21 Marzo, 2026
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Crollo Pil, Confcommercio: “Stima aprile -24%”

Dopo un 2019 chiuso in forte rallentamento, il 2020 รจ iniziato con un calo tendenziale del Pil del 4,8% nel 1 trimestre

e con veri e propri crolli ad aprile e maggio stimati, rispettivamente, in un -24% e -16%. E’ quanto stima lโ€™Ufficio Studi Confcommercio. Ma ciรฒ che risulta particolarmente grave e preoccupante, spiega, รจ cheย la “crisi da Covid-19 si รจ abbattuta su unโ€™economia giร  fortemente debilitata: tra il 2007 e il 2019, infatti, ciascun italiano ha perso oltre 21.600 euro di ricchezza.ย Un conto molto salato, prevalentemente a causa delle forti perdite di ricchezza immobiliare e finanziaria, alla cui cifra complessiva contribuisce anche una significativa contrazione di consumi pari a circa 900 euro procapite”.

“Non deve quindi stupire – prosegue l’Ufficio Studi Confcommercio – se, partendo da questo scenario-base, acuito dalla crisi originatasi con la pandemia e il conseguente periodo di lockdown, lโ€™impatto sulla fiducia delle famiglie sia stato piuttosto pesante. Dopo 6 anni, infatti, il saldo tra ottimisti e pessimisti torna a registrare valori negativi di entitร  mai raggiunta prima. Gli ottimisti, in aumento dal 2013, si dimezzano scendendo al 22,4%, mentre aumenta la quota di pessimisti che si attesta al 52,8%, piรน del doppio rispetto al 2019”.

Lโ€™ondata di sconforto connessa allโ€™emergenza Covid e alle sue conseguenze economiche sembra aver ridotto lโ€™ampia forbice che ha sempre separato le prospettive della propria famiglia (tendenzialmente improntate ad un maggior ottimismo) da quelle piรน generali dellโ€™Italia. Infatti,

la percentuale dei pessimisti rispetto alla situazione del Paese รจ pari al al 67,5%.

“Eโ€™ evidente che questo diffuso senso di sfiducia sia alla base delle preoccupazioni circa il proprio lavoro e il proprio reddito”, spiega l’associazione. Il timore di perdere il posto di lavoro o il rischio di veder ridotta, se non compromessa, la propria posizione reddituale preoccupa il 57,4% degli italiani, con un 18,6% che si dichiara particolarmente preoccupato. Al primo posto tra gli effetti dellโ€™emergenza sanitaria sui redditi, risulta proprio la riduzione dellโ€™attivitร  lavorativa e dei redditi da lavoro (per il 42,3%), seguita dalla sospensione totale dellโ€™attivitร  (25,8%) e dalla cassa integrazione (23,4%).

Durante la fase di lockdown, prosegue la ricerca di Confcommercio, alcune attivitร  specifiche sono state impedite e questo ha determinato, tra chi le aveva previste, la rinuncia ad alcune spese:ย circa la metร  delle famiglie ha dovuto rinunciare definitivamente a periodi di vacanza giร  programmatiย e il 23% allโ€™acquisto di beni durevoli, come mobili, elettrodomestici, auto. Per molte famiglie invece non si รจ trattato di una rinuncia definitiva ma di un rinvio alla fine dellโ€™emergenza.

Focalizzando lโ€™analisi sul tema delle vacanze estive, a regnare รจ lโ€™incertezza:ย oltre la metร  delle famiglie non ha infatti programmato nulla e circa il 30% rimarrร  a casa non avendo la disponibilitร  economica. Percentuale, questโ€™ultima, che sale al 57% per i livelli socio economici bassi. Solo il 9,4% si permetterร  il ‘lusso’ di partire ma con una riduzione di budget e di durata.

(AdnKronos)

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