Dopo un 2019 chiuso in forte rallentamento, il 2020 รจ iniziato con un calo tendenziale del Pil del 4,8% nel 1 trimestre
e con veri e propri crolli ad aprile e maggio stimati, rispettivamente, in un -24% e -16%. E’ quanto stima lโUfficio Studi Confcommercio. Ma ciรฒ che risulta particolarmente grave e preoccupante, spiega, รจ cheย la “crisi da Covid-19 si รจ abbattuta su unโeconomia giร fortemente debilitata: tra il 2007 e il 2019, infatti, ciascun italiano ha perso oltre 21.600 euro di ricchezza.ย Un conto molto salato, prevalentemente a causa delle forti perdite di ricchezza immobiliare e finanziaria, alla cui cifra complessiva contribuisce anche una significativa contrazione di consumi pari a circa 900 euro procapite”.
“Non deve quindi stupire – prosegue l’Ufficio Studi Confcommercio – se, partendo da questo scenario-base, acuito dalla crisi originatasi con la pandemia e il conseguente periodo di lockdown, lโimpatto sulla fiducia delle famiglie sia stato piuttosto pesante. Dopo 6 anni, infatti, il saldo tra ottimisti e pessimisti torna a registrare valori negativi di entitร mai raggiunta prima. Gli ottimisti, in aumento dal 2013, si dimezzano scendendo al 22,4%, mentre aumenta la quota di pessimisti che si attesta al 52,8%, piรน del doppio rispetto al 2019”.
Lโondata di sconforto connessa allโemergenza Covid e alle sue conseguenze economiche sembra aver ridotto lโampia forbice che ha sempre separato le prospettive della propria famiglia (tendenzialmente improntate ad un maggior ottimismo) da quelle piรน generali dellโItalia. Infatti,
la percentuale dei pessimisti rispetto alla situazione del Paese รจ pari al al 67,5%.
“Eโ evidente che questo diffuso senso di sfiducia sia alla base delle preoccupazioni circa il proprio lavoro e il proprio reddito”, spiega l’associazione. Il timore di perdere il posto di lavoro o il rischio di veder ridotta, se non compromessa, la propria posizione reddituale preoccupa il 57,4% degli italiani, con un 18,6% che si dichiara particolarmente preoccupato. Al primo posto tra gli effetti dellโemergenza sanitaria sui redditi, risulta proprio la riduzione dellโattivitร lavorativa e dei redditi da lavoro (per il 42,3%), seguita dalla sospensione totale dellโattivitร (25,8%) e dalla cassa integrazione (23,4%).
Durante la fase di lockdown, prosegue la ricerca di Confcommercio, alcune attivitร specifiche sono state impedite e questo ha determinato, tra chi le aveva previste, la rinuncia ad alcune spese:ย circa la metร delle famiglie ha dovuto rinunciare definitivamente a periodi di vacanza giร programmatiย e il 23% allโacquisto di beni durevoli, come mobili, elettrodomestici, auto. Per molte famiglie invece non si รจ trattato di una rinuncia definitiva ma di un rinvio alla fine dellโemergenza.
Focalizzando lโanalisi sul tema delle vacanze estive, a regnare รจ lโincertezza:ย oltre la metร delle famiglie non ha infatti programmato nulla e circa il 30% rimarrร a casa non avendo la disponibilitร economica. Percentuale, questโultima, che sale al 57% per i livelli socio economici bassi. Solo il 9,4% si permetterร il ‘lusso’ di partire ma con una riduzione di budget e di durata.
(AdnKronos)


