Nessun passo indietro, certo. Ma a volte ne basta uno di lato per scatenare il putiferio. Figurarsi due:
da ieri Donatella Iorio e Marco Terranova, consiglieri di peso della maggioranza 5S, non sono piรน i presidenti delle commissioni Urbanistica e Bilancio.
Ufficialmente, come hanno spiegato con due post fotocopia affidati all’unisono a Facebook e ai cuoricini social della sindaca Virginia Raggi e del suo staff, hanno lasciato l’incarico per motivi ” personali “.
Ma in Campidoglio la sensazione รจ che l’onda lunga dell’annuncio della ricandidatura della prima cittadina abbia prodotto un nuovo strappo. Un altro schiaffo dopo quello assestato da Enrico Stefร no, sempre su Facebook, con il lungo intervento contro l’operazione Raggi-bis.
Ora, come detto, รจ il turno di Iorio e Terranova. Attivisti storici del Movimento romano, sono stati entrambi consiglieri al XIV Municipio. Lo stesso territorio in cui vive e ha mosso i primi passi tra i pentastellati Virginia Raggi. L’asse perรฒ adesso trema. Al punto che ieri la sindaca ha convocato d’urgenza una riunione di maggioranza.
Ci saranno i due dimissionari. Che le opposizioni danno infuriati proprio per l’annullamento di una riunione tra 5S sullo stadio della Roma, ma non abbandoneranno la ciurma. Resta il messaggio lanciato ieri. Un chiaro segnale di insofferenza che, anche se il capogruppo Giuliano Pacetti si affretta a dire che “non c’รจ nessun tipo di problema politico ” , in realtร risuonava giร da tempo nelle chat grilline.
In quelle rivelate da Repubblica, Iorio si lamentava cosรฌ della ricandidatura di Raggi: “Volevamo parlare di temi, decidere la linea politica da seguire e invece siamo partiti dai nomi senza regole certe e un metodo chiaro”. Uno sfogo isolato? In pieno lockdown, quando la sindaca lanciava la caccia all’untore chiedendo di segnalare assembramenti, Iorio scriveva ai colleghi di star “pensando di dissociarsi pubblicamente ” dalla linea comunicativa della prima cittadina. Anche Terranova non era stato tenero: dure le critiche al sonetto pro-Raggi, rilanciato dal blog di Beppe Grillo, in cui i romani venivano definiti “gente de fogna”.
Tornando alle presidenze delle due commissioni, adesso scatteranno le elezioni per i sostituti. Un vero rebus. Ai voti andranno i nomi di chi dovrร dare il via libera al bilancio entro il 30 settembre e, soprattutto, del grillino che dovrร occuparsi dello stadio della Roma. Un altro ostacolo verso il traguardo: saltata Iorio, architetto che conosce a menadito il dossier Tor di Valle, arriverร un nuovo presidente.
E, visto che tra i 5S latitano figure tecniche, non รจ escluso che chieda tempo per rileggere tutte le carte.
Insomma, come riassume Giulio Pelonzi, capogruppo Pd, “la ricandidatura di Raggi continua a causare contraccolpi nel M5S, che ha convulsioni interne ” . Smottamenti che interessano anche il centrosinistra. Sebbene l’idea dei dem sia quella di attendere le Regionali e arrivare alle primarie per Roma tra dicembre e gennaio, รจ l’area liberal composta dai renziani di Italia Viva, Azione di Carlo Calenda e + Europa a punzecchiare i piddini.
Il radicale Riccardo Magi tenta l’allungo: “Non escludo la candidatura” . Come Roxana Roman, titolare del Roxy Bar finito nel mirino dei Casamonica alla Romanina che sarebbe finita nel mirino di Raggi, a caccia di volti del mondo antimafia per la sua lista civica
(La Repubblica)


