Mosca colpisce ancora, sostiene l’Fbi. La storia si ripete e proprio come nel 2016 i russi stanno provando anche stavolta a influenzare le elezioni americane: e con gli stessi metodi di allora. Ovvero, attraverso una rete di account falsi e un sito civetta, dai quali diffondere disinformazione e malcontento, spacciandosi per un’associazione politica democratica. A muovere le fila cโรจ nuovamente la Internet Research Agency di San Pietroburgo, quella dellโoligarca Eugeny Prigozhin, il cosiddetto โcuoco di Putinโ per i suoi interessi in aziende di catering, giร ampiamente indagato (e messo sotto accusa) dal superprocuratore Richard Mueller nellโambito delle indagini sul Russiagate.
ร stata appunto lโFbi ad allertare i colossi dei social Facebook e Twitter segnalando le attivitร anomale.
Dโaltronde, lโintelligence giร a febbraio aveva avvisato il Congresso sul rischio di nuove interferenze russe, ma allโepoca la risposta era stata di concentrarsi piuttosto sulle cyber attivitร cinesi, ritenute un problema piรน grande dallโAmministrazione Trump.
Rispetto alle interferenze del 2016, questa volta i russi si sono perรฒ mossi in maniera diversa: ingaggiando persone reali affinchรฉ elaborassero i contenuti del sito specificamente realizzato e chiamato Peace Data โ con tanto di false foto e identitร dei curatori – mirati a esaltare la delusione dei democratici su temi ambientalisti e di politica estera nei confronti del ticket Joe Biden-Kamala Harris. Lo ha svelato alย New York Timesย un freelance che era stato ingaggiato dal gruppo e ha preferito perรฒ restare anonimo: l’uomo ha confermato di essere stato pagato 75 dollari al pezzo.
Questa volta รจ andata bene. Peace Data aveva appena cominciato a lavorare e gli account falsi a questa legati non erano riusciti ancora ad attrarre alti numeri di followers come invece avvenuto nel 2016. Quasi certamente ce ne sono in giro altri. Mosca sembra insomma ancora determinata a mettere lo zampino in quel che succede in America.
(La Repubblica)


