LAGONE

In Umbria stravince la destra a trazione leghista. L’esperimento giallorosso sui territori muore nella culla ?

ottobre 28
11:13 2019

Salvini guida il centrodestra ad una vittoria clamorosa nell’ex “rossa” Umbria. La ex sindaco di Montefalco si afferma in maniera inequivocabile superando in alcune zone anche il 60%. Nel centrodestra i dati lampanti sono due: cade il suffisso centro (Forza Italia ormai appare residuale) e ci sono i numeri per vincere se la legge elettorale rimanesse invariata.

Sul fronte del governo invece considerazioni di tutt’altra natura: il PD ha la (magra) consolazione della seconda piazza tra i partiti e di aver tutto sommato tenuto dopo il più grave scandalo della storia regionale, ma sembra sconfitta nel metodo (precipitoso fin quasi alla subalternità) e nel merito (un distacco abissale) l’idea di nascondere dietro la foglia di fico del civismo un accordo con i 5 stelle che se è stato digerito a livello nazionale a malapena per lo spauracchio Salvini, non ha per ora costrutto politico sui territori. Ne esce a pezzi il Movimento 5 Stelle, la sua trasformazione a partito antisistema per eccellenza a partito pronto ad allearsi con due forze diametralmente opposte per restare in sella è stato mal digerito dai suoi elettori (in 14 mesi con la Lega dal 33% al 17% ed ora, se il buongiorno si vede dal mattino..). Se Di Maio dovesse elaborare questa sconfitta mettendosi a fare il “Salvini” del governo Conte 1 rischierebbe di aggravare ulteriormente il quadro clinico, cristallizzando l’idea che un movimento nato come risposta eruttiva all’incapacità dei partiti tradizionali di autoriformarsi sia diventato ormai il cliente fisso dei due forni.

Conte cade quasi in piedi, non è un capitombolo totale perché ad oggi ancora nessuno dei suoi azionisti di maggioranza ha interesse a staccare la spina (e nemmeno i suoi avversari che intravedrebbero l’ombra di Draghi all’orizzonte), ma è di sicuro uno scivolone che pesa sulla messa a punto della sua macchina che a distanza di parecchie settimane sembra ancora parcheggiata ai box.

Renzi gioca questa partita sornione, di rimessa, aspetta il cadavere di Forza Italia sul fiume, piange lacrime di coccodrillo per una sconfitta in cui non ha messo la faccia neanche per fotografia, ma non ha ancora l’interesse a fare saltare il banco. La sensazione è che se la destra dovesse vincere in Emilia Romagna i giallorossi si darebbero il tempo giusto di fare una legge elettorale proporzionale prima di tornare “cari nemici”.

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