto di Bracciano: all’inizio del prossimo anno verranno avviati i lavori per la bonifica e il ripristino ambientale dell’area per poi restituirla alla gestione del Comune lacustre”, dichiara .
(Red/ Dire)

E’ intervenuto anche il Sindaco Tondinelli:

“Per trenta anni la città di Bracciano è stata legata alla parola discarica con un danno ambientale e di immagine per i cittadini. Con impegno e risolutezza l’abbiamo chiusa, chiedendo responsabilmente alla Regione di farsi carico delle operazioni di capping perché le precedenti amministrazioni ci avevano lasciati sull’orlo del dissesto finanziario. Finalmente si conclude un iter e mentre la vecchia politica prometteva la chiusura di Cupinoro noi continuiamo a fare i fatti e oggi assistiamo alla fine di questo brutto capitolo”.

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L’agone: è il primo passo per la soluzione definitiva di questa grave criticità

Esprimiamo grande soddisfazione per questo atto, che avvia finalmente a conclusione la prima fase di un iter che si è protratto per un tempo lunghissimo, nonostante le continue sollecitazioni di movimenti, associazioni politiche e cittadini:

“chiudere la discarica” vuol dire “metterla in sicurezza subito”, ed è ciò che bisogna iniziare a fare con il capping. Ma occorre gestire il “post mortem”

Questo, infatti, è il primo passo per la soluzione definitiva del problema, perchè bisogna cancellare ogni tipo di rischio per la salute dei cittadini e per l’ambiente. Infatti, una volta “incappucciata”, la discarica continua ad essere lì, i rifiuti continuano a rimanere lì, i processi di putrefazione continuano con produzione di gas, esalazioni inquinanti, percolato: chi e come seguirà il “post mortem”? Chi garantirà che quella montagna enorme di rifiuti degradati e degradanti cessi di creare danni e preoccupazioni?

Il primo passo dovrebbe essere, a rigor di logica, avere la conoscenza di cosa è stato scaricato per decenni a Cupinoro.

Da anni associazioni e movimenti chiedono un intervento la cui necessità è comprensibile a tutti: una analisi – attenta e completa – della composizione del materiale ammassato in discarica, ed un monitoraggio dei processi di decomposizione chimica e inquinamento delle acque che continuano a svilupparsi sotto quella montagna artificiale di rifiuti.

Perchè se è stato bloccato (seppure in ritardo rispetto alle disposizioni europee) il conferimento di rifiuti, quella montagna rimane e continua a “vivere”.

Ci aspettiamo che, parallelamente al bando per il “capping”, si avvii un vero processo di monitoraggio dello stato del luogo, con l’obiettivo di restituire ai cittadini (possibilmente non ai nostri pronipoti) un territorio vivibile

(L’agone)

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