LAGONE

Coronavirus: malumori e polemiche, pronti gli scioperi: ‘Serve sicurezza’

Coronavirus: malumori e polemiche, pronti gli scioperi: ‘Serve sicurezza’
Marzo 24
09:42 2020

ANSA

I ministri dello Sviluppo economico e dell’Economia, Stefano Patuanelli e Roberto Gualtieri convocano per martedì alle 11 una videoconferenza con Cgil, Cisl e Uil, dopo che i segretari generali Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo hanno inviato una lettera per chiedere “con urgenza un incontro” sul Dpcm di domenica. I sindacati ritengono che molte delle attività non sospese non siano indispensabili o essenziali e, per questo, chiedono di rivedere l’elenco. Intanto anche i metalmeccanici della regione Lazio sono pronti a proclamare lo sciopero: “Basta indugi la sicurezza viene prima di tutto”. I sindacati dei bancari preparano la mobilitazione mentre i lavoratori delle aziende metalmeccaniche della Lombardia sciopereranno mercoledì 25 marzo per 8 ore: “la Lombardia è una regione dove sono necessarie misure più restrittive sulle attività da lasciare aperte”.

Mercoledi sciopero metalmeccanici lombardi – I lavoratori delle aziende metalmeccaniche della Lombardia sciopereranno mercoledì 25 marzo per 8 ore. Lo fa sapere il segretario generale della Fim-Cisl, Marco Bentivogli. La decisione, spiega, “è stata presa perché si consideri la Lombardia una regione dove sono necessarie misure più restrittive sulle attività da lasciare aperte”.

Sono diverse le aziende nel settore aerospazio dove sono scattati gli scioperi contro il decreto del Governo che avrebbe esteso le attività indispensabili rispetto a quanto concordato con il sindacato. Secondo quanto riporta la Fiom, hanno incrociato le braccia al momento i lavoratori di Leonardo, Ge Avio, Fata Logistic System, Lgs, Vitrociset, MBDA, DEMA, CAM e DAR.

Fiom, scioperi nel torinese – Sono in sciopero i lavoratori degli stabilimenti Avio Aero di Rivalta e di Borgaretto con una adesione di oltre il 90%. Lo rende noto la Fiom si Torino. In questi giorni l’attività in azienda degli stabilimenti torinesi di Leonardo è quasi completamente sospesa per effetto di precedenti accordi sindacali. L’intero comparto dell’aerospazio è stato infatti autorizzato dal Decreto a proseguire le attività – per ragioni puramente economiche – nonostante le imprese di quel comparto svolgano attività molto diversificate e in larga parte non essenziali. Questa mattina hanno scioperato anche i lavoratori della Alessio Tubie della Officine Vica, con adesioni altissime – sottolinea la Fiom – per protestare contro le decisioni aziendali di proseguire normalmente l’attività su produzioni che non sono essenziali. La Alcar e la Brugnago hanno deciso di sospendere le attività dopo la dichiarazione di sciopero della rsu.

Sindacati banche minacciano sciopero – I sindacati bancari Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin preparano la mobilitazione della categoria, a partire da domani, e minacciano lo sciopero. I segretari generali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin in una lettera spedita questa mattina all’Abi, a Federcasse, a tutte le banche, e, per conoscenza, al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte denunciano come “i dipendenti del settore, tra i quali si registrano molti casi di positività al Coronavirus, non operano in condizioni di sicurezza”, senza mascherine, guanti e disinfettanti.

Pronti sciopero anche metalmeccanici Lazio – “In assenza di misure concrete per la messa in sicurezza dei lavoratori”, i sindacati metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm del Lazio “proclameranno per il 25 marzo lo sciopero generale della categoria”. Le tre sigle rimarcano la richiesta di fermare “tutte le attività non essenziali” e di mettere in sicurezza tutte le altre, dotando i lavoratori dei dispositivi di protezione: “Basta indugi”, dicono, “la sicurezza viene prima di tutto”.

In corso sciopero lavoratori Safilo – E’ in corso uno sciopero di 8 ore dei lavoratori Safilo degli stabilimenti di Martignacco (Udine) e Longarone (Belluno). La protesta è stata indetta ieri in maniera unitaria dalle sigle sindacali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil a seguito della decisione dell’azienda di continuare la produzione in un contesto di emergenza sanitaria come quello attuale. “E’ vero che il codice dell’azienda permetterebbe di lavorare, per l’occhialeria da vista – spiega Andrea Modotto, segretario della Filctem-Cgil Fvg – ma ci sono altre grandi aziende del settore che, alla luce dell’attuale situazione, hanno deciso di chiudere per mettere in sicurezza gli stabilimenti”.

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